È possibile comprare un’auto con i Bitcoin?

Questi interrogativi sono destinati a moltiplicarsi nei prossimi mesi: la criptovaluta è infatti sotto i riflettori dopo la straodinaria corsa dell’ultimo anno – l’asset si muove poco sotto i 50.000 dollari – e l’apertura dei colossi dei pagamenti online, delle grandi corporate e delle banche internazionali verso il comparto criptovalutario dà un’idea della rivoluzione a cui stiamo assistendo.

Certo, non mancano le criticità: il Bitcoin è esposto alla volatilità, e questa “debolezza” potrebbe pregiudicare la sua efficacia come mezzo di pagamento. Tuttavia, il numero di persone che utilizzano Bitcoin per acquistare beni di consumo o servizi sta crescendo a vista d’occhio, e ora è possibile comprare anche automobili: ecco come.

Comprare un’auto con i Bitcoin in una concessionaria

Fino a poco tempo fa, acquistare un’automobile in una concessionaria pagando in criptovalute non era possibile. Il Bitcoin, regina delle valute virtuali, era un asset instabile - ma lo è, in buona parte, anche oggi - e solo una manciata di pionieri stava effettivamente gonfiando il proprio portafoglio con i BTC.

Ora, tra un rally e l’altro - e passando anche per disastrose bolle - la schiera dei fedelissimi del Bitcoin si è allargata, e così anche il numero di commercianti disposti ad accettarlo come mezzo di pagamento è aumentato. Non mancano, tra questi, i titolari di concessionarie di automobili.

A fare da apripista, in piena febbre BTC (era la fine del 2017), Michael Severance, a capo di Michael’s Auto Plaza: nella città di New York il suo salone ha iniziato ad accettare Bitcoin come mezzo di pagamento e da lì la tendenza si è estesa a diversi Stati statunitensi.

E in Italia? Al momento l’unica problematica che riscontrano coloro che sono interessati ad acquistare un’auto in Bitcoin è il reperimento di una concessionaria disposta ad accettarli, poiché non esistono impedimenti legali né di altro tipo. Una operazione difficile, ma non impossibile: del resto il primo acquisto di una automobile in una concessionaria italiana venne effettuato nel lontano 2014, agli albori della grande epopea del BTC, in provincia di Padova.

Vale la pena ricordare, tuttavia, che i titolari delle concessionarie - e a cascata di tutti gli esercizi commerciali - non sono tenuti ad accettare i pagamenti in BTC, così come avviene con le valute fiat: l’operazione dipende dunque dalla piena disponibilità del venditore.

Comprare un’auto con i Bitcoin da un privato

Se non è possibile rintracciare nella propria zona una concessionaria disposta ad accettare Bitcoin, rivolgersi ad un privato può rappresentare una valida alternativa. Esistono diversi siti specializzati, come ad esempio BuySellCarWithBitcoin.com, dove acquirenti e venditori possono mettersi d’accordo per concludere l’operazione di vendita in criptovaluta.

Questi siti, ovviamente, consentono agli acquirenti di superare il principale ostacolo della transazione, ovvero trovare qualcuno disposto ad accettare il BTC come mezzo di pagamento.

Se questo non dovesse essere un problema, due privati possono decidere di completare l’operazione anche «offline». Per farlo, sarà sufficiente seguire le stesse operazioni che servono per effettuare qualsiasi pagamento in Bitcoin: ovvero, permettere al venditore di scansionare il codice QR del wallet in cui si detiene la criptovaluta.