Co.co.co: significato e caratteristiche del contratto di collaborazione

Per Co.co.co. si intende il contratto di collaborazione coordinata e continuativa, molto utilizzato nella ricerca medico-scientifica. Qui disciplina, retribuzione, ferie e malattia dei lavoratori “parasubordinati”.

Co.co.co: significato e caratteristiche del contratto di collaborazione

Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa viene spesso abbreviato con la sigla co.co.co. ed è una forma di lavoro “parasubordinata”. Cosa significa esattamente? In questo articolo cercheremo di spiegare le caratteristiche di questa controversa figura contrattuale, gli aspetti retributivi e le garanzie offerte dal contratto.

I co.co.co lavorano in piena autonomia (per questo non possono rientrare tra i lavoratori dipendenti) ma mantengono un rapporto continuato nel tempo nei confronti del somministratore. In altre parole, sono a metà strada tra i lavoratori autonomi e quelli subordinati, anche se in molti casi i co.co.co. lavorano esattamente come gli altri dipendenti dell’azienda, pur non avendo le stesse garanzie. Ferie, permessi e malattia nella maggior parte dei casi non sono riconosciuti, tuttavia tale contratto non prevede vincoli di sede e di orario. Ecco tutta la disciplina.

Co.co.co: significato e disciplina della collaborazione coordinata e continuativa

Si chiamano co.co.co. e sono una schiera di lavoratori parasubordinati con pochi diritti e molti doveri. La collaborazione coordinata e continuativa esiste dal 1997 e ha subito una sensibile modifica nel 2016, in seguito al Jobs act di Renzi.

Il contratto co.co.co. ha le caratteristiche seguenti:

  • l’autonomia del lavoratore;
  • la natura prevalentemente personale della prestazione;
  • il coordinamento continuativo con il committente;
  • il contenuto artistico-professionale dell’attività.

Quello del co.co.co. è un lavoro senza obiettivi vincolanti o scadenze prefissate (salvo particolari casi) da svolgere negli orari e nelle modalità che si ritengono più opportune. Per questo è una forma contrattuale molto utilizzata nell’ambito universitario e della ricerca.

I co.co.co. sono lavoratori “parasubordinati” perché si collocano a metà strada tra i dipendenti e gli autonomi. Non vi è il classico vincolo di subordinazione tra datore e dipendente anche se la collaborazione ha i connotati della continuità. Il committente però può coordinare l’operato del co.co.co. e armonizzare le procedure rispetto all’organizzazione aziendale ma in ogni caso prevarrà il contributo personale e l’autonomia del collaboratore.

Contatto co.co.co: durata e stipendio

Spetta al committente stabilire durata e luogo in cui il lavoratore co.co.co. dovrà svolgere le prestazioni richieste. Queste però vengono organizzate in piena autonomia dal lavoratore parasubordinato. Ciò è molto importante: infatti se viene a mancare l’autonomia gestionale del lavoro, il co.co.co. si trasforma in un contratto subordinato a tutti gli effetti, e quindi troveranno applicazioni le stesse regole in materia di ferie, permessi e malattia.

Alla fine della durata prestabilita, i contratto co.co.co. può essere rinnovato per il compimento dello stesso o di altri progetti. Anche se il lavoro si svolge in maniera autonoma senza i connotati della subordinazione, la retribuzione deve essere periodica (quindi mensile) e concordata all’inizio.

Collaborazione coordinata e continuativa: regime fiscale e contributi

A partire dal 1° gennaio 2001 i redditi percepiti dai co.co.co sono assimilati a quelli di lavoro dipendente. Questa assimilazione però, sottolineiamo, vale solo ai fini fiscali. I contributi vengono versati nel modo seguente:

  • 2/3 a carico del committente;
  • 1/3 a carico del lavoratore.

L’obbligo di versamento spetta al committente in qualità di sostituto d’imposta, che andrà a trattenere dalla busta paga anche la quota dovuta dal lavoratore.
Leggi anche Differenze tra co.co.co. e apprendistato

Co.co.co: come funzionano ferie, permessi e malattia

L’aspetto più controverso del contratto co.co.co. riguarda ferie, permessi e malattia. Il contratto di collaborazione, infatti, non fa maturare giorni di ferie e tanto meno i permessi retribuiti. Invece la malattia è riservata agli iscritti alla gestione separata Inps.

I parasubordinati - esattamente come i liberi professionisti- per avere diritto a malattie, maternità e assegni familiari devono versare un contributo pari allo 0. 72% dell’imponibile alla gestione separata per almeno tre mesi nell’anno prima l’inizio della malattia/maternità e nell’anno solare che precede il periodo di malattia bisogna aver percepito un reddito assoggettato a contributi non superiore al 70% del massimale contributivo annuo: 102.543.

L’importo dell’indennità di malattia o di maternità si ottiene facendo questa operazione:

102.543 (massimale annuo 2019) x 365 giorni

All’importo ottenuto, ovvero 280,94, dovranno essere applicate delle percentuali in base al numero di mesi di contribuzione accertati nell’anno che precede l’inizio della malattia o della maternità:

  • 4% se i contributi accreditati sono pari o inferiori a 4 mensilità;
  • 6% se i mesi accreditati sono tra 5 e 8;
  • 8% se i mesi accreditati sono da 9 a 12.

Co.co.co: quando non si trasforma in lavoro subordinato

Abbiamo visto che se viene meno il requisito dell’autonomia gestionale del lavoro, il co.co.co. si trasforma automaticamente in un rapporto di lavoro subordinato. A questa regola però esistono delle eccezioni, precisamente quando il contratto di collaborazione riguarda:

  • attività professionali per le quali è richiesta l’iscrizione ad un albo, ad esempio avvocati e ingegneri;
  • contratti nazionali con specifiche discipline per il trattamento economico e normativo;
  • attività prestate dai componenti degli organi di controllo e amministrazione delle società (ad esempio amministratori e sindaci).
  • collaborazioni rese a fini istituzionali in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche (ma solo se affiliate alle federazioni sportive nazionali oppure a agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI);
  • collaborazioni prestate nell’ambito della produzione e della realizzazione di spettacoli di fondazioni lirico-sinfoniche;
  • attività svolte dal corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico.

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