Prestazione occasionale: come funziona, limiti e regole 2021

Teresa Maddonni

6 Maggio 2021 - 19:06

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Prestazione occasionale: ecco la guida completa per capire come funziona. Vediamo nel dettaglio i limiti dell’attività lavorativa saltuaria, chi può svolgerla, come viene pagata e le regole per il 2021.

Prestazione occasionale: come funziona, limiti e regole 2021

La prestazione occasionale è un rapporto di lavoro che si instaura tra un datore di lavoro e un prestatore d’opera in modo saltuario.

La prestazione occasionale è quindi un’attività saltuaria o a entità ridotta che deve tuttavia avvenire entro certi limiti dei compensi e regole anche nel 2021.

Per capire cos’è la prestazione occasionale e come funziona, e come si differenzia dal lavoro autonomo occasionale e dal lavoro autonomo con partita IVA, occorre guardare alla normativa di riferimento e nel dettaglio l’articolo 54 bis, legge 21 giugno 2017, n. 96 di conversione del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 e le ultime modifiche introdotte dall’articolo 2-bis, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, il cosiddetto “Decreto dignità” convertito dalla legge 9 agosto 2018 n. 96, per le attività agricole, turismo ed enti locali.

La legge fa una distinzione per le prestazioni occasionali tra il contratto di prestazione occasionale e il Libretto famiglia entrambi attivabili in via telematica attraverso il sito dell’INPS.

Vediamo allora con la nostra guida completa cos’è la prestazione occasionale, come funziona, chi può svolgerla, come viene pagata e come attivarla.

Prestazione occasionale: cos’è

La prestazione occasionale è un rapporto di lavoro a ridotta entità o saltuario che una persona instaura con uno o più datori di lavoro.

Le regole 2021 della prestazione occasionale sono quelle fissate dall’articolo 54 bis della legge n. 96/2017 e dal successivo decreto Dignità che ha apportato delle modifiche.

Come la legge prevede le prestazioni occasionali si caratterizzano per un limite economico ben preciso all’interno dell’anno civile.

Questo significa che nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno le prestazioni occasionali attivabili per ogni singolo utilizzatore non possono superare i 5.000 euro netti nei compensi.

Lo stesso limite vale per le prestazioni occasionali che il lavoratore può attivare entro l’anno e che scende a 2.500 euro se le prestazioni sono fornite allo stesso utilizzatore o datore di lavoro. Esistono poi anche altri limiti nei compensi della prestazione occasionale che vedremo più nel dettaglio di seguito.

La disciplina sulla prestazione occasionale distingue il contratto di prestazione occasionale dal Libretto Famiglia. Per capire quindi cos’è la prestazione occasionale è necessario distinguere tra le due fattispecie.

  • Il Libretto famiglia è riservato alle persone fisiche e riguarda prestazioni occasionali al di fuori dell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa. Il Libretto famiglia pertanto è pensato per le prestazioni occasionali domestiche e quindi, per esempio, per le attività di colf o baby sitter. Sempre nel limite dei 5.000 euro all’anno il Libretto famiglia può essere usato anche dalle società sportive per pagare le prestazioni negli stadi degli steward.
  • Il contratto di prestazione occasionale al contrario esce dal contesto familiare ed è quello che un soggetto può instaurare con un datore di lavoro o utilizzatore come una microimpresa con non più di 5 dipendenti a tempo indeterminato o anche le amministrazioni pubbliche.

Soffermandoci un attimo sul contratto di prestazione occasionale ricordiamo nel dettaglio che questo può essere sì attivato dalle amministrazioni pubbliche, ma con dei limiti dal momento che può essere utilizzato solo per progetti speciali per categorie di soggetti in stato di:

  • povertà;
  • disabilità;
  • detenzione;
  • tossicodipendenza;
  • fruizione di ammortizzatori sociali.

Le amministrazioni pubbliche possono usare la prestazione occasionale anche per lavori di emergenza legati a:

  • calamità o eventi naturali improvvisi;
  • attività di solidarietà;
  • organizzazione di manifestazioni.

Possono utilizzare il contratto di prestazione occasionale, grazie alle modifiche introdotte dal decreto Dignità, anche:

  • le aziende alberghiere;
  • le strutture ricettive turistiche che occupano fino a 8 lavoratori;
  • le aziende agricole fino a 5 dipendenti.

Limiti dei compensi

Come abbiamo anticipato la prestazione occasionale in generale si definisce come tale perché prevede dei limiti nei compensi all’interno dell’anno civile. Nel dettaglio i limiti di importo massimo dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno sono i seguenti:

  • 5.000 euro per il prestatore che ha un rapporto con più utilizzatori;
  • 5.000 euro per l’utilizzatore per la totalità dei rapporti attivati con diversi prestatori;
  • 2.500 euro per il prestatore che svolge la prestazione occasionale nell’anno per lo stesso utilizzatore.

L’importo massimo può arrivare fino a 6.666 euro, invece di 5.000 euro, per il lavoro occasionale dei seguenti prestatori:

  • pensionati;
  • studenti fino ai 25 anni;
  • disoccupati;
  • percettori di prestazioni di sostegno al reddito

Ricordiamo che per prestatore si Intende il lavoratore e per utilizzatore il datore di lavoro. I compensi percepiti dal prestatore:

  • sono esenti da imposizione fiscale;
  • non incidono sul suo stato di disoccupato;
  • sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Il compenso orario minimo è di 9 euro netti (12,37 euro lordi) e non può essere inferiore a 36 euro per prestazioni di durata non superiore a 4 ore continuative nell’arco della giornata.

Abbiamo capito dunque chi può svolgere la prestazione occasionale e chi può richiederla, anche se la legge è chiara su chi non può accedere a questa tipologia di rapporto di lavoro.

Non possono accedere alla prestazione occasionale le persone che hanno in corso con il medesimo utilizzatore un rapporto di lavoro subordinato o un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, anche se cessato da meno di 6 mesi.

Tra i limiti della prestazione occasionale, e in questo caso nel dettaglio del contratto di prestazione occasionale, vi sono quelli che riguardano determinate categorie di utilizzatori e nel dettaglio:

  • le imprese agricole possono utilizzare la prestazione occasionale solo per studenti fino a 25 anni, pensionati, disoccupati e percettori di prestazioni di sostegno al reddito non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Non possono utilizzare il contratto di prestazione occasionale:

  • le imprese dell’edilizia e di settori affini;
  • le imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo;
  • le imprese del settore delle miniere, cave e torbiere.

La prestazione occasionale non può essere utilizzata nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Come si attiva una prestazione occasionale

Una prestazione occasionale, a seconda che si stia parlando di utilizzatore come persona fisica o come microimpresa, si attiva con il Libretto Famiglia o con il servizio telematico di INPS per il contratto di prestazione occasionale.

Per capire come si attiva la prestazione occasionale quindi ancora una volta occorre distinguere tra Libretto Famiglia e contratto.

Il Libretto famiglia contiene dei titoli di pagamento del valore di 10 euro lordi (8 euro netti) comprensivi della contribuzione assicurativa e previdenziale alla gestione separata INPS e dei costi di gestione ed è acquistabile tramite la piattaforma dell’Istituto dedicata.

Attraverso il servizio telematico INPS, l’utilizzatore deve comunicare:

  • i dati del prestatore;
  • il compenso;
  • il luogo e la durata delle attività che andrà a svolgere, entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione.

Anche il prestatore, vale a dire il lavoratore, riceverà una notifica tramite SMS o posta elettronica. L’utente deve accedere al servizio di INPS del Libretto Famiglia utilizzando le credenziali:

  • PIN (INPS dal 1° ottobre 2020 non rilascia più nuovi PIN);
  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale);
  • CIE (Carta di Identità Elettronica);
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Per attivare al contrario il contratto di prestazione occasionale al solito esiste il servizio telematico di INPS (clicca qui).

Gli utilizzatori devono registrarsi sulla piattaforma delle prestazioni occasionali e alimentare il proprio portafoglio elettronico virtuale. Successivamente devono procedere all’invio della comunicazione relativa contratto tramite la piattaforma.

Gli utilizzatori possono effettuare i versamenti necessari tramite:

Utilizzatori e prestatori possono utilizzare il servizio online o in alternativa rivolgersi:

  • al contact center;
  • a intermediari autorizzati.

Per attivare il contratto di prestazione occasionale il datore di lavoro, almeno 60 minuti prima dell’inizio dell’attività, deve comunicare sempre tramite il servizio online dedicato:

  • i dati identificativi del prestatore;
  • il compenso;
  • il luogo di svolgimento della prestazione;
  • la durata;
  • la tipologia;
  • il settore dell’attività lavorativa;
  • altre informazioni per la gestione del rapporto.

Nel momento in cui l’utilizzatore procede alla trasmissione della comunicazione il lavoratore riceve notifica della stessa (o della revoca) tramite mail o SMS.

Diritti e tutele nella prestazione occasionale

La prestazione occasionale, anche se saltuaria o di ridotta entità, prevede dei diritti e delle tutele per i lavoratori o anche detti prestatori.

Il lavoratore ha diritto:

  • all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti;
  • all’iscrizione alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
  • all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL);
  • al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali secondo il D.lgs. 66/2003;
  • disposizioni di cui all’articolo 3, comma 8, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoratore occasionale.

Non solo tutele perché per la prestazione occasionale sono previste anche delle sanzioni.

Se l’utilizzatore, diverso dall’amministrazione pubblica, non rispetta i limiti economici previsti per la prestazione occasionale che abbiamo sopra evidenziato, o la stessa superi le 280 ore nell’anno civile previste, allora il rapporto di lavoro si trasforma in contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

Nel caso di contratto di prestazione occasionale la mancata comunicazione almeno un’ora prima dello svolgimento dell’attività sulla piattaforma dell’INPS da parte del datore di lavoro, o anche in caso di mancato rispetto dei divieti che abbiamo elencato, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria che va dai 500 euro ai 2.500 euro per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione.

Prestazione occasionale e partita IVA: come funziona

La prestazione occasionale può essere svolta come abbiamo visto anche senza partita IVA. Per capire come funziona questa differenza tra prestazione occasionale e partita IVA ci vengono chiaramente in aiuto i limiti di importo che abbiamo sopra descritto, ma non basta perché occorre operare altre distinzioni.

La prestazione occasionale di cui abbiamo trattato disciplinata dalla legge del 2017 va distinta dal:

  • lavoro autonomo occasionale che prevede un’attività esercitata in modo non abituale e senza un’organizzazione minima;
  • lavoro autonomo mediante partita IVA caratterizzato invece da organizzazione e abitualità nell’esercizio dell’attività.

Il lavoro autonomo occasionale viene pagato mediante ritenuta d’acconto. Il lavoratore rilascia una ricevuta per riscuotere il compenso.

Non esiste un limite di compenso per il lavoro autonomo occasionale come invece è previsto per la prestazione occasionale. Nel caso del lavoro autonomo occasionale se si superano i 5.000 euro annui non vi è l’obbligo di aprire la partita IVA.

Il lavoratore però, superato quel limite, deve iscriversi alla Gestione separata dell’INPS. L’aliquota contributiva è quella valida per i collaboratori.

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