Cina: crescita oltre il 6% nel 2021, target al ribasso?

Violetta Silvestri

5 Marzo 2021 - 09:33

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La Cina ha annunciato il suo piano economico per il 2021: obiettivi al ribasso per la potenza asiatica? Non mancano sfide difficili per la nazione che più è cresciuta nella crisi Covid.

Cina: crescita oltre il 6% nel 2021, target al ribasso?

La Cina torna in primo piano con l’apertura del Congresso Nazionale del Popolo.

Il premier Li Keqiang ha annunciato le prossime sfide economiche della potenza asiatica, non nascondendo la necessità di mettere in campo riforme urgenti su vari fronti.

La crescita per l’anno è stata fissata oltre il 6%, deludendo le aspettative e spingendo speculazioni sulle ombre - non solo luci - presenti nel sistema cinese.

Quali sono, quindi, le sfide della Cina nel 2021?

Tutti gli obiettivi economici della Cina

La Cina ha fissato un target di crescita economica piuttosto moderato, che segnala politiche monetarie e fiscali più contenute quest’anno, a differenza di altre grandi nazioni che continuano a pompare stimoli.

Il Governo ha posto un obiettivo di rilancio superiore al 6% per l’anno, ben al di sotto di quanto previsto dagli economisti e di riduzione del rapporto deficit/PIL al 3,2%.

Dopo essere emersa dalla pandemia come l’unica grande economia ad espandersi lo scorso anno, la Cina sta ora spostando la sua attenzione sugli squilibri aggravati dallo stimolo dello scorso anno, come la dipendenza dagli investimenti immobiliari e infrastrutture finanziate dal debito aziendale. Ciò contrasta con altre importanti economie come gli Stati Uniti, che stanno ancora iniettando livelli record di stimoli per superare l’impatto del coronavirus.

Per il 2021, Li ha affermato che la nazione mira a un tasso di disoccupazione urbano di circa il 5,5% e alla creazione di oltre 11 milioni di nuovi posti di lavoro urbani.

La Cina punterà anche a un aumento di circa il 3% dell’indice dei prezzi al consumo.

Il Governo ha anche previsto una crescita della spesa per la difesa del 6,8% quest’anno, il maggiore aumento dal 2019, a causa delle tensioni con gli Stati Uniti.

Il punto chiave per il Dragone è il seguente: la spesa pubblica sarà ponderata verso “progetti che aiuteranno a migliorare in modo significativo il benessere delle persone.”

La potenza, quindi, insisterà su programmi e riforme quali:

  • ristrutturazione di vecchi alloggi;
  • migliori servizi pubblici nelle città più piccole;
  • aumento della pensione di base;
  • assistenza agli anziani e ai bambini;
  • riforma degli ospedali pubblici;
  • sviluppo di ospedali privati;
  • istituzione di una copertura per le spese mediche ambulatoriali

Cruciale sarà anche la ricerca su chip all’avanguardia e intelligenza artificiale, definendo un progetto tecnologico per competere a livello globale con gli Stati Uniti.

La strategia cinese per dominare

Non solo velocità nella ripresa economica, quindi, in cima alle priorità della Cina.

Gli obiettivi sono molto più complessi, come affermato dallo stesso premier:

“...Rimangono gli ostacoli alla spesa dei consumatori e la crescita degli investimenti manca di sostenibilità...La nostra capacità di innovazione in settori chiave deve essere migliorata. Alcuni governi locali hanno gravi deficit di bilancio. Nel prevenire e disinnescare i rischi nel settore finanziario e in altri settori, dobbiamo affrontare compiti formidabili”

Sullo sfondo - ma non troppo - ci sono le questioni calde dei rapporti commerciali con gli USA e con partner di regione chiave quali Corea del Sud e Giappone e le rivendicazioni su Taiwan e Hong Kong.

Nessuna interferenza sarà gradita e il terreno si farà molto scivoloso nei rapporti economici e diplomatici con le potenze mondiali.

Argomenti

# PIL

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