Chi paga la tassa Airbnb?

Tassa Airbnb: paga il proprietario che riceve i soldi dal portale web?

C’è grande confusione sulla questione della tassa airbnb sulle locazioni brevi.

Diciamolo subito: non si tratta di una nuova tassa ma semplicemente di un nuovo sistema anti evasione fiscale. In altre parole, la tassa airbnb è una ritenuta alla fonte a titolo di imposta (o di acconto) pari al 21% che viene operata dall’intermediario, in questo caso dal portale web.

La ratio di questa regola è quella di evitare il nero sugli affitti di breve durata o locazioni brevi, così come previsto dal DL 50/2017 che l’ha introdotta come obbligatoria a partire dallo scorso 1° giugno 2017.

Questa ritenuta del 21% viene trattenuta dall’intermediario portale web che poi avrà cura di versarla al Fisco. Quando il proprietario di casa farà la dichiarazione dei redditi dovrà scomputare queste ritenute dall’imposta da pagare.

Quindi non paga il proprietario dell’immobile.

Chi paga la tassa Airbnb locazioni brevi? Differenza tra cedolare secca e tassazione ordinaria

Una volta compreso chi paga la tassa Airbnb, facciamo il punto su un’importante differenza.

La tassa Airbnb rappresenta una ritenuta a titolo d’imposta pari al 21 per cento soltanto nel caso in cui il proprietario dell’immobile che viene dato in affitto opti per la cedolare secca. Ma ovviamente si tratta di un’opzione e non di un obbligo.

Qualora il contribuente volesse assoggettare l’affitto a tassazione ordinaria la tassa Airbnb (che non è né un’imposta, né una tassa) andrebbe a rappresentare una ritenuta alla fonte a titolo di acconto.

Tassa Airbnb: difficoltà applicative

Il versamento dell’imposta sull’affitto percepito viene eseguito direttamente dall’intermediario.

In questo senso l’intermediario, sia esso online o no, si configura quale sostituto d’imposta e dovrà poi certificare la ritenuta operata al proprietario dell’immobile.

Alcune difficoltà applicative possono sorgere quando:

  • i pagamenti dal portale web siano stati effettuati su un conto corrente non intestato al proprietario dell’immobile (caso in cui comunque il soggetto passivo rimane il titolare dell’immobile);
  • il proprietario è una persona diversa dal titolare dell’account attraverso il quale si opera online.

A questo proposito si ricorda come non sia possibile stipulare un contratto di affitto per un immobile che non sia il proprio, salvo non si tratti di sublocazione o non si abbia il diritto di usufrutto.

Tassa Airbnb locazioni brevi: sanzioni mancata comunicazione

Oltre all’applicazione della ritenuta d’acconto alla fonte, gli intermediari abilitati tra cui tutti i gestori di portali online come Airbnb dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate la stipula di ogni contratto di locazione di breve durata.

La mancata comunicazione da parte degli intermediari obbligati comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa di importo compreso tra 250 e 2.000 euro, così come previsto dalla normativa sui contratti di locazione.

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