Chi è Alexei Navalny e perché in Russia stanno protestando contro Putin

Fiammetta Rubini

25/01/2021

20/07/2021 - 16:33

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Chi è Alexei Navalny, cosa ha fatto e perché è tornato in Russia dopo il ricovero per l’avvelenamento. Ritratto del principale oppositore di Vladimir Putin che rappresenta un bel problema per il Cremlino.

Chi è Alexei Navalny e perché in Russia stanno protestando contro Putin

In Russia continua l’ondata di proteste e disordini contro Putin e per il rilascio di Alexei Navalny, l’avvocato leader dell’opposizione e attivista anti-corruzione.

Descritto come “l’uomo che Vladimir Putin teme di più” dal Wall Street Journal, Navalny è stato arrestato all’inizio del mese mentre tornava a Mosca per la prima volta da quando è stato avvelenato con un agente nervino ad agosto, presumibilmente dall’FSB, in circostanze non chiarite.

L’arresto di Navalny è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, la scintilla che ha fatto scoppiare le proteste e gli scontri con le forze dell’ordine. Come scrive il Guardian:

Per più di un decennio il Cremlino ha utilizzato tutti gli strumenti a sua disposizione per tenere i russi lontani dalle strade, esercitando paura e noia per far sembrare inutile protestare contro Vladimir Putin. Eppure in scene di sfida sabato nelle città di tutta la Russia, da San Pietroburgo a Vladivostok e persino a Yakutsk, dove i manifestanti hanno sfidato temperature inferiori a -50 °C, decine di migliaia di russi hanno inviato un messaggio a un Cremlino che ha schiacciato tutta l’opposizione in Russia: “Quando è troppo è troppo”.

I manifestanti chiedono il rilascio di Navalny, ma le proteste che stanno dilagando in Russia sono legate a Putin e ai suoi due decenni di controllo sul Paese.

Chi è Alexei Navalny: carriera politica e biografia

Navalny, 44 anni, è un avvocato, attivista anti-corruzione, membro del Consiglio di coordinamento dell’opposizione russa, leader e fondatore del Partito Democratico del Progresso - Russia del futuro, nonché il più accanito critico di Putin e del suo Governo.

Cresciuto in Ucraina in una famiglia di imprenditori (i suoi genitori possiedono una fabbrica di tessitura di cesti), si è laureato in giurisprudenza alla Peoples Friendship University of Russia, si è specializzato in mercati finanziari e ha perfezionato i suoi studi anche grazie a una borsa si studio a Yale.

Navalny si è sempre esposto senza timore: attivissimo su Twitter e YouTube - dove in totale ha quasi 10 milioni di seguaci - pubblica inchieste e materiali sulla corruzione in Russia, organizza manifestazioni politiche e promuove le sue campagne. Da parte sua il Cremlino si comporta come se il signor Navalny non fosse un elemento di fastidio o disturbo: Putin non lo nomina mai, e i media statali ne parlano come un blogger senza importanza.

Nella sua carriera ha pubblicato decine e decine di report che provano in modo schiacciante la corruzione nella Russia di Putin. Nel 2011 in un’intervista radiofonica ha descritto il governo di Putin come un “partito di truffatori e ladri”.

È stato una figura galvanizzante nelle proteste di massa, comprese le manifestazioni del 2011-12 innescate dalle notizie di brogli diffusi nelle elezioni parlamentari.

Tutto ciò gli ha portato svariati arresti, condanne sospese con motivi politici (in modo da impedirgli di candidarsi a future elezioni), ma ha anche vinto 6 cause contro le autorità russe per un totale di 225.000 euro.

Nel 2013 si è candidato a sindaco di Mosca arrivando secondo contro il sindaco nominato da Putin; nel 2018 ha cercato di candidarsi alle presidenziali russe ma è stato escluso sia dalla Commissione elettorale centrale russa sia dalla Corte suprema russa a causa di una condanna penale.

Lo scorso agosto è stato ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato avvelenato con un agente nervino durante un volo da Tomsk a Mosca. Trasferito poi a Berlino per ricevere cure mediche adeguate, a gennaio è tornato in Russia e immediatamente arrestato a Mosca con l’accusa di violazione dei termini di una pena detentiva sospesa.

Non era la prima volta che qualcuno attentava alla vita dell’oppositore: nel 2017, un aggressore gli ha lanciato un liquido antisettico in faccia, danneggiandogli la vista. Nel 2019 è stato ricoverato in ospedale dopo un sospetto avvelenamento mentre era in prigione.

L’ultima inchiesta pubblicata da Navalny e dalla FBK riguarda l’accusa a Putin di utilizzare fondi ottenuti in modo fraudolento per costruirsi la lussuosissima villa sul mar Nero in quella che è stata definita la più grande tangente al mondo.

Perché Navalny è tornato in Russia? 



Alexei ha detto di non aver lasciato la Russia per sua scelta, ma perché è stato portato in Germania in un “box di terapia intensiva” e che non ha mai considerato la possibilità di restare all’estero.

“Non mi sembra giusto che Alexei Navalny chieda una rivoluzione da Berlino”, ha spiegato in un’intervista rilasciata a ottobre, parlando di sé in terza persona. Gli analisti affermano che sarebbe stato impossibile per Navalny rimanere rilevante come leader dell’opposizione da un altro Paese.

Gli esperti dicono che il ritorno di Navalny in Russia può essere un bel grattacapo per il Cremlino: se da un lato la detenzione prolungata di Navalny lo farebbe passare per martire e potrebbe infuocare ancora di più le proteste di massa, dall’altro lato lasciarlo andare potrebbe minacciare le prossime elezioni parlamentari. Nel 2024 scade l’attuale mandato di Putin e cercherà di farsi rieleggere, ma gli analisti ritengono che Navalny sia davvero in grado di influenzare l’esito di questo voto chiave. Un motivo sufficiente per Putin per volerlo fuori dai giochi.

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