Certificati a capitale condizionatamente protetto: cosa sono, come funzionano e caratteristiche

Guida completa al funzionamento dei certificati a capitate condizionatamente protetto, strumenti di investimento di medio e lungo periodo che permettono all’investitore di partecipare alle performance del sottostante offrendo una garanzia parziale del capitale. Ecco tutto quello che c’è da sapere

Certificati a capitale condizionatamente protetto: cosa sono, come funzionano e caratteristiche

I certificati a capitale condizionatamente protetto sono una delle tre categorie di Investment Certificate appartenenti all’omonima macrocategoria ACEPI.

La peculiarità di questi Certificates è quella di consentire l’esposizione ad una attività finanziaria sottostante, sia al rialzo che al ribasso, offrendo una garanzia parziale del capitale, ossia condizionata al verificarsi di determinate condizioni stabilite dall’emittente al momento dell’emissione del contratto.

Le condizioni di salvaguardia del capitale investito, nella maggio parte dei casi, riguardano una percentuale del valore nominale del Certificate (in genere la protezione riguarda il 60-80%), salvo la violazione di determinati livelli Barriera stabili in sede di emissione del certificato.

Emessi da istituzioni finanziarie che si occupano della loro costruzione e successivo collocamento in Borsa, i certificati a capitale condizionatamente protetto sono negoziabili su uno specifico mercato (in Italia il SeDeX di Borsa Italiana o il Cert-X di EuroTLX) come un normale titolo azionario. La loro liquidità è costantemente garantita dalla presenza di un market maker, tipicamente il trading desk dell’emittente.

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Certificati a capitale condizionatamente protetto: cosa sono?

I certificati a capitale condizionatamente protetto sono strumenti finanziari derivati utilizzati per replicare le performance di un’attività finanziaria sottostante, sia essa un indice, una o più azioni, una valuta o una commodity.

Il meccanismo di protezione che contraddistingue i Certificates a capitale condizionatamente protetto è subordinato al raggiungimento da parte del sottostante di un determinato livello Barriera. Tale livello barriera viene fissata all’emissione al di sotto del livello del sottostante.

Fintanto che il livello Barriera non viene raggiunto, la protezione mantiene la sua efficacia. Anche in presenza di ribassi del sottostante, l’investitore può recuperare il capitale investito, o registrare un rendimento positivo.

Dal punto di vista meramente tecnico, i Certificati a capitale condizionatamente protetto non hanno un payoff caratteristico. Essendo la tipologia di Certificates più variegata, in Italia esistono molte declinazioni commerciali di questi certificati. Al momento le più diffuse sono:

  • Airbag (Accelerator, Parachute)
  • Bonus (Bonus Cap, Top Bonus, Reverse Bonus...)
  • Cash Collect (Fixed Cash Collect, Premium Cash Collect, Memory Cash Collect...)
  • Express (Athena, Athena Fixed Premium, Phoenix...).

Certificati a capitale condizionatamente protetto: a chi sono rivolti?

I Certificati a capitale condizionatamente protetto sono molto versatili. Questa caratteristica rende questi Certificates adatti a tutti i profili di rischio ed utilizzabili in differenti fasi di mercato, cioè quando esso è laterale, rialzista o ribassista.

Date queste peculiarità, i Certificati a capitale condizionatamente protetto sono strumenti che dovrebbero normalmente rientrare nella parte satellite di un portafoglio costruito tramite un’asset allocation equilibrata.

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