Castrazione chimica: scontro Di Maio- Salvini

Lo stupro avvenuto a Vallerano in provincia di Viterbo è diventato oggetto di un nuovo scontro tra la Lega e il Movimento Cinque Stelle. I due rappresentanti rispondono in maniera differente alla proposta di legge sulla castrazione chimica.

Castrazione chimica: scontro Di Maio- Salvini

Non bastavano le critiche avvenute in questi giorni sul caso Siri. Anche un evento drammatico come lo stupro di una donna avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 aprile ha acceso nuove polemiche tra Di Maio e Salvini. In un battibecco che si è sviluppato durante tutta la giornata ambedue condannano l’evento ma si criticano a vicenda per quanto riguarda la castrazione chimica.

Castrazione chimica, discordia tra Di Maio e Salvini

In attesa che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte decida per quanto riguarda il caso Siri, lo scontro continua ma si inerpica su delle tematiche che sono molto delicate e che prevedono aspetti di cronaca che non dovrebbero sentirsi in un paese civile: l’ennesimo caso di violenza su una danna di 36 anni avvenuto in provincia di Viterbo. Come ha dichiarato il vice questore, era iniziato tutto come una semplice serata, ma dopo che la donna era stata condotta nel circolo privato di CasaPound e indotta ad ubriacarsi, i due esponenti del circolo hanno tentato un approccio sessuale. Al rifiuto della giovane, dopo averla picchiata l’hanno violentata. I due soggetti sono stati arrestati in possesso di due telefonini con il video dello stupro.

Salvini insiste sulla castrazione chimica

Un evento da condannare, ma che ha portato a uno nuovo scontro politico. Salvini ha dichiarato in maniera istintiva e con vigore ai giornalisti che è necessario fare qualcosa di più che arrestare i soggetti che compiono un’azione del genere. Nessuno può violentare o picchiare una donna e essere solamente rinchiuso in carcere. Secondo il Ministro degli interni, soggetti come i due esponenti di CasaPound dovrebbe essere curati dallo Stato e l’unico mezzo esistente ad oggi è quello della castrazione chimica. «È una realtà già presente in altri paesi civili e anche in Europa» continua Salvini, per questo si è riproposta la legge che prevedeva l’introduzione di tale forma di punizione nei confronti di specifici reati. Si parla di castrazione volontaria e non obbligatoria.

La risposta di Di Maio

Luigi Di Maio, alla notizia dell’evento, aveva ribadito che è un episodio drammatico, «scioccante» e che i colpevoli dovranno essere puniti con «30 anni di carcere» rispecchiando lo sdegno di tutto il suo gruppo politico. Alle parole di Salvini, il vicepremier risponde a tono, ribadendo come la castrazione chimica sia soltanto uno slogan politico.

La legge è fatta male, e ribadisce come lui non voglia prendere in giro le donne che hanno paura di una violenza con una normativa che applicherebbe tale realtà solo ai reati più lievi e che comunque sarebbe volontaria. Quello che è necessario al nostro Paese, continua Di Maio, sono leggi più severe per queste tipologie di reati come quelle previste dalla normativa del Codice Rosso già approvata dalla Camera.

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