Codice rosso contro la violenza sulle donne: i dettagli del disegno di legge

“Codice rosso” è il nome del disegno di legge del Governo contro la violenza sulle donne: prevede interventi più rapidi da parte delle Forze dell’ordine e un iter processuale più semplice. Ecco i dettagli.

Codice rosso contro la violenza sulle donne: i dettagli del disegno di legge

Un “Codice rosso” per dare alle donne vittime di maltrattamenti, abusi sessuali e atti persecutori, un canale preferenziale che velocizza l’intervento delle Forze dell’ordine e dei magistrati. Questo il nome del disegno di legge che ha annunciato il Premier Giuseppe Conte in occasione della giornata contro la violenza sulle donne.

Il testo nasce dalla collaborazione tra la Ministra Bongiorno e il Ministro della Giustizia Bonafede ed affonda le sue radici in un progetto messo a punto circa un anno fa con la collaborazione di Michelle Hunziker che da anni sostiene le vittime di violenza domestica.

Il disegno di legge ha l’obiettivo di abbattere i tempi della giustizia, accelerare l’avvio del procedimento penale e delle misure preventive per allontanare la persona violenta dalla vita della donna.

Vediamo i dettagli del disegno di legge.

Un Codice rosso per le vittime di violenza

Il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il Premier Conte ha annunciato un disegno di legge per contrastare i maltrattamenti e le altre forme di violenza subite dalle donne e per assicurare una tutela efficace e tempestiva alle vittime.

Il disegno di legge prende il nome di “Codice rosso” alludendo al codice del pronto soccorso; infatti vuole riservare una corsia preferenziale alle segnalazioni di violenze e maltrattamenti delle donne, assicurando un iter procedimentale più rapido.

Il disegno nasce da un progetto sostenuto dalla Ministra per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker (showgirl che da anni è impegnata nella difesa dei diritti delle donne) le quali dal 2007 sono alla guida del fondazione onlus Doppia Difesa, per offrire supporto alle donne discriminate e vittime di maltrattamenti.

L’idea è stata poi concretizzata in un disegno di legge con l’intervento congiunto della Ministra Bongiorno e del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Il testo proposto vuole abbattere i tempi della giustizia che attualmente, a causa di lungaggini ed inefficienze, non sono idonei a proteggere le donne che denunciano i loro aggressori. Dunque “Codice rosso” intende accelerare l’inizio del procedimento penale ed avviare le misure di sicurezza della vittima il prima possibile.

Inoltre il testo prevede l’obbligo in capo alla Polizia giudiziaria di comunicare immediatamente al Pubblico ministero le notizie di reato che interessano condotte violente o persecutorie contro le donne. Tali condotte sono:

  • maltrattamenti in famiglia;
  • violenza sia sessuale che psicologica;
  • atti persecutori;
  • lesioni aggravate.

“Codice rosso” stabilisce che le donne che sporgono denuncia per questi reati devono essere ascoltate dal Pubblico ministero entro 3 giorni dall’avvio del procedimento; in più obbliga la Polizia giudiziaria a dare la priorità alle indagini per i reati di lesione, maltrattamenti e violenza sulle donne, mettendo a punto una vera e propria corsia preferenziale.

Le misure esistenti

Nonostante i nobili propositi di “Codice rosso” non sono mancate le critiche: infatti c’è chi contesta il fatto che le misure contenute nel testo esistono già, precisamente nella legge n. 119 del 2013, nota come legge sul femminicidio.

Infatti la legge sul femminicidio ha modificato l’articolo 132 del Codice penale introducendo l’obbligo di dare assoluta priorità nella formazione dei ruoli di udienza e nella trattazione dei processi ai reati di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, atti sessuali con minori e violenza sessuale di gruppo. Dunque, almeno sulla carta, una corsia preferenziale per tutelare le donne già esiste, il problema è che difficilmente viene applicata.

A questo punto ci chiediamo se sia più conveniente duplicare una norma esistente o rendere operativa e rinforzare quella già in atto. Rimettiamo il giudizio alla votazione del Consiglio dei Ministri.

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Stalking Donne

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