Cassa integrazione: quanto hanno perso davvero i lavoratori nel 2020? I dati

Cassa integrazione: i dati fino a maggio elaborati dal Centro studi dell’associazione Lavoro&Welfare svelano quanto hanno perso davvero i lavoratori nel 2020. E il quadro non è entusiasmante.

Cassa integrazione: quanto hanno perso davvero i lavoratori nel 2020? I dati

Cassa integrazione: quanto hanno perso davvero i lavoratori nel 2020? 2.500 euro secondo i dati forniti dal Centro studi dell’associazione Lavoro&Welfare, dell’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano.

Il periodo di cassa integrazione considerato arriva fino al mese di maggio e permette di vedere come siano stati persi dai lavoratori 5 miliardi di euro di reddito. Una cifra enorme se si considera che la perdita con la cassa integrazione riguarda gli importi al netto delle tasse.

Una perdita in media di 2.500 euro per i quasi 2 milioni di lavoratori coperti dalla cassa integrazione. 2 milioni precisiamo che sono coloro che sono in cassa integrazione a zero ore, ma se si considera il ricorso agli ammortizzatori sociali per la metà delle ore lavorabili globali i lavoratori coperti dagli stessi sono oltre 4 milioni tra aprile e maggio.

Cassa integrazione: ecco quanto hanno perso i lavoratori. I dati

Con la cassa integrazione secondo i dati del Centro studi dell’associazione Lavoro&Welfare di Damiano sono 2.500 euro in media i soldi che hanno perso i lavoratori a testa. Nel totale 5 miliardi di euro di reddito. I dati come abbiamo anticipato si fermano al mese di maggio.

Il centro studi dell’associazione guidata dall’ex ministro del Lavoro ha analizzato i dati per tutto il 2020 e gli ultimi arrivati sono allarmanti.

Sul sito dell’associazione Lavoro&Welfare, oltre ai dati che abbiamo visto relativi al mese di maggio ancora non disponibili in pdf, vi sono i report completi che coprono tutto il 2020 fino al mese di aprile.

Si legge nell’ultimo pubblicato che con un ricorso medio alla cassa integrazione (50% del tempo lavorabile globale, nove settimane lavorative) risultano coinvolti dall’inizio del 2020 fino ad aprile, oltre 2.300.000 lavoratori in CIG ordinaria, straordinaria e in deroga.

Se invece si considerano le ore totali di cassa integrazione, equivalenti a posti di lavoro con lavoratori a zero ore, dall’inizio del 2020 fino ad aprile (diciassette settimane lavorative) si determina un’assenza completa di attività produttiva per oltre 1 milione e 100.000 lavoratori, di cui:

  • oltre 60.000 in cassa integrazione straordinaria;
  • 67.300 in CIG in deroga;
  • 1.071.000 in CIGO.

Dall’inizio del 2020 fino ad aprile, i lavoratori parzialmente tutelati dalla CIG hanno perso complessivamente reddito per oltre 2 miliardi di euro al netto delle tasse, mentre ogni singolo lavoratore, che è stato a zero ore per tutto il 2020, ha perso con la cassa integrazione sul proprio stipendio, al netto delle tasse, 1.900 euro.

Questa è un’elaborazione al 30 aprile su dati INPS, Istat e Ministero del Lavoro. Gli ultimi dati diffusi dal Centro studi fino al mese di maggio, e per i quali precisiamo non è ancora stato pubblicato sul sito il report, confermano la tendenza allarmante.

Cassa integrazione: boom di ore autorizzate nel 2020

In attesa del report completo di maggio, vediamo, come anticipa il Corriere della Sera, un boom di ore autorizzate di cassa integrazione nel 2020 che supera il livello raggiunto dieci anni fa. Il valore infatti arriva a 1,8 miliardi. L’aumento maggiore è quello delle ore di cassa integrazione in deroga con un +77.939,63%.

Per quanto riguarda invece le ore autorizzate di cassa integrazione la distribuzione territoriale vede il Nord primo in classifica e nel dettaglio l’incremento rispetto allo stesso periodo (fino a maggio) del 2019 è stato il seguente:

  • + 2.622% nel Nord Est;
  • + 1.891% nel Nord Ovest;
  • +1.052% al Centro;
  • +761% al Sud.

Il 2020 si conferma l’anno peggiore in termini di perdite per i lavoratori in cassa integrazione.

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