Cassa integrazione, le nuove regole per il 2022: cosa cambia con la Legge di Bilancio

Claudio Garau

16 Gennaio 2022 - 09:30

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La manovra 2022 introduce importanti novità in tema di cassa integrazione, nell’ottica di una maggior protezione di tutti i lavoratori. I dettagli.

Cassa integrazione, le nuove regole per il 2022: cosa cambia con la Legge di Bilancio

La legge di Bilancio 2022 include un eterogeneo apparato di norme, com’è tipico per questa tipologia di provvedimento e, in particolare, comprende rilevanti misure per il lavoro e le politiche sociali, a cominciare dalla riforma degli ammortizzatori sociali, secondo quando già tracciato nella lista di obiettivi PNRR.

In particolare, nel testo si possono trovare norme a tutela del lavoro che in qualche modo ridisegnano il quadro normativo inerente distinti temi del lavoro e delle politiche sociali. Pensiamo ad esempio al contrasto alla delocalizzazione, alla riforma del reddito di cittadinanza, o ancora agli interventi per giovani e donne.

Qui di seguito intendiamo focalizzarci sulla riforma degli ammortizzatori sociali, ossia quegli strumenti e forme di sostegno al reddito dei lavoratori, i quali subiscono una riduzione dell’orario di lavoro, ad es. per una crisi aziendale, oppure la perdita involontaria della propria occupazione. Che cosa c’è di nuovo nella legge di Bilancio 2022? In particolare, cosa cambia per la cassa integrazione nell’anno appena iniziato? Scopriamolo più avanti.

Cassa integrazione, nuove regole per il 2022: la circolare n. 1 del 3 gennaio del Ministero del Lavoro

Lo abbiamo appena accennato: gli ammortizzatori sociali costituiscono misure messe in atto dallo Stato italiano, per dare un concreto sostegno economico a tutti i soggetti che perdono il posto il lavoro o patiscono una contrazione, parziale o totale, delle ore di lavoro di cui al contratto. Di fatto, si tratta di istituti che permettono alle aziende e ai lavoratori di fronteggiare momenti di crisi aziendale o fasi di totale disoccupazione.

Per quanto attiene alla riforma degli ammortizzatori sociali, la legge di Bilancio 2022 include un apparato di interventi che agisce sulle anteriori disomogeneità, nell’ottica di un approccio universalistico alle tutele assegnate al mondo del lavoro. Soprattutto, volontà del Governo è stata ed è accrescere l’equità del sistema, immettendo tutti i lavoratori nel sistema di protezione sociale – sia in costanza di rapporto di lavoro (lavoratori) sia in mancanza di occupazione (disoccupati). Non solo. Obiettivo è anche migliorare le prestazioni in termini di durata e di trattamento economico, con innovative o ulteriori forme di tutela per milioni e milioni di lavoratori.

Grazie alla circolare n. 1 del 3 gennaio, il Ministero del Lavoro fornisce le prime indicazioni di dettaglio sulla nuova CIG, trattando anche degli nuovi obblighi contributivi per le aziende. Sicuramente si tratta di un documento molto utile a comprendere quali sono le novità in tema di cassa integrazione 2022.

In particolare, il citato testo ministeriale ci indica le linee guida in tema di ammortizzatori sociali in fase di costanza di lavoro:

  • per quanto attiene alla cassa integrazione, si amplia la platea dei lavoratori beneficiari a partire dal primo gennaio 2022, per effetto della riforma degli ammortizzatori sociali;
  • novità anche per gli obblighi contributivi per le aziende che potranno ricorrere alla cassa integrazione.

In particolare, per quel che riguarda i nuovi destinatari delle misure di sostegno, a partire dal primo gennaio 2022, la cassa integrazione si allarga anche ai lavoratori a domicilio e agli apprendisti. Non solo: grazie alla legge di Bilancio abbiamo anche l’abbassamento del requisito di anzianità di effettivo lavoro. Novità anche per la CIGS, giacché dal primo gennaio 2022 la misura è assegnata anche alle imprese con più di 15 dipendenti.

Cassa integrazione 2022, le nuove regole per il 2022: più beneficiari degli ammortizzatori sociali

Coloro che hanno redatto le norme sulla riforma degli ammortizzatori sociali, di cui alla legge di Bilancio 2022, hanno inteso mettere in campo “un sistema di protezione sociale universale”, che non tagli fuori nessun cittadino. Detto sistema è però anche correlato a politiche attive del lavoro e a politiche industriale ad hoc, in una visione di insieme.

Come sopra accennato, la recente circolare del Ministero del Lavoro ci aiuta a capire cosa cambia nel 2022, in tema di cassa integrazione. Infatti, nel testo si può trovare indicato che “le modifiche disposte con la legge di bilancio 2022, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.49/L del 31. 12 2021 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2022 e si riferiscono operativamente ai periodi di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa integrati dai trattamenti di cassa integrazione guadagni, decorrenti dal 1° gennaio 2022.ì”.

Ne consegue che sono fuori dalle modifiche in oggetto, tutte le richieste che hanno come oggetto i periodi tra il 2021 e il 2022, in ipotesi di stop dell’attività lavorativa cominciata nel corso del 2021, anche se poi continuato nel corso dell’anno in corso.

Come detto poco sopra, tra le maggiori novità di cui alla legge di Bilancio 2022, vi è certamente l’estensione della platea dei lavoratori beneficiari della cassa integrazione. Non vi sono dubbi a riguardo: ai lavoratori dipendenti con contratto subordinato - soggetti tipicamente tutelati - si aggiungono ora i lavoratori a domicilio e gli apprendisti.

Ricordiamo brevemente che per ’lavoro a domicilio’, si deve intendere una specifica tipologia di lavoro subordinato, caratterizzata dal fatto che la prestazione lavorativa è compiuta presso il domicilio del lavoratore o in un altro locale di cui abbia disponibilità (e non presso la sede del datore).

Da notare che la novità attiene a tutti gli apprendisti “senza più circoscrivere l’intervento ad una sola tipologia di tale rapporto di lavoro”, si trova scritto nella circolare del Ministero del Lavoro del 3 gennaio scorso. In particolare, sono inclusi nel sistema di di tutela della cassa integrazione:

  • i contratti di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale;
  • l’apprendistato di alta formazione e ricerca;
  • il diploma di istruzione secondaria superiore;
  • certificato di specializzazione tecnica superiore;
  • apprendistato presso datori di lavoro facenti che si avvalgono delle tutele del Fondo di integrazione salariale (FIS).

Come accennato sopra, l’ottica è quella della protezione universale, e perciò è stato reso meno ’rigoroso’ il requisito di anzianità di effettivo lavoro, di cui dall’art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 148 del 2015, avente ad oggetto il riordino della disciplina degli ammortizzatori sociali. Pertanto, abbiamo che dal primo gennaio di quest’anno, per conseguire il beneficio occorrono soltanto 30 giorni di lavoro svolto, e non più 90. Per calcolare il numero di giorni, il criterio è quello di partire dalla data di presentazione della domanda di autorizzazione alla concessione della cassa integrazione guadagni.

Cassa integrazione, le nuove regole per il 2022: cosa cambia per la CIGS

L’ottica dell’allargamento della platea dei destinatari degli ammortizzatori sociali, in costanza di rapporto di lavoro, vale anche per coloro che sfruttano la CIGS. Con quest’ultima ci riferiamo ovviamente alla cassa integrazione guadagni straordinaria, la quale consiste in un’indennità erogata dall’INPS, al fine di integrare la retribuzione di lavoratori di imprese, che devono affrontare situazioni di crisi e riorganizzazione o si trovano ad applicare contratti di solidarietà.

Ebbene, con la riforma in oggetto, l’indennità è assegnata a tutte le imprese sopra i 15 dipendenti che non si avvalgono dei fondi di solidarietà bilaterali, fondi bilaterali alternativi e del fondo territoriale intersettoriale delle province autonome di Trento e Bolzano. Per questa via, il trattamento di supporto è garantito ai datori di lavoro con oltre 15 dipendenti, al di là dal settore lavorativo. Questa è indubbiamente una novità di grande rilievo. Sono infatti altresì compresi nella tutela lavoratori a domicilio, dirigenti ed apprendisti.

In altre parole, la disciplina della CIGS e dei relativi obblighi contributivi vale e varrà anche per le aziende e datori di lavoro iscritti al FIS (Fondo di integrazione salariale), che soddisfino in ogni caso il requisito dei 15 lavoratori subordinati.

Nella legge di Bilancio 2022 sono confermate le causali che consentono di chiedere la CIGS (riorganizzazione, crisi aziendale, contratto di solidarietà).

Cassa integrazione: cosa indica la legge di Bilancio 2022 in tema di contributi?

Da notare inoltre che la manovra include anche norme ad hoc sugli obblighi contributivi per le imprese. Il contributo ordinario CIGS corrisponde allo 0,90%:

  • 0,60% a carico dell’impresa;
  • 0,30% a carico del lavoratore.

Detto contributo deve essere versato da parte di tutti i datori di lavoro, al di là del settore di appartenenza, che occupano in media più di 15 lavoratori subordinati.

Come tracciato dalla legge di Bilancio, da inizio anno, l’obbligo citato vale altresì per i datori di lavoro, facenti parte del settore del trasporto aereo e di gestione aeroportuale e società da queste derivate, delle imprese del sistema aeroportuale, dei partiti politici e movimenti politici e loro articolazioni e sezioni territoriali (al di là del numero di lavoratori impiegati).

Non solo. Le aziende che fanno domanda per la cassa integrazione, ordinaria o straordinaria, debbono versare un contributo addizionale obbligatorio, per espressa disposizione normativa. In particolare, l’entità della quota è definita sulla scorta dell’utilizzo dello strumento dell’integrazione salariale da parte del datore . A maggior uso del meccanismo, corrisponde un valore maggiore della percentuale del contributo addizionale, da versare da parte dell’azienda.

Infine, la citata ed utile circolare ministeriale chiarisce i contorni di rilevanti novità in tema di fondi di solidarietà bilaterali. In particolare, l’istituzione del fondo è doverosa per tutti i settori non tutelati da meccanismo della CIG: in particolare, la legge attuale dispone che i fondi già costituiti diano l’assegno di integrazione salariale anche ai datori di lavoro che hanno un solo lavoratore subordinato in azienda.

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