Caso Apple: ecco perché l’Irlanda non è la vera vincitrice. Ma chi altro se non lei?

C. G.

31 Agosto 2016 - 16:58

Caso Apple: ecco chi sono i veri vinti e vincitori della sentenza della Commissione Europea sull’evasione fiscale di Apple e sul suo accordo con l’Irlanda.

Caso Apple: ecco perché l’Irlanda non è la vera vincitrice. Ma chi altro se non lei?

Il caso Apple: la storia del gigante che ha evaso le tasse grazie all’Irlanda e che dovrà ripagare lo stato. Ma chi vince e chi perde davvero nel caso Apple? Non tutto è come sembra e l’Irlanda non è la vera vincitrice in questa situazione, vediamo perché secondo la Cnbc.

La sentenza della Commissione Europea, che ha sancito la colpevolezza dell’azienda di Cupertino nel caso Apple-Irlanda, ha causato una grande onda d’urto nel mondo degli affari. Immediate le domande sul futuro delle multinazionali in Europa, sulle norme fiscali internazionali e anche sul rapporto economico tra Stati Uniti e UE, proprio mentre i negoziati sul TTIP naufragano.

La sentenza per evasione fiscale costerà ad Apple ben 13 miliardi di euro, a causa dei vantaggiosi - e illegali - accordi che l’azienda ha stipulato con l’Irlanda, un’Irlanda che tra l’altro sembra non voler indietro da Apple questa cifra da record. Sia Apple che l’Irlanda hanno annunciato la loro volontà di ricorrere in appello contro la sentenza della Commissione Europea che ha sancito la colpevolezza del gigante di Cupertino, e nonostante sia proprio Apple a dover risarcire l’Irlanda, la linea di demarcazione fra vincitori e vinti non è poi così nitida. Vediamo perché l’Irlanda non è la vera vincitrice nel caso Apple. Chi, se non lei, guadagnerà da questa situazione?

Caso Apple: l’Irlanda è davvero la vincitrice?

Nonostante l’Irlanda sia l’ovvia beneficiaria della decisione della Commissione di far pagare ad Apple 13 miliardi di tasse arretrate - una cifra che potrebbe essere utilizzata per cancellare il suo debito nazionale - il paese non è soddisfatto della sentenza sul caso Apple e l’Irlanda sembra non essere la vera vincitrice. Ma perché?

L’Irlanda, che ultimamente ha potuto osservare una robusta ripresa, teme che la sentenza sul caso Apple potrebbe spingere le aziende a non basare più le proprie operazioni nel paese e che potrebbe anche danneggiare il commercio.
Il ministro delle finanze d’Irlanda, Michael Noonan, si è pronunciato in merito al caso Apple e ha difeso a spada tratta il sistema di tassazione del suo paese affermando alla CNBC che l’Irlanda non ha fornito alcun trattamento preferenziale ad Apple, ora giudicata colpevole di evasione fiscale e costretta al maxi risarcimento di 13 miliardi di euro.

Il caso Apple: perché il Regno Unito è uno dei veri vincitori

La sentenza sul caso Apple ha aperto le porte a nuovi vincitori, secondo la Cnbc, che fino ad ora non erano stati presi in considerazione. In seguito alla sentenza del caso Apple, l’Irlanda potrebbe essere tentata di lasciare l’Unione Europea, ma questa appare un’ipotesi eccessiva e per ora lontana dalla realtà. Dal canto suo, invece, il Regno Unito ha affermato di essere disposto ad accogliere a braccia aperte qualsiasi società pronta ad investire nel paese dopo la sentenza sul caso Apple-Irlanda, ma ha anche sottolineato che:

“le aziende che decideranno di intraprendere tale via saranno obbligate a pagare le tasse del Regno Unito”.

Il paese, al contrario dell’Irlanda, potrebbe essere uno dei veri vincitori nel caso Apple.

Caso Apple: quando a rischiare è l’Europa

Il segretario al commercio USA, Carlos Gutierrez, ha affermato che la decisione sul caso Apple potrebbe spaventare gli investitori e farli scappare lontano dall’UE.

“Il più grande problema qui non è quello accadrà ad Apple. Apple sopravviverà a tutto questo. Il problema è ciò che accadrà al clima di investimenti in Europa, proprio nel momento in cui c’è un disperato bisogno di essi",

ha affermato in un’intervista con la CNBC.

Caso Apple, cosa ne dicono gli USA

Anche Washington non si è detta felice della sentenza sul caso Apple. Un portavoce americano del Tesoro ha affermato alla CNBC di essere molto deluso in quanto:

“si sta agendo unilateralmente e si stanno compiendo passi indietro rispetto agli importanti progressi fatti da Stati Uniti, Unione Europea e resto della comunità internazionale contro l’evasione fiscale”.

Il Tesoro ha inoltre definito il pagamento retroattivo delle tasse da parte di Apple come sleale, contrario ai consolidati principi giuridici, insomma un’azione che mette in questione le norme fiscali dei singoli Stati. La sentenza, secondo gli Stati Uniti, potrebbe addirittura minacciare lo spirito di partenariato economico fra UE e USA.

Quel caso Apple che fa arricchire gli avvocati

Nonostante tutte le critiche rivolte alla sentenza sul caso Apple, gli USA sono consapevoli del fatto che le loro norme fiscali hanno creato un incentivo ad alcuni tipi di evasione fiscale conosciuti come “inversioni”, ossia i casi in cui le imprese hanno spostato i loro guadagni in paesi a bassa tassazione al fine di evitare le alte imposte USA.
Il ministro delle finanze dell’Irlanda ha subito tenuto a precisare la questione.

“L’Irlanda non cerca di attrarre le compagnie statunitensi sulla base delle inversioni e non è contento quando queste si verificano. Tuttavia, in virtù delle norme internazionali non abbiamo il potere di fermare queste evasioni fiscali. È di competenza degli USA cambiare la legislazione in materia di tassazione”,

ha affermato il ministro irlandese sul caso Apple.
Insomma, la necessità degli USA di revisionare la propria normativa sulla tassazione - una necessità già sancita a inizio anno - terrà i giuristi impegnati per un bel po’ di tempo. Stessa sorte anche per gli avvocati, in quanto sia Apple che l’Irlanda hanno annunciato che ricorreranno in appello contro la sentenza della Commissione Europea.

Caso Apple: le divergenze sulla tassazione internazionale

La decisione sul caso Apple ha inoltre dato vita ad un intenso dibattito in merito alla tassazione internazionale. L’obiettivo della Commissione Europea - nella sentenza sul caso Apple che porterà l’azienda a pagare una multa record - è stato quello di dar vita ad un campo di gioco uguale per tutti i partecipanti e per tutte le aziende, compresa Apple.
Richard Murphy, esperto in materia di tassazione, ha affermato:

“È un grande giorno per la sovranità degli stati membri dell’UE”.

Questa sentenza sul caso Apple, sempre secondo Murphy, potrebbe porre fine alla competizione sulla tassazione europea e potrebbe anche dar vita a ciò che l’Europa ha sempre voluto: la parità di condizioni per tutte le imprese. Tutti dovrebbero festeggiare della sentenza sul caso Apple, secondo Murphy, soprattutto le piccole imprese che potrebbero beneficiare più di tutti della decisione.
Insomma, a poco più di 24 ore dalla sentenza sul caso Apple non è l’Irlanda la vera vincitrice. L’unica cosa certa, comunque, è che Apple è colpevole di evasione fiscale e dovrà pagare all’Irlanda 13 miliardi di dollari.