La vergogna della Camera vuota durante la discussione del decreto Sisma

Lunedì 25 novembre alla Camera era in calendario la discussione urgente in merito al clima e al decreto Sisma riguardante il terremoto nel Centro Italia del 2016: in Aula però erano presenti solo una manciata di deputati come denunciato dal dem Filippo Sensi.

La vergogna della Camera vuota durante la discussione del decreto Sisma

Mentre tutta l’Italia si stringe attorno all’Albania mostrando grande solidarietà per il forte sisma che ha colpito la zona di Durazzo, i deputati nostrani sembrerebbero invece aver dimenticato i terremotati del Centro Italia.

Succede così che lunedì 25 novembre alla Camera mentre era in calendario la discussione sull’emergenza climatica e ambientale e sulla “accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici”, l’Aula fosse tristemente deserta.

A testimoniare il fatto sono state delle foto pubblicate da Filippo Sensi del Partito Democratico, che mostrano l’emiciclo di Montecitorio vergognosamente deserto: all’apertura dei lavori erano presenti soltanto otto deputati, con un’altra decina di colleghi che poi si è aggiunta con il passare del tempo.

Camera vuota per decreto Sisma e clima

Durante le recenti campagne elettorali fiumi di parole e di promesse sono state versate, da tutti i partiti, in merito alla ricostruzione delle zone del Centro Italia colpite dal tremendo terremoto del 2016.

Al tempo stesso sull’onda anche della campagna portata avanti da Greta Thunberg con tanto di manifestazioni in piazza degli studenti, la tematica dei cambiamenti climatici è stata sbandierata come una delle priorità per il Paese.

Quando però alla Camera erano in calendario discussioni urgenti in merito al climate changing e al decreto Sisma, ecco che l’Aula è rimasta per tutta la giornata di lunedì pressoché vuota.

Per quanto riguarda le zone terremotate, l’argomento erano le discussioni su la conversione in legge del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 123, recante disposizioni urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici.

Oltre alla relatrice Patrizia Terzoni (M5S) e il viceministro Vito Crimi (M5S), gli unici presenti in quel momento erano i deputati Fi­lip­po Sen­si, Ema­nue­le Fia­no, Ma­rio Mor­go­ni e Ste­fa­nia Pez­zo­pa­ne (PD), Sil­via Fre­go­lent (IV), Pao­lo Tran­cas­si­ni (FdI) e Si­mo­ne Bal­del­li (FI).

Escludendo i 73 deputati che nella giornata di lunedì 25 novembre erano in missione, tutti gli altri oltre 500 deputati erano quindi assenti ingiustificati che ai lavori in Aula per i quali vengono lautamente pagati hanno preferito fare altro.

Un autentico schiaffo morale questo della politica verso chi nelle zone colpite dal sisma da tre anni aspetta delle misure per accelerare la ricostruzione: spenti i riflettori sul terremoto e finite le passerelle dei vari leader, sul territorio al momento rimangono solo le macerie e le tante promesse fatte, con i deputati che neanche fossero barbieri che lunedì si sono dimostrati poco inclini al voler svolgere il proprio lavoro.

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