Calenda: “La vera casta sono i 5 Stelle, voto No al referendum”

Carlo Calenda attacca il Movimento 5 Stelle “imbroglia gli elettori sul doppio mandato e demolisce le istituzioni con la complicità degli alleati di governo”, confermando il suo No in vista del referendum confermativo sul taglio dei parlamentari.

Calenda: “La vera casta sono i 5 Stelle, voto No al referendum”

Non usa come il suo solito mezze parole Carlo Calenda per ribadire il suo No al referendum sul taglio dei parlamentari, che si terrà il prossimo 20 e 21 settembre insieme alle regionali e al primo turno delle amministrative.

Intervistato da La Repubblica, il leader di Azione ha attaccato a testa bassa il Movimento 5 Stellela vera casta è chi arriva in Parlamento senza competenza, solo i cittadini possono fermare questa deriva”.

Per me il massimo della casta sono i Luigi Di Maio; gente che non ha mai fatto nulla, e poi diventa parlamentare - ha dichiarato l’ex ministro - Di questo siamo responsabili noi cittadini, perché votiamo spesso per rabbia, verso quelli che abbiamo votato la volta prima. Un paradosso”.

Per l’eurodeputato i 5 Stelle “hanno votato questa legge e rivendicano di essere contro la casta, proprio dopo aver fatto una cosa indignitosa, cioè aver eliminato il divieto dei due mandati su cui avevano costruito tutta la loro narrazione politica”.

Calenda punge il PD sul referendum

Un attacco questo ai pentastellati che di certo non è nuovo, visto che Calenda ha scelto di abbandonare il Partito Democratico proprio dopo la nascita del governo giallorosso che sostiene il Conte bis.

L’ex ministro non ha quindi risparmiato stoccate pure al PD, reo insieme a Italia Viva di non aver preso una posizione chiara in merito al referendum, tutto questo solo per compiacere gli alleati di governo del Movimento 5 Stelle.

PD e IV prima votano tre volte no, poi votano sì solo perché devono compiacere i 5 Stelle - ha spiegato Calenda - E poi non decidono che indicazione di voto dare agli elettori. Intanto gli italiani scelgono persone inadeguate, spinti dall’arrabbiatura o dall’odio per gli avversari, e poi vogliono punire quelli che loro stessi hanno indicato. Sono trent’anni che si va avanti così, basta”.

In conclusione per Carlo Calenda “oggi il Parlamento non lavora abbastanza e con il taglio di deputati e senatori lavorerà ancora meno. Il principale problema dell’Italia è quello delle persone del tutto inadeguate che fanno i parlamentari”.

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