Calenda, Pizzarotti o Zingaretti: chi sarà la nuova guida del Partito Democratico?

Il Partito Democratico a breve dovrà darsi una nuova guida: Carlo Calenda, Federico Pizzarotti e Nicola Zingaretti sembrerebbero essere i tre profili in corsa.

Calenda, Pizzarotti o Zingaretti: chi sarà la nuova guida del Partito Democratico?

Dopo la delusione delle politiche del 4 marzo per il Partito Democratico è arrivata anche una seconda debacle elettorale a stretto giro: nonostante un tutto sommato buon primo turno, i ballottaggi delle amministrative sono stati pessimi per i dem.

Quello che ormai appare evidente è che il PD non può più restare a lungo senza una nuova guida: con Matteo Renzi che si è defilato, al momento sembrerebbe essere una corsa a tre con protagonisti Carlo Calenda, Federico Pizzarotti e Nicola Zingaretti.

Il futuro del Partito Democratico

Acque sempre più agitate nel Partito Democratico. Con gli ultimi sondaggi politici che fanno registrare una sostanziale calma piatta e la recente sconfitta delle amministrative (perse Avellino, Catania, Barletta, Imperia, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Udine, Treviso e Vicenza), al momento regna la confusione.

A luglio ci sarà l’Assemblea che dovrà deliberare quello che sarà la road map che porterà alla elezione del nuovo segretario attraverso le primarie. Prima però ci sarà il Congresso da dover organizzare.

Visto il momento in molti hanno fretta di accelerare i tempi, altri invece preferirebbero rispettare le tempistiche anche per dare modo agli eventuali candidati di potersi organizzare al meglio.

Se dalla parte renziana del partito quindi si pensava di fare un Congresso nel 2019, magari dopo le elezioni europee che ci saranno in primavera, il fronte opposto spinge per dei tempi molto più brevi tipo in autunno.

Il Partito Democratico quindi nelle prossime settimane dovrà decidere quale sarà la strategia da attuare. Nel frattempo, si inizia a capire chi potrebbero essere i possibili candidati alle prossime primarie.

Tre in lizza

Ora che è arrivata una nuova scoppola elettorale, da tutti i fronti interni o esterni del partito arrivano dichiarazioni di volontà di cambiamento e rinnovamento. Da quando Matteo Renzi però si è dimesso da segretario, il PD è rimasto sostanzialmente immobile.

Aspettando di capire quali saranno le tempistiche che porteranno alla elezione del nuovo segretario, sentendo i toni delle dichiarazioni post ballottaggio appare chiaro chi potrebbero essere i possibili contendenti.

Un nome che circola da tempo è quello di Nicola Zingaretti. L’attuale governatore del Lazio, fresco di riconferma per un secondo mandato, non si è mai nascosto a riguardo e dopo la sconfitta dei ballottaggi ha parlato di “ciclo storico che si è chiuso”.

Dalla sua parte Zingaretti avrebbe l’appoggio dell’attuale minoranza dem, ma anche l’area che fa riferimento all’ex ministro Dario Franceschini starebbe guardando con interesse al governatore che potrebbe provare a ricucire lo strappo con la sinistra visto che in Regione governano assieme.

Chi è attivo più che mai nonostante il recente tesseramento è Carlo Calenda. Rispetto a Zingaretti, ha usato toni più perentori dopo i ballottaggi parlando delle necessità “allargare e andare oltre il PD”.

Per Calenda a settembre andrebbe fatta una costituente che addirittura andrebbe a superare il Partito Democratico stesso. Inutile dire che l’ex ministro può contare sulle simpatie dei renziani e della parte più moderata dei dem.

Tra le varie componenti che Carlo Calenda cita per allargare il perimetro del partito, è stato fatto il nome anche di quel Federico Pizzarotti che, con il suo Italia in Comune, al contrario alle amministrative ha ottenuto risultati più che lusinghieri.

L’attuale sindaco di Parma ed ex Movimento 5 Stelle non sta nascondendo in questi giorni una volontà di dialogo con il PD. Vedremo dunque se questa vicinanza si potrà tradurre presto in un impegno concreto.

Alla fine con ogni probabilità quella a cui andremo incontro sarà una sfida tra Carlo Calenda e Nicola Zingaretti. Quello che però al momento rimane un grande interrogativo è la data delle prossime primarie: anche in questo caso, tanto per cambiare, ci sarà tanto da discutere per arrivare alla fumata bianca.

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