Calcio, plusvalenze: cosa sono e come funzionano

Ormai nel mondo del calcio a ogni finestra di calciomercato non si fa che parlare di plusvalenze e minusvalenze: ecco cosa sono, come funzionano e perché vengono ritenute fondamentali ai fini del Fair Play Finanziario.

Calcio, plusvalenze: cosa sono e come funzionano

Plusvalenze ci risiamo. Puntuale come sempre quando ci si avvicina al 30 giugno, questo termine torna a ricorrere a mo’ di mantra quando si tratta di parlare delle varie trattative di calciomercato.

Quest’anno poi il coronavirus ci ha messo del suo, complicando i bilanci della Serie A con i club che hanno dovuto fare i conti con la sospensione del campionato e la ripresa poi rigorosamente a porte chiuse.

Di pari passo con quello che sta succedendo nel rettangolo verde di gioco, in questo periodo si parla sempre più delle plusvalenze e delle minusvalenze, spesso creando un po’ di confusione tra i tifosi.

Vediamo allora cosa sono queste tante agognate plusvalenze e le temute minusvalenze, due fattori fondamentali specie per i club che sono ben attenti a rispettare i paletti del Fair Play Finanziario.

Cosa sono le plusvalenze e le minusvalenze?

Anche se il calcio rimane sempre uno sport, non soltanto ai massimi livelli ma anche nelle serie inferiori avere un bilancio sano è ormai quasi più importante rispetto ai risultati poi ottenuti sul campo.

Ecco dunque che per le società realizzare delle plusvalenze ed evitare delle minusvalenze è diventato importante tanto quanto una vittoria. Non è un caso quindi che ormai da alcuni anni questi due termini ricorrano come un mantra quando si parla di calciomercato.

Vediamo allora come descrive la Treccani il termine plusvalenza.

Incremento di valore, differenza positiva fra due valori dello stesso bene riferiti a momenti diversi. Differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita di valori azionarî lucrata da operatori di borsa e assoggettabile a imposta di ricchezza mobile.

La minusvalenza ha un significato quasi identico alla plusvalenza, soltanto che invece di “incremento di valore” e “differenza positiva”, si tratta di un “decremento di valore” e di una “differenza negativa”.

Ma in che modo però questi due termini si rapportano con il calcio? Ogni acquisto o cessione di un giocatore non viene messo a bilancio nella sua interezza, ma viene distribuito in base alla durata di un contratto secondo la logica dell’ammortamento.

Per capire al meglio il funzionamento dell’ammortamento prendiamo a esempio il molto discusso trasferimento di Mattia Caldara dalla Juventus al Milan avvenuto nell’estate del 2018.

I rossoneri infatti all’epoca hanno acquistato il giocatore per 35 milioni, con il difensore che poi ha firmato un contratto di cinque anni con uno stipendio netto da 2,2 milioni a stagione.

Per capire quanto ha pesato l’arrivo di Caldara nel bilancio 2018/2019 dei rossoneri bisogna per prima cosa dividere l’esborso per il cartellino (35 milioni) per la durata del contratto (cinque anni). L’acquisto quindi ha avuto un impatto di 7 milioni ogni anno, ai quali poi si deve aggiungere lo stipendio lordo (4,07 milioni) per un totale quindi di 11,07 milioni.

L’acquisto di Caldara quindi quest’anno ha pesato in totale sulle casse del Milan per 33 milioni (40 del costo iniziale meno i 7 già oggetto di ammortamento), quindi se i rossoneri quest’anno lo avessero venduto a 50 milioni avrebbero realizzato una plusvalenza di 17 milioni oltre a risparmiare i soldi dell’ingaggio.

Il Fair Play Finanziario

Come abbiamo imparato a capire dalla recente vicenda Milan che era stata inizialmente esclusa dalla prossima Europa League, per poter partecipare alle Coppe la Uefa impone ai vari club europei di dover rispettare i vincoli del Fair Play Finanziario.

Nato nel 2009 per volere dell’allora presidente Michel Platini, il sistema è stato introdotto per cercare di tenere a bada i conti delle varie società spingendoli verso un’ottica di sostanziale autofinanziamento.

Ogni club quindi deve raggiungere il pareggio di bilancio, anche se è prevista comunque una piccola soglia di sforamento. Quello che non è più possibile fare è che il presidente di una squadra a fine anno tiri fuori diversi milioni per far quadrare i conti, un po’ come succedeva all’epoca dei vari Berlusconi e Moratti.

Chi non rispetta questi parametri viene punito, ma può comunque partecipare alle Coppe se intraprende un percorso triennale concordato con l’Uefa di rientro dentro i paletti stabiliti. Questo è il caso di Inter e Roma, mentre il Milan alla fine ha dovuto rinunciare per un anno all’Europa.

Nell’estate 2019 tanto si è parlato dei 45 milioni di plusvalenze che l’Inter doveva realizzare per rientrare nei parametri del Fair Play Finanziario. Questo perché i nerazzurri secondo il percorso concordato dovevano raggiungere il pareggio di bilancio per non incorrere in ulteriori sanzioni.

L’unico modo quindi per sanare in extremis il bilancio era quello di realizzare delle plusvalenze tramite le cessioni dei giocatori, obiettivo che alla fine è stato raggiunto grazie al sacrificio di numerosi giovani del vivaio.

Fare plusvalenze è quindi la nuova parola d’ordine per tutte quelle società che non vogliono incorrere nelle sanzioni imposte dalla Uefa, con gli aspetti finanziari di un club che ormai vanno di pari passo con il calcio giocato.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories