Calcio e Brexit: cosa succede ai club inglesi se il Regno Unito lascia l’UE?

Antonio Atte

23/06/2016

Calciomercato, tesseramento stranieri, diritti tv: ecco i possibili effetti della Brexit sul calcio britannico.

Calcio e Brexit: cosa succede ai club inglesi se il Regno Unito lascia l’UE?

Non solo politica ed economia. Anche il mondo del calcio attende con ansia il risultato del referendum sulla Brexit in corso oggi in Gran Bretagna.

In caso di uscita del Regno Unito dalla UE, gli effetti della Brexit sul calcio potrebbero essere notevoli, dal momento che molte delle norme presenti nel regolamento della Premier League - il massimo campionato inglese - andrebbero giocoforza modificate.

Dal tesseramento degli extracomunitari alle politiche di mercato dei club, quali potrebbero essere dunque gli effetti della Brexit sul calcio?

Effetti della Brexit sul calcio: Beckham per il Remain, Campbell per il Lave

L’ipotesi di un divorzio tra Regno Unito e Comunità Europea ha fatto sussultare i mercati per settimane, specialmente nell’ultimo periodo.

La campagna elettorale che ha condotto al referendum sulla Brexit è stata caratterizzata da toni accesi, sfociando addirittura nella violenza, come dimostra l’assurdo omicidio della parlamentare laburista Jo Cox consumatosi la settimana scorsa.

Oggi però è il giorno della verità e domani mattina i cittadini britannici conosceranno il proprio destino grazie ai risultati ufficiali della Brexit. Sono molti gli esponenti del mondo del calcio inglese che hanno preso posizione sul tema Brexit.

In un lungo post su Instagram, l’ex stella del Manchester United e della Nazionale inglese David Beckham ha annunciato il suo appoggio alla causa del remain, spiegando che “per i nostri figli e i loro figli noi dovremmo affrontare i problemi del mondo insieme e non da soli”.

I'm passionate about my country and whatever the result of Thursday's referendum, we will always be Great. Each side has the right to their opinion and that should always be respected whatever the outcome of the European Referendum. I played my best years at my boyhood club, Manchester United. I grew up with a core group of young British players that included Ryan Giggs, Paul Scholes, Nicky Butt and the Neville Brothers. Added to that was an experienced group of older British players such as Gary Pallister, Steve Bruce and Paul Ince. Now that team might have gone on to win trophies but we were a better and more successful team because of a Danish goalkeeper, Peter Schmeichel, the leadership of an Irishman Roy Keane and the skill of a Frenchman in Eric Cantona. I was also privileged to play and live in Madrid, Milan and Paris with teammates from all around Europe and the world. Those great European cities and their passionate fans welcomed me and my family and gave us the opportunity to enjoy their unique and inspiring cultures and people. We live in a vibrant and connected world where together as a people we are strong. For our children and their children we should be facing the problems of the world together and not alone. For these reasons I am voting to Remain

Una foto pubblicata da David Beckham (@davidbeckham) in data:

Si è espresso a favore del leave, invece, l’ex difensore centrale Sol Campbell, secondo il quale “il Regno Unito deve smarcarsi dall’Europa per due ragioni: economiche e sociali”.

Campbell ha affermato che grazie alla Brexit, il minor numero di calciatori stranieri arruolati in Premier League favorirà la crescita dei giovani talenti locali.

Effetti della Brexit sul calcio: il potere d’acquisto dei club inglesi

Ma analizziamo con ordine, punto per punto, tutti i possibili effetti della Brexit sul calcio britannico.

In caso di addio alla Ue, la sterlina andrebbe incontro ad una significativa svalutazione. Questo ovviamente ridurrebbe il potere di acquisto dei club inglesi, con una conseguente perdita di appeal per il campionato britannico (il più ricco del Vecchio Continente, almeno per ora).

E la cosa si ripercuoterebbe anche sulla questione dei diritti tv: meno campioni, minore capacità di vendere le partite all’estero, minori introiti per i club.

Effetti della Brexit sul calcio: investitori stranieri più ingolositi

L’altra faccia della medaglia, però, è che un’eventuale vittoria vittoria della Brexit renderebbe molto più vantaggioso acquistare un club inglese per un investitore straniero, considerata la svalutazione che la valuta d’oltremanica subirebbe: un dato da non sottovalutare, dal momento che ben 14 squadre del massimo campionato inglese appartengono a imprenditori stranieri.

Effetti della Brexit sul calcio: il tesseramento degli extracomunitari

Il tesseramento dei calciatori extracomunitari rappresenta il nodo più spinoso dell’intera faccenda. In caso di Brexit i ⅔ dei giocatori che militano in club inglesi perderebbero i requisiti necessari a ottenere il permesso di soggiorno e lavoro nel Paese.

I calciatori che oggi sono considerati comunitari, infatti, cesserebbero di esserlo e per loro andrebbero applicate le stesse regole che oggi valgono per gli extracomunitari.

Oggi un calciatore che non fa parte della Comunità Europea può essere ingaggiato da una squadra inglese solo se ha disputato almeno il 75% di partite ufficiali negli ultimi due anni con la Nazionale maggiore del suo Paese (che deve essere collocata non oltre il 70° posto del ranking FIFA).

In assenza di questi requisiti, l’eventuale tesseramento passa al vaglio di una commissione federale, la quale ha il compito di stabilire se il calciatore in questione è di altissimo livello o meno e se è in grado di contribuire in modo significativo allo sviluppo del gioco del calcio nel Regno Unito.

Effetti della Brexit sul calcio: una possibilità per i giovani talenti inglesi?

A meno che la Federazione inglese non cambi il proprio regolamento, lo scenario dovrebbe essere questo. Certo, il futuro rapporto tra Uk e Ue potrebbe continuare a prevedere la libera circolazione dei lavoratori, ma in caso contrario gli effetti della Brexit sul calcio britannico sarebbero quelli descritti.

Gli unici a trarre beneficio da questa situazione sarebbero i giovani e bistrattati talenti inglesi, che finalmente riuscirebbero a ritagliarsi uno spazio nei propri club.

Ma il fatto che tutte le 20 società della Premier League abbiano espresso il loro parere favorevole al remain fa senz’altro intuire da che parte tira il vento.

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