COVID-19 Italia, ISS: indice Rt in calo, cosa cambia per le regioni

Indice di trasmissibilità del virus in calo ma ancora superiore a 1, si salvano solo tre regioni. Franco Locatelli invita a mantenere tutte le misure restrittive.

COVID-19 Italia, ISS: indice Rt in calo, cosa cambia per le regioni

Venerdì 20 novembre 2020, sono stati diffusi i dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore Sanità sul contagio da COVID-19. L’indice di trasmissibilità Rt è passato in sette giorni, da 1,43 e 1,18 a livello nazionale. Il segnale è chiaro, le misure restrittive imposte dal Governo, in modo diverso a seconda delle Regioni, stanno cominciando a dare qualche risultato.

La crescita di contagi da coronavirus in Italia si sta stabilizzando, tuttavia, come ha dichiarato oggi, il professore Franco Locatelli, sarebbe un grave errore alleggerire adesso, le misure restrittive. Infatti, si deve tenere conto che i ricoveri sono comunque in aumento, altrettanto quelli che riguardano le terapie intensive.

Indici Rt per regione

Il presidente dell’ISS Silvio Brusaferro, ha confermato il rallentamento della crescita dei contagi, distribuita un po’ in tutto il Paese, a differenza di quanto è accaduto con la prima ondata di COVID-19. La Basilicata è la regione con l’indice Rt più alto (1,54). Tre regioni hanno invece un indice di trasmissibilità Rt, inferiore a 1: Sardegna, Lazio e Liguria.

Tre regioni sono considerate a rischio, seppure moderato, con un’alta probabilità di passare a rischio elevato a Dicembre: Friuli Venezia Giulia, Veneto e Molise, questo è quanto dice la bozza di monitoraggio Iss-ministero della Salute. Per questo motivo, potrebbero essere prese misure anti-Covid ancora più restrittive. Attualmente, Molise e Veneto sono in zona gialla, mentre il FVG è in zona arancione. Ecco il quadro completo dell’indice Rt di tutte le regioni, compreso le province autonome:

  • Basilicata 1,54
  • Toscana 1,44
  • Abruzzo 1,29
  • Friuli Venezia Giulia 1,29
  • Marche 1,27
  • Lombardia 1,25
  • Puglia 1,24
  • Valle d’Aosta 1,23
  • Veneto 1,23
  • Bolzano 1,22
  • Emilia Romagna 1,20
  • Sicilia 1,16
  • Campania 1,13
  • Piemonte 1,10
  • Calabria 1,09
  • Umbria 1,09
  • Trento 1,07
  • Molise 1,05

La fascia di appartenenza delle regioni

La regione Abruzzo diventerà zona rossa per sua stessa decisione e successiva ratifica da parte del ministro Speranza, a prescindere dai dati, a partire dal 22 novembre. Per le altre regioni e province autonome, fino al 27 novembre 2020 non è previsto alcun cambiamento di fascia. Anzi, fino al 3 dicembre, sono confermate tramite un’ordinanza del ministro della Salute, le misure restrittive in vigore in Calabria, Puglia, Sicilia, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta.

Ogni regione ha la possibilità di imporre misure più restrittive in alcune aree del proprio territorio, a livello comunale o provinciale. Tuttavia, nessuna lo ha fatto fino ad ora.

In zona rossa ci sono la provincia di Bolzano, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Toscana, Campania e Calabria, dal 22 novembre anche l’Abruzzo. In zona arancione: Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Umbria, Puglia, Basilicata e Sicilia. In zona gialla: la provincia di Trento, Veneto, Lazio e Molise.

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