Brexit: settimana decisiva per l’accordo tra UE e Regno Unito

Comincia oggi la settimana decisiva per trovare un accordo tra Unione Europea e Regno Unito sulla Brexit. Ieri telefonata tra Ursula von der Leyen e Boris Johnson.

Brexit: settimana decisiva per l'accordo tra UE e Regno Unito

Inizia la settimana decisiva per trovare un accordo che renda meno traumatica la Brexit sia per il Regno Unito che per l’Unione Europea.

Il 15 novembre, infatti, dovrebbe essere la data di scadenza per arrivare a l’agognato deal prima dell’uscita definitiva della Gran Bretagna dai trattati europei prevista a inizio 2021.

Nella giornata di ieri ha avuto luogo un colloquio telefonico tra il primo ministro Boris Johnson e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen per capire se è ancora possibile evitare il fallimento dei negoziati.

Brexit: settimana decisiva per l’accordo tra UE e Regno Unito

Secondo diversi osservatori sono 4 gli scenari che potrebbero avverarsi entro la fine di questa settimana.

Nel primo, l’UE e il Regno Unito non trovano ancora un accordo definitivo, ma le parti potrebbero avvicinarsi e continuare a lavorare insieme per siglare l’intesa per il 1° gennaio.

Nel secondo caso, invece, si assiste a una rottura definitiva tra i due player, che porterebbe quindi al temuto no deal. In terzo luogo, si potrebbe decidere di non decidere, estendendo i colloqui fino addirittura a dicembre.

Infine, la previsione più rosea, consiste nel ratificare la soft Brexit proprio il 15 novembre, riuscendo a trovare un punto d’incontro su tutte le tematiche in affrontate.

4 scenari possibili entro il 15 novembre

Non mancano certo le differenze di vedute tra Boris Johnson e Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione Europea, così come gli altri leader europei, non ha certamente gradito l’approvazione a settembre dell’Internal Market Bill.

Il disegno di legge voluto da Johnson permette, tra i vari articoli, la possibilità di mettere in discussione a posteriori l’accordo con la stessa UE, violando, per stessa ammissione del governo, uno dei principi del diritto internazionale.

La risposta di Bruxelles non si è fatta quindi attendere, con la presidente von der Leyen che a inizio ottobre aveva dichiarato di aver inviato una lettera di messa in mora per il Regno Unito, prefigurando l’avvio di un’azione legale.

L’elezione di Biden cambia tutto?

Anche il presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden potrebbe giocare un suo ruolo nella partita, avendo messo anche lui criticato la controversa norma approvata dal primo ministro inglese.

Il prossimo capo di stato americano aveva già attaccato l’Internal Market Bill, dichiarando come qualsiasi futuro accordo tra gli States e UK sarà subordinato al mantenimento della pace in Irlanda del Nord, strettamente legata a un confine soft con la Repubblica d’Irlanda.

Johnson è stato tra i primi a rivolgere a Biden i suoi migliori auguri dopo l’ufficialità dell’elezione, sostenendo su Twitter come gli Stati Uniti siano l’alleato più importante della Gran Bretagna, dicendosi pronto a lavorare insieme sulla lotta al cambiamento climatico, il commercio e la sicurezza.

Boris Johnson ottimista per l’accordo

Anche durante un’intervista all’Associated Press, l’inquilino del numero 10 di Downing Street ha ribadito come tra i due Paesi ci sia una prospettiva globale comune e un’enorme mole di lavoro per proteggere e promuovere in tutto il mondo i valori della democrazia, del libero scambio e del diritto internazionale.

Nello stesso colloquio Johnson si è detto anche ottimista nel trovare un accordo con le istituzioni europee sulla Brexit: “ci siamo quasi, le linee generali sono abbastanza chiare”.

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