Brexit, elezioni anticipate ultima spiaggia?

Sia i conservatori al governo che il partito laburista all’opposizione sembrano prendere in seria considerazione la possibilità di elezioni anticipate già a novembre, ma a che servono? L’analisi

Brexit, elezioni anticipate ultima spiaggia?

Nel panorama caotico che sta accompagnando il Regno Unito al ’leave’ del prossimo 29 marzo spunta un’altra novità.

Dopo la nuova proposta di divorzio alternativa a quella della May arrivata ieri e fortemente sostenuta dall’ex segretario dissidente David Davis, sembra infatti farsi sempre più concreta un’ipotesi elezioni.

Sia i conservatori al governo che il partito laburista all’opposizione sembrano prendere in seria considerazione la possibilità di elezioni anticipate già a novembre, in particolare alla luce della disastrosa riunione di Salisburgo, dove anche l’Europa ha detto no al piano della premier sul confine irlandese.

In questo momento il primo ministro sembra vulnerabile sia in patria che fuori, tanto che il Sunday Times ha riferito che due assistenti dello staff della stessa May stanno spingendo per un voto a novembre, al fine di salvare la sua leadership e il suo lavoro.

Brexit, ipotesi elezioni a novembre: lo scenario

Secondo il Sunday Times un membro dell’esecutivo britannico avrebbe parlato esplicitamente di elezioni imminenti, anche se in un secondo momento il governo ha negato con forza la circostanza.

Tuttavia la quotidianità dello staff May sembra prepararsi a un altro possibile voto, che si tratti di elezioni anticipate o di un secondo referendum sulla Brexit.

Intanto, con il partito laburista d’opposizione nel pieno della sua conferenza annuale a Liverpool, i riflettori sono più che mai puntati sulle mosse del leader Jeremy Corbyn, noto per la sua ambivalenza nei confronti dell’UE.

Pressato sulla questione nuovo referendum (ipotesi difficile), Corbyn ha affermato che sosterrebbe una seconda votazione per la Brexit se la maggioranza del suo partito la richiedesse, ma lui preferirebbe le elezioni politiche.

Anche Emily Thornberry, membro del partito laburista, ha mostrato di recente la sua sicurezza riguardo a delle imminenti elezioni, in autunno o nella primavera del 2019.

È probabile che gli elettori britannici non apprezzino affatto né un nuovo voto sulla Brexit né un’altra elezione generale. In molti hanno infatti percepito la chiamata elettorale della May lo scorso anno come una mossa arrogante, che è costata ai conservatori la loro maggioranza in parlamento.

La 56ª legislatura si sarebbe infatti conclusa nel 2020, ma il voto è stato anticipato al 2017 su forte spinta della leader britannica, convinta di ottenere una maggioranza schiacciante e non certo di dare vita ad una situazione di profondo stallo nell’esecutivo.

Quel voto ha mostrato che gli elettori U.K. sono più che pronti ad abbandonare l’attuale esecutivo e ci sono molte probabilità che lo facciano vedere concretamente in caso di nuove elezioni politiche.

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