Brexit, la May presenta il Repeal Bill: ecco cosa prevede e le sue conseguenze

icon calendar icon person
Brexit, la May presenta il Repeal Bill: ecco cosa prevede e le sue conseguenze

Brexit, il governo May ha presentato il Repeal Bill, ovvero la legge che supererà la legislazione europea. Ecco cosa prevede e le conseguenze.

Brexit: il governo conservatore presieduto da Theresa May ha presentato il Repeal Bill, ovvero la legge che permetterà di superare la legislazione europea. Ecco cosa prevede e le conseguenze.

La vicenda della Brexit continua a tenere banco non solo a Londra, ma anche a Bruxelles. Dopo il voto del giugno 2016 sul Referendum e quello del mese scorso per le elezioni politiche, il Regno Unito ora si trova a dovere affrontare tutti i nodi dovuti alla decisione di uscire dall’Unione Europea.

La presentazione da parte della premier Theresa May del Repeal Bill, ovvero la legge con la quale il Regno Unito di fatto cancella l’intera legislazione europea, è il primo step di quella che sarà la fase decisiva e attuativa della Brexit.

Il Repeal Bill però così come impostato dalla May ha contrariato tutto il fronte dell’opposizione interna. La premier quindi continua a essere in una posizione critica, tanto che il leader laburista Jeremy Corbyn si dice già pronto a subentrare al governo conservatore, proponendo a sua volta una versione diversa della Brexit.

Brexit, presentato il Repeal Bill

Con la presentazione delle 66 pagine del Repeal Bill la Brexit entra nella sua fase cruciale. Il provvedimento è stato calendarizzato alla Camera dei Comuni in autunno e dovrà essere approvato entro il marzo 2019, momento in cui il Regno Unito uscirà in maniera definitiva dall’UE.

Visto che si stima che saranno tra le 800 e le 1.000 le lacune legislative che dovranno essere risolte, la strada che porterà al via libero definitivo sarà molto lunga e complessa.

Con l’approvazione del Repeal Bill in sostanza il Regno Unito abrogherà il patto d’ingresso nell’Unione Europea firmato nel 1972, non recependo più le leggi e le direttive di Bruxelles e ponendo anche fine alla giurisdizione della Corte di Giustizia Europea.

Proprio quest’ultimo punto sta creando tensione tra Londra e l’Unione. Per Theresa May infatti con la Brexit la Corte non avrà più alcuna giurisdizione nel Regno Unito, mentre Bruxelles sostiene invece di poter aver voce in capitolo per tutti quei procedimenti avviati prima del leave.

Oltre al fronte europeo però il governo britannico deve fronteggiare anche la contrarietà dell’opposizione interna. La May infatti nel suo Repeal Bill ha confermato quella linea dura da tempo annunciata e osteggiata dai laburisti.

Anche i primi ministri di Scozia e Galles, rispettivamente Nicola Sturgeon e Carwyn Jones, si sono schierati contro il provvedimento. Per loro infatti, il testo non chiarirebbe il problema dei diritti umani e non darebbe sufficienti garanzie sulla tenuta economica generale.

Per i due leader infatti il modo in cui è stato impostato il Repeal Bill è soltanto un’altra prova di forza della May che potrebbe destabilizzare tutto il tessuto economico. Se quindi non ci saranno sostanziali modifiche, il loro voto al testo sarà sempre contrario.

Anche sul fronte dei diritti umani ci sono molti dubbi. Diverse associazioni infatti, tra cui anche Amnesty International, fanno notare che il passaggio del Repeal Bill dove si indica che i ministeri possono mutare le leggi in materia è un punto preoccupante in quanto abbastanza vago.

Questa forte opposizione al testo presentato crea più di un problema a Theresa May. La premier infatti appare sempre più in difficoltà, con i sondaggi che indicherebbero come, se si votasse di nuovo oggi, il suo partito otterrebbe una sonora sconfitta.

Tutti i problemi per la May

Sia il ministro della Brexit David Davis che la premier Theresa May hanno invocato una unione di intenti sul Repeal Bill. Laburisti, liberali, scozzesi e gallesi però hanno già espresso la loro forte contrarietà.

Il problema di fondo è sempre lo stesso: la linea dura e del muro contro muro verso l’Unione Europea per l’opposizione è sbagliata. Una strategia questa che secondo loro porterà solo problemi per il Regno Unito.

Anche i sudditi di sua maestà si stanno convincendo di questo. La riprova non è soltanto la risicata vittoria della May alle elezioni di giugno, ma anche il fatto che in questo momento la popolarità della premier è decisamente a picco.

Jeremy Corbyn è arrivato anche a dichiarare di essere pronto fin da subito a subentrare ai conservatori. Il leader laburista si è detto deciso a rispettare l’esito del Referendum sulla Brexit, ma di voler impostare il Repeal Bill in maniera diversa.

Una situazione politica questa che potrebbe essere deleteria per il Regno Unito. Presentarsi al negoziato con Bruxelles infatti con un governo debole e sfiduciato dal popolo sarebbe un autentico disastro.

Ecco perché il governo conservatore continua a invocare di rinsaldare il fronte politico interno ma, se non ci saranno delle aperture verso le richieste dell’opposizione, il destino di Theresa May sarà quello di rimanere sempre più isolata.

Chiudi X