Secondo Goldman Sachs, prima di vedere un rally vero e proprio sui mercati finanziari sarà necessaria una correzione del 20%. Ecco perché.
Il petrolio torna a fare paura sulle piazze d’affari di tutto il mondo. Le dichiarazioni del ministro del petrolio saudita e di quello iraniano hanno ridato una spinta a ribasso alle quotazioni dell’oro nero, riaccendendo così i timori sull’ondata di deflazione che potrebbe conseguire da un nuovo crollo dei prezzi del greggio.
Nei giorni scorsi il sentiment dei mercati sembrava migliorato, dopo che si erano attenuati i timori degli operatori grazie al forte rimbalzo del petrolio causato dall’accordo tra Paesi Opec e non-Opec per un congelamento della produzione ai livelli di gennaio.
La nuova evoluzione del greggio, unitamente ai dubbi sulla Cina e sull’economia USA potrebbero spingere nuovamente in basso le quotazioni dell’equity delle maggiori piazze d’affari internazionali. Secondo un report di Goldman Sachs, è probabile che questo ribasso serva a trovare poi un deciso rimbalzo causato da prezzi di mercato più attraenti.
Borse: torna la paura petrolio
Torna la paura petrolio tra gli operatori del mercato. Le dichiarazioni di ieri del ministro del petrolio saudita e di quello iraniano hanno rimesso pressioni ribassiste sulle quotazioni del greggio, spaventando così le piazze d’affari internazionali.
Un nuovo crollo dell’oro nero potrebbe nuovamente far rivedere le aspettative di inflazione sia a livello europeo che in altri continenti, generando così una nuova ondata di vendite dalla quale, forse, si potrebbe trovare un vero rialzo causato dalle quotazioni di prezzo attraenti dei titoli azionari.
Borse: necessaria correzione del 20% prima di vedere un rally deciso - Goldman Sachs
Questo è ciò che pensano gli analisti di Goldman Sachs, che questa mattina in una nota hanno espresso il loro pensiero.
Nel corso della scorsa settimana e nella giornata di lunedì, gli indici azionari avevano trovato un forte spunto rialzista, nonostante la forte volatilità, che aveva lasciato pensare a più di qualche operatore che il peggio fosse passato.
Tuttavia, la correzione non sembra finita visto il continuo aumento delle preoccupazioni sulla crescita globale, ispirato anche dalle nuove previsioni negative sull’inflazione futura.
Durante il rally dei listini azionari, le aspettative future sono scese come lo stesso Draghi ha enfatizzato. In Europa, le stime di inflazione a 5 anni sono scese ai minimi storici così come negli USA.
Secondo Goldman quindi, le preoccupazioni sollevatesi sull’economia e le diminuite aspettative sull’inflazione (unitamente ad un possibile restringimento della politica monetaria negli USA) hanno spinto la crescita delle aspettative su interventi della BCE in Europa e di un non-rialzo a marzo in America contribuendo così al rimbalzo delle Borse.
Gli esperti delle materie prime della banca americana si attendono che i prezzi del greggio rimangano nel breve termine oscillanti tra i 20$ a barile e i 40$ a barile
Sommando tutte le valutazioni precedenti, gli analisti di Goldman non credono che ci possa essere un rimbalzo vero ma che anzi bisognerà attendere un’altra ondata di vendite prima di rivedere un deciso rialzo delle quotazioni.
Le azioni, per muoversi significativamente, dovranno svalutarsi intorno a 11x o 12x di forward P/E rispetto all’attuale 14x. In poche parole, Goldman si aspetta un ulteriore ribasso del 20% circa sulle quotazioni azionarie prima che i veri compratori rientrino in gioco.
Borse: cosa bisogna attendere prima di un vero rally sui mercati - Goldman Sachs
Per ricapitolare, secondo la casa d’affari americana per vedere un rally vero e proprio bisognerà attendere che si verifichino tre eventi:
- Valutazioni a buon prezzo,
- Stabilizzazione dei dati macro globali che possano alzare le aspettative di inflazione e/o,
- Azioni di politica monetaria che supportino al meglio i mercati.
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