Borse mondiali giù: la guerra è più probabile, i trader ci credono

Wall Street teme la Corea del Nord e chiude in rosso trascinando anche le Borse asiatiche. Per i trader la guerra è vicina e la strategia migliore è fuggire dall’azionario.

Borse mondiali giù: la guerra è più probabile, i trader ci credono

La sessione di martedì si è chiusa con un pesante rosso per Wall Street che ha risentito ancora una volta delle tensioni con la Corea del Nord.

Per i trader le probabilità di una vera e propria guerra mondiale stanno aumentando giorno dopo giorno e la reazione di Wall Street lo ha confermato: la fuga dall’azionario è stata evidente. Il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq hanno profondamente risentito della situazione in Corea del Nord e hanno chiuso all’insegna di un’evidente debolezza.

Le Borse asiatiche non hanno potuto che imitare l’andamento delle americane e si stanno mostrando ancora in tutta la loro fragilità. Quanto è probabile una guerra con la Corea del Nord e in che modo i mercati e le Borse mondiali stanno affrontando la possibilità?

La fuga da Wall Street

Wall Street ha perso ampio terreno durante la sessione di martedì, la prima della settimana per l’azionario USA che lunedì è rimasto chiuso per il Labor Day. A risentire maggiormente delle tensioni sono stati ovviamente i titoli bancari.

Tra tutti gli indici, il Dow Jones è quello che ha registrato le perdite maggiori risentendo in misura più ampia delle tensioni in Corea del Nord e dei timori degli investitori. L’indice ha chiuso con un rosso superiore al punto percentuale.

Il Nasdaq, dal canto suo, ha portato a casa un pessimo ribasso dello 0,93% mentre l’S&P 500 ha messo a segno le performance “migliori” limitando le perdite a -0,76%.

Nonostante la causa principale del sell off su Wall Street sia da ricercare nella Corea del Nord vale la pena di sottolineare come alcuni trader potrebbero essere stati spaventati da una nuova tempesta in arrivo: l’uragano Irma.

Quanto è probabile una guerra

In momenti di incertezza e instabilità, sia essa politica, istituzionale o anche economico-finanziaria, gli investitori tendono ad assumere un atteggiamento più cauto, abbandonano gli asset più rischiosi (come le azioni) e si gettano su quelli più sicuri (come l’oro o anche lo yen).

Negli ultimi giorni, e a causa delle tensioni in Corea del Nord, le Borse mondiali e i mercati in generale hanno dipinto esattamente il quadro appena descritto: la debolezza dell’azionario è stata pressoché evidente, mentre lo yen e il prezzo dell’oro non hanno fatto altro che guadagnare terreno.

Quella degli investitori è oggi una vera e propria fuga dal rischio che porta a chiedersi quanto sia reale il pericolo di una guerra mondiale contro la Corea del Nord. A fare luce sull’argomento gli analisti di UBS che negli ultimi giorni, soprattutto in seguito agli ultimi test nucleari di Pyongyang, hanno scelto di incrementare al 10-20% le probabilità di conflitto.

L’esplosione di una guerra contro la Corea del Nord provocherebbe un crollo del 20% sull’azionario asiatico e una flessione del 5-10% delle divise dell’est. Tutto ciò andrebbe ovviamente a ripercuotersi sulle Borse e sui mercati mondiali, il tutto almeno nel breve periodo.

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