Asia: borsa di Tokyo in rosso, sui listini pesa la discesa del prezzo delle petrolio sul no al taglio di produzione di Arabia Saudita e Iran. Volano yen e franco.
Le borse asiatiche scendono ancora mercoledì sul nuovo calo del prezzo del petrolio dopo che l’Arabia Saudita ha escluso la possibilità di un taglio di produzione dai Paesi produttori protagonisti dell’industria.
Alla notizia gli investitori sono corsi verso i beni rifugio oro, yen e franco svizzero.
A Tokyo, il Nikkei ha chiuso in perdita dello 0.9%, ai minimi settimanali sulla discesa del petrolio e il rapido rafforzamento dello yen, che spesa sulle esportazioni. Giù anche i mercati in Australia e Corea del Sud.
In Cina il mercato recupera parte dei ribassi delle sessioni precedente, con il CSI 300 in rialzo dello 0.4% e lo Shanghai Composite a +0.6%.
Negli Stati Uniti, lo S&P 500 ha ceduto l’1.25% fino a scedere a 1.921,27, dopo non essere riuscito a rompere i massimi del 1° febbrario a causa delle vendite sul comparto energetico e delle materie prime.
Borse in rosso sulla nuova discesa del petrolio. Taglio produzione lontano
Il ministro del petrolio dell’Arabia Saudita, Ali Al-Naimi, ha dichiarato nella giornata di martedì che i mercati non dovrebbero affatto vedere l’accordo dei quattro tra i paesi più importanti dell’industria del petrolio per congelare l’output ai livelli di gennaio come un primo passo verso il taglio di produzione.
Naimi ha fiducia che altri paesi vorranno partecipare all’intesa, ma l’Iran difficilmente accetterà di congelare la produzione perché non permetterebbe al Paese di rimanere fedele alla strategia espansiva in atto dalla fine delle sanzioni dell’Occidente.
Il prezzo del petrolio è sceso ancora, aumentando la corsa in territori negativo al 5% durante la notte. Il WTI è sceso a $31.18 al barile, mentre il Brent tocca $32.82.
«In pochi si aspettavano un accordo su un taglio della produzione, questi commenti non sono affatto una sorpresa. Tuttavia, gli ultimi sviluppi sembrano suggerire che per i produttori di petrolio riuscire ad essere uniti sarà più difficile del previsto»,
ha dichiarato Ayako Sera, della Sumitomo Mitsui Trust Bank, a Reuters.
Nuova paura sulla discesa del petrolio, corsa verso yen e franco
Sul mercato del Forex, le valute note come beni rifugio come lo yen e il franco svizzero sono in forte rialzo.
Lo yen è salito a quota 111.84 contro il dollaro USA, molto vicino ai massimi di 15 mesi toccati l’11 febbraio.
Forti anche i rialzi del franco svizzero che tocca i massimi di un mese contro l’euro a quota 1.09165.
Il franco sta ricevendo sostegno anche dalle parole del presidente della Swiss National Bank (SNB) ha dichiarato che non potrà fare altri step all’interno del piano di stimolo alla politica monetaria “all’infinito”.
L’euro, al contrario, è stato colpito dalla discesa dell’indice IFO in Germania, che segnala una discesa sul sentiment delle aziende tedesche simile a quella registrata all’epoca del fallimento di Lehman Brothers nel 2008.
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