Borsa Italiana e Recovery Fund: i settori più esposti

Borsa Italiana e Recovery Fund: occhio ai settori più esposti a fronte di un ipotetico accordo UE

Il rapporto tra la Borsa Italiana e il Recovery Fund è finito sotto la lente degli analisti di Anima SGR, che hanno tentato di stimare i possibili impatti della proposta sull’azionario tricolore, o meglio sui settori potenzialmente più esposti.

La prossima settimana prenderà il via il Consiglio europeo straordinario convocato per discutere del rilancio economico dell’UE. Sarà quella l’occasione perfetta per parlare faccia a faccia, dopo mesi di meeting telematici, del Recovery Fund tanto atteso.

Il raggiungimento di un accordo sul tema potrebbe avere diverse conseguenze sulla Borsa Italiana favorendo alcuni settori specifici.

Recovery Fund: Borsa Italiana e investitori attendono l’accordo

Come fatto notare dagli analisti, la fine del lockdown in Italia (ma anche nel resto del mondo) è stata salutata dagli investitori con un certo grado di entusiasmo, al quale hanno giovato anche le politiche espansive delle grandi banche centrali mondiali.

Si pensi soltanto alle mosse della Federal Reserve, o ancora a quelle della BCE che ha scelto di introdurre un nuovo programma di acquisti, il Pandemic Emergency Purchase Programme (o PEPP) per sostenere le economie del blocco. La Borsa Italiana è tornata a guadagnare terreno assieme alle sue colleghe.

Nonostante l’entusiasmo, hanno fatto notare da Anima:

“la velocità e la dimensione del rimbalzo (circa 30% dai minimi del 16 marzo) ci spingono a ritenere che da qui in avanti si possa attendere una fase più riflessiva.”

Gli investitori, infatti, rimarranno in attesa di conoscere le decisioni dell’UE sul Recovery Fund:

“si conferma pertanto un approccio cauto in termini di esposizione complessiva del portafoglio.”

I settori più esposti

A beneficiare maggiormente di un eventuale accordo sul Recovery Fund potrebbero essere i settori di Borsa Italiana più esposti in tal senso, tra cui:

  • tecnologia;
  • telecomunicazioni;
  • sanità.

Prudenza, invece, sia sul lusso che sul settore industriale (la parte ciclica del mercato), poiché il recupero economico, secondo gli esperti, rimarrà “soggetto a vuoti d’aria”.

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