Borsa Italiana dice no alla quotazione di Popolare di Vicenza. Dopo la notizia, è sell-off sul comparto bancario.
Borsa Italiana ha deciso di non concedere la quotazione in Borsa di Banca Popolare di Vicenza. La decisione, spiega l’organismo in un comunicato, è stata presa dopo aver verifcato che non sussistono i presupposti per garantire il regolare funzionamento del mercato. Pertanto, Borsa Italiana ha deciso di non ammettere alle negoziazioni il titolo di Popolare di Vicenza.
La decisione non era del tutto inattesa vista la piega presa dall’aumento di capitale dell’istituto veneto. Pochi giorni fa infatti, Popolare di Vicenza aveva reso noto che la sottoscrizione dell’aumento era stata operata per un 7,66% da piccoli investitori e il restante dal fondo Atlante.
Il veicolo finanziario ha quindi superato il 75% della singola emissione, sottoscrivendo il 93% dell’aumento di capitale evitando così un inoptato enorme e il rischio bail-in per Popolare di Vicenza. Per procedere alla fase 2 mancavano l’ok di Consob e Borsa Italiana con quest’ultima che ha appunto rifutato l’ammissione alle negoziazioni del titolo della banca veneta.
La configurazione attuale dell’aumento di capitale di Popolare di Vicenza infatti non ha la necessaria presenza del 25% del flottante, l’unico modo per evitare questa regola era quella di configurare Atlante come un meccanismo di investimento collettivo del risparmio (OICR), equiparandolo così ad azionariato diffuso.
La notizia della mancata ammissione di Popolare di Vicenza alle negoziazioni in Borsa ha generato un’ondata di vendite sui titoli del comparto bancario. Unicredit segna un -4,5%, MPS un -6,58%, Mediobanca un -3,76% e Intesa San Paolo -1,57%. Male anche Ubi Banca con un -6%, Banco Popolare con un -7,22%, BPM con un -6,65% e BPER con un -3,78%.
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