Borghi: “Repubblica è fondata sul lavoro, non salute”

Il deputato leghista Claudio Borghi ha attaccato Conte affermando che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro

Borghi: “Repubblica è fondata sul lavoro, non salute”

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e non sulla salute”. Con queste parole il deputato della Lega Claudio Borghi ha attaccato l’operato del Governo Conte e le chiusure delle attività commerciali attraverso i DPCM, volti a piegare la curva dei contagi.

Lega attacca Conte su DPCM

Alle 12 di oggi, lunedì 2 novembre, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato alla Camera la situazione epidemica italiana, definendola preoccupante. Contestualmente il capo del Governo ha delineato i contenuti del nuovo DPCM, che prevede una stretta sui territorio più a rischio.

Il sistema ci impone di intervenire in modo più mirato e di restringere e allentare le misure su base territoriale in relazione alle variazioni della soglia di criticità”, ha detto il presidente del Consiglio ribadendo la necessità di chiudere alcune attività per limitare i contagi e tutelare la salute dei cittadini.

La Lega ha criticato le chiusure, nonostante le aperture dei giorni scorsi del segretario Matteo Salvini sul lockdown. Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno denunciato l’invito tardivo del Governo alle opposizioni sulle misure da attuare.

Per Borghi il diritto al lavoro è più importante di quello alla salute

Lei ha detto nel suo intervento che il diritto alla salute è preliminare su tutti gli altri diritti costituzionali. Ma scusi, come si permette lei a fare una scaletta dei diritti costituzionali? I diritti costituzionali sono tutti importanti”, ha affondato Borghi.

E se anche ci fosse una scaletta, ha argomentato il leghista, questa sarebbe data dall’ordine in cui enumerati tali diritti nella Costituzione. “Il diritto della tutela alla salute è al numero 32, il diritto al lavoro è al 4”, ha spiegato Borghi.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, non fondata sulla salute e i DPCM, e la sovranità appartiene al popolo”, ha continuato il deputato.

Boghi ha ricordato a Conte che “il diritto al lavoro è fondamentale”, e gli ha intimato di non “trattare con faciloneria la vita delle persone che stanno venendo rovinate”.

Le dichiarazioni del leghista hanno avuto l’effetto di scatenare l’ira, e spesso anche l’ironia, dei social.

Borghi attacca Gualtieri e il decreto Ristori

Borghi ha criticato aspramente anche l’operato del Governo sul fronte economico: “Date i soldi alle Regioni, perché è un po’ comodo dire ‘tu, presidente di Regione, chiudi tutto che poi passo io a fare il babbo natale con i soldi”.

Qui ci vogliono delle cifre che sono incredibilmente superiori a quelle che voi al momento avete definito con il decreto Ristori, perché stiamo parlando di 5 miliardi, esattamente la stessa sciocchezza fatta da quell’inadeguato del suo ministro dell’Economia all’inizio quando ha detto 3,6 miliardi per gestire la pandemia, poi ce ne son voluti cento”, ha concluso Borghi.

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