Book Calling #15: “Battiti”, l’armonia del cambiamento” con Giovanni Crisanti

Antonella Coppotelli

2 Marzo 2021 - 19:00

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Siamo ormai da tempo abituati all’effetto uragano dall’altra parte del mondo causato dal battito d’ali d’una farfalla. Una sorta di reazione a catena che innesca tutta una serie di successioni e conseguenze che possono portare a un cambiamento. Vale per le questioni legate all’ambiente ma anche per i rapporti umani e soprattutto per la politica. In tutto questo avvicendamento di causa-effetto vi può essere armonia e coscienza civica . Ne parliamo con Giovanni Crisanti, autore di Battiti.

L’origine del termine politica (dal greco antico pόlis+téchnē) racchiude in sé due radici che non dovremmo mai dimenticare: la città-stato e l’arte o la tecnica se vogliamo rimanere letterari del saperla governare. Una dimensione, quella dell’amministrazione della sfera pubblica, molto cara ai nostri Padri antichi, sentita a tal punto che Aristotele dedicò un intero trattato alla Politica e alle varie forme di organizzazione della società che regolano la vita in comune con altri e, per logica e naturale estensione, lo Stato. A prescindere dalla forma di governo, la parola politica possiede concettualmente un’accezione positiva, giusta ed equa perché riguarda tutti noi che, però, nel corso degli anni ha degenerato in un significato negativo, divenendo quasi sinonimo di truffa, noncuranza ed egoismo.

Esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere, generando nei suo confronti disillusione, sfiducia e allontanamento. Peccato però che la politica e le azioni a esse correlate non sono concetti astratti, bensì azioni comuni che riguardano la vita di ciascuno di noi e che, consapevoli o meno, ogni giorno compiamo senza aver ben chiare le conseguenze e le reazioni che inneschiamo la maggior parte delle volte, un po’ come quel lieve e impalpabile colpo di ali della farfalla.

Battiti

Battiti, primo libro del giovanissimo Giovanni Crisanti, edito da Scatole Parlanti vuole riportare agli occhi e alla coscienza civile di tutti noi proprio il senso comune del fare politica. Nelle sue pagine in cui il giovane autore romano racconta il suo attivismo e la sua visione politica percepiamo appieno il pulsare di buona parte della Generazione Z che non vuole abbattersi dinanzi al disincanto ma sente una forte responsabilità nei confronti del presente e del futuro e reclama nei confronti dei propri coetanei e concittadini una sorta di coscienziosa chiamata all’azione per un vivere in comune all’insegna del rispetto e della cura verso la Cosa Pubblica, indipendentemente dall’età che si possiede. Non abbiamo più alibi per restare fermi e stantii nel pantano della disillusione e non dare il nostro contributo affinché si inneschi un meccanismo di cambiamento virtuoso.

Ogni nostra azione è un atto politico

Ogni azione che compiamo quotidianamente è un atto politico secondo la lettura di Crisanti. Non vi è giudizio di merito da parte sua in questa definizione, è semplicemente l’assunto da cui ha origine il suo ragionamento e che si tramuta in buone o pessime pratiche a seconda di come ci poniamo e agiamo nei confronti dell’altro e della Cosa Pubblica, semplicemente nella nostra quotidianità. Per meglio spiegare la sua posizione ricorda i suoi trascorsi da scout e la responsabilità dei compiti affidati a ogni squadriglia, composta a sua volta da un numero esiguo di persone, ciascuna coinvolta in un’attività piccola ma essenziale alla buona riuscita del progetto finale.

E’ proprio in quest’ultimo passaggio che risiede il senso delle sue parole: il contributo e l’azione del singolo concorrono al benessere degli altri di cui, però, tutti noi facciamo parte come fossimo un unico organismo vivente. L’educazione al vivere in comunità senza lasciare nessuno indietro è ciò che ci rende responsabili sempre e stampa nel nostro DNA di cittadini e persone il vero senso della polis e della convivenza civile. Chiaramente vale anche e soprattutto il contrario: a ogni infrazione, mancanza e pratica assenteista, tutto il meccanismo si inceppa e non vi è progresso.

A questo punto siamo noi che dobbiamo dare un senso e una direzione ai battiti e far sì che lo spiegamento di ali di quella farfalla immaginaria possa provocare un uragano di atti di atti virtuosi dall’altra parte del mondo. Mai come in questo momento storico è richiesto senso di presenza e di appartenenza da parte di tutti noi alle vicende della nostra Cosa Pubblica, scandito dal battito di un ritrovato interesse ed entusiasmo verso le sfide che quotidianamente affrontiamo.

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