Bonus ristrutturazioni 2016: 50% detraibile da subito grazie alle banche?

Simone Micocci

11 Luglio 2016 - 12:08

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Bonus sulla ristrutturazione, cambia tutto: presto potrebbero essere le banche ad anticipare il 50% delle spese sostenute per il risanamento edilizio.

Bonus ristrutturazione 2016, novità: con il supporto delle banche i cittadini potrebbero pagare solamente il 50% delle spese necessarie per il restauro edilizio della propria abitazione.

Grazie al bonus ristrutturazioni, previsto dalla Legge di Stabilità 2016, molti giovani hanno scelto di intraprendere dei lavori di ristrutturazione presso la loro abitazione. Infatti, il bonus ristrutturazione permette di detrarre dall’Irpef il 50% delle spese dei lavori di risanamento edilizio.

Tuttavia, il recupero del 50% delle spese sostenute non è istantaneo poiché queste vengono restituite in 10 rate della detrazione Irpef. Quindi, chi ha intrapreso dei lavori di restaurazione recupererà la metà delle spese solo dopo 10 anni.

A breve però questo sistema potrebbe cambiare, poiché nei giorni scorsi è stata presentata una proposta di legge volta a rivoluzionare il bonus ristrutturazioni 2016. Ecco quali novità potrebbe introdurre questa proposta di legge.

Bonus ristrutturazioni 2016, cambia tutto? Nuovo ruolo per le banche

La Confederazione Nazionale Artigianati ha presentato un importante disegno di legge relativo al bonus ristrutturazione, la detrazione fiscale del 50% delle spese pagate per i lavori di risanamento edilizio. L’obiettivo di questa proposta di legge è di incentivare gli italiani ad effettuare dei lavori di ristrutturazione, così da rilanciare il settore edilizio creando circa 24 mila nuovi posti.

Infatti, qualora questa proposta di legge riguardante il bonus ristrutturazione venisse accettata, i cittadini pagherebbero solamente il 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione in quanto la parte restante verrebbe restituita dalle banche o da un altro intermediario finanziario.

La metà delle spese non verrebbe più restituita in 10 anni, ma immediatamente. Saranno le banche, infatti, ad anticipare il 50% dei costi della ristrutturazione e poi a loro volta li recupereranno dallo Stato sotto forma di agevolazione fiscale.

Quindi, qualora questa proposta di legge venisse accettata non sarebbe più il cittadino ad usufruire del bonus ristrutturazione, ma la banca.

I vantaggi per il cittadino sarebbero molteplici e non solo perché le spese per la ristrutturazione verrebbero dimezzate fin da subito. Infatti, si eliminerebbe anche il rischio di incapienza, ovvero il non poter recuperare la somma spesa perché l’importo delle tasse da pagare è più basso della detrazione prevista.

Bonus ristrutturazione 2016: come funziona e cosa cambierà?

Come abbiamo appena visto, oggi chi intraprende dei lavori per ristrutturare la propria abitazione può approfittare di una detrazione Irpef del 50% sui costi totali.

Il massimo dell’importo della spesa su cui calcolare la detrazione è di 96.000€ e non tutti i lavori permettono di usufruire del bonus. Nel dettaglio, le spese detraibili sono:

  • lavori di manutenzione straordinaria sulle parti comuni di un edificio residenziale (oppure su singole unità immobiliari residenziali);
  • lavori di ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo;
  • ricostruzione di un immobile danneggiato in seguito ad una calamità (solo se è stato dichiarato lo stato di emergenza);
  • costi di progettazione delle perizie e dei sopralluoghi;
  • interventi per la prevenzione degli atti illeciti di terzi;
  • lavori per favorire la mobilità dei portatori di gravi handicap.

Il 50% delle spese sostenute sarà suddiviso in 10 rate. Quindi, se un cittadino spende 50 mila euro per ristrutturare la propria abitazione, nei successivi 10 anni usufruirà di una detrazione dall’Irpef pari a 2.500€.

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Cosa cambia con la proposta di legge del CNA? In questo caso l’importo detraibile resterebbe sempre lo stesso, ma sarà la banca ad anticipare i 25 mila euro sostenuti per la metà delle spese di ristrutturazione.

Quindi, il cittadino pagherebbe solamente i restanti 25 mila euro alla ditta che ha compiuto i lavori di restauro grazie alla cessione del credito alla banca di cui verrà data comunicazione all’Agenzia delle Entrate. La banca recupererà l’importo in 10 anni, mentre il cittadino dovrà pagare anche i costi per il contratti di cessione del credito.

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