Bonus prima casa e mutui agevolati: le prospettive sul mercato immobiliare

Stefano Tempera

30 Maggio 2021 - 06:30

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Il settore immobiliare mostra segnali di ottimismo per il futuro. Complici soprattutto i tassi di interesse dei mutui ai minimi storici e la voglia di comprare casa in seguito alle nuove abitudini post-Covid. Un’ulteriore spinta al mercato potrebbe arrivare dal bonus prima casa. Abbiamo analizzato il caso della Gran Bretagna, che aveva già introdotto un’agevolazione simile, per capire quali potrebbero essere gli scenari futuri in Italia.

Bonus prima casa e mutui agevolati: le prospettive sul mercato immobiliare

A pochi giorni dall’approvazione del decreto Sostegni bis, che prevede lo sconto delle imposte sulla prima casa a favore degli under 36, nel settore immobiliare si respira un certo fermento che potrebbe spingere la domanda di acquisto di immobili nel corso dei prossimi mesi.

Secondo un’indagine di mercato condotta da Remax Europe, nel corso del 2021, il 40% degli europei ha preso in considerazione l’idea di comprare o vendere casa. Rimanendo in Italia, nel 2020, gli italiani interessati a comprare un’abitazione sono aumentati del 33% rispetto al 2019. Dati che confermano il valore del settore immobiliare, tornato a svolgere un ruolo molto importante nell’economia del Paese, e l’incremento dei prezzi delle case (+2,5% nel 2020) ne è un’ulteriore prova.

La voglia di comprare casa da parte degli italiani è trainata principalmente da due fattori. Da una parte, le nuove abitudini post-Covid spingono sempre di più a cercare immobili con aree esterne di pertinenza e spazi interni più ampi per favorire, ad esempio, chi lavora in smart working. Dall’altra parte, i tassi di interesse dei mutui sono ai minimi da qualche anno, e nonostante un aumento di oltre mezzo punto dell’indice Eurirs, chi decide oggi di sottoscrivere un mutuo ipotecario può ancora ottenere un tasso inferiore all’1%.

Aumentano le richieste di mutui

Nel primo trimestre 2021, secondo i dati diffusi dal Sistema di Informazioni Creditizie Crif, le nuove domande di mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane sono aumentate del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2020. C’è da dire che la performance è da attribuire ai numeri del solo mese di marzo, che ha registrato un +55,8% rispetto allo stesso periodo del 2020, fortemente condizionato dalla chiusura totale a causa del primo lockdown. In ogni caso, il numero delle richieste complessive di mutui e surroghe è stato il più alto degli ultimi 8 anni.

Bonus prima casa: quali saranno gli effetti nel 2021 per il settore immobiliare?

Un ulteriore impulso al settore immobiliare potrebbe arrivare dal bonus prima casa previsto dal decreto Sostegni bis, che permette agli under 36 che desiderano acquistare la prima casa di non pagare l’imposta di registro, se si compra da privato, o l’IVA, se si acquista direttamente dall’impresa costruttrice. Inoltre, sono state eliminate anche le imposte ipotecarie e catastali sulla compravendita e l’imposta sostitutiva per chi richiede un mutuo, per un risparmio complessivo fino ad oltre 8.000 euro per un immobile di nuova costruzione del costo di 200.000 euro.

Agevolazioni prima casa, caso simile in UK: cosa è successo?

A luglio 2020, nel Regno Unito, in piena pandemia e con il numero delle compravendite immobiliari crollato ai minimi storici, il governo presieduto da Boris Johnson aveva deciso di abolire fino a marzo 2021 la Stamp duty land tax, la nostra imposta di registro, limitatamente agli acquisti di abitazioni fino a 500.000 sterline, con l’obiettivo di rilanciare il settore immobiliare. Da lì a pochi mesi, il mercato delle compravendite residenziali avrebbe superato ogni più rosea previsione, registrando la migliore prestazione dal 2007.

L’aumento della domanda ha portato anche un aumento dei prezzi in tutto il Paese, come dimostrano i dati dell’Office for National Statistics, che a dicembre 2020 aveva rilevato un rialzo dell’8,5% nel corso dell’anno, mentre a marzo 2021 (ultimo dato a disposizione e in concomitanza con il termine dell’agevolazione), i prezzi medi delle abitazioni in Gran Bretagna sono aumentati del 10,2% nel corso dei primi tre mesi dell’anno, il più alto tasso di crescita trimestrale registrato dall’agosto 2007.

I prezzi delle case aumenteranno anche in Italia?

Analizzato quanto accaduto nel Regno Unito, anche in Italia si potrebbe immaginare un rialzo dei prezzi delle case, seppur in modo più contenuto e soprattutto nelle grandi città. In ogni caso, ci sono tutti i presupposti per aspettarsi un trend positivo del mercato immobiliare in termini di aumento di compravendite.

È difficile fare previsioni, soprattutto fino a quando non avremo la certezza che la pandemia sia del tutto finita. Nell’ambiente immobiliare c’è comunque un certo ottimismo. Si stima che il vaccino anti-Covid porterà fiducia, ma bisognerà fare i conti con tutte le conseguenze della pandemia, a partire dal sistema economico nel suo insieme, e dagli effetti dello sblocco dei licenziamenti e delle moratorie su mutui.

In conclusione

Sul fronte del credito alle famiglie, oggi le offerte di mutui da parte delle banche restano vantaggiose. Inoltre, le recenti misure approvate dal governo che aboliscono le imposte sulla prima casa per gli under 36 non possono fare altro che spingere ulteriormente le compravendite in Italia.

Sarà importante capire come si comporteranno le banche nel considerare le future richieste di mutuo quando dovranno basarsi sulla documentazione reddituale relativa al 2020, considerando che molti lavoratori dipendenti sono stati in cassa integrazione e tanti lavoratori autonomi hanno registrato un netto calo del proprio fatturato. ha compromesso quasi la totalità delle posizioni lavorative. A tal proposito, si auspica che gli istituti di credito terranno conto della straordinarietà del periodo.

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# Mutuo

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