La Boldrini spinge Pisapia verso Grasso, già naufraga il centrosinistra unito?

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La Boldrini spinge Pisapia verso Grasso, già naufraga il centrosinistra unito?

All’assemblea nazionale di Campo Progressista Laura Boldrini ha criticato il PD mettendo in dubbio una possibile alleanza elettorale. Matteo Renzi è sempre più solo?

Arriva da Laura Boldrini l’ultima spallata a Matteo Renzi. All’assemblea nazionale di Campo Progressista la Presidentessa della Camera ha infatti arringato la platea sottolineando come allo stato attuale non ci sarebbero i presupposti per una coalizione di centrosinistra che possa comprendere anche il Partito Democratico.

Più che le primarie di coalizione lo scoglio al momento secondo la Boldrini sarebbe la distanza programmatica con i dem. Una presa di posizione questa che potrebbe complicare ulteriormente i progetti di Matteo Renzi, già di per sé molto impegnato negli ultimi giorni a fronteggiare le polemiche interne dopo la debacle in Sicilia.

La stoccata della Boldrini

Quella che doveva essere la giornata di Giuliano Pisapia, padre di Campo Progressista, è stata invece quella di Laura Boldrini che ha rubato la scena all’ex sindaco di Milano che sta passando ormai quasi in secondo piano.

L’assemblea nazionale di Campo Progressista doveva essere infatti il momento in cui Pisapia avrebbe dovuto chiarire, una volta per tutte, quale sarebbe stata la strategia politica del movimento alle prossime elezioni.

Alla fine invece dall’ex primo cittadino sono arrivate le solite frasi interlocutorie, chiedendo discontinuità al Partito Democratico senza però sbilanciarsi se alla fine questo “matrimonio elettorale” si potrà fare.

Molto più diretta è stata invece Laura Boldrini che, data da tempo vicina a Campo Progressista e smessi per un giorno i panni della Presidentessa della Camera, non ha usato parole tenere nei confronti del PD.

Dobbiamo prendere atto che i presupposti di una coalizione di centrosinistra col Pd allo stato attuale sembrano non esserci.

Se Pisapia tentenna la Boldrini al contrario sembrerebbe avere le idee ben chiare su come muoversi in vista delle elezioni politiche. Una linea questa della Presidentessa che avrebbe trovato anche un vasto consenso all’interno di Campo Progressista, tanto che Pisapia al momento sarebbe messo quasi alle strette.

Renzi sempre più solo

Al centro del dibattito interno a Campo Progressista c’è sempre lui, Matteo Renzi da Firenze. Dopo la rottura con il Movimento Democratico e Progressista sembrava infatti che potesse essere scontata una alleanza elettorale con il Partito Democratico.

Giuliano Pisapia invece è ancora indeciso, nonostante che da tempo si parla di dar vita a una coalizione con i dem alla presenza anche di una lista centrista, guidata da Calenda e non da Alfano, dei Radicali e dei Verdi oltre agli altoatesini del SVP.

La scoppola rimediata da Renzi e Alfano in Sicilia però ha rimesso tutto in discussione. Senza una coalizione più larga, comprendente quindi anche gli scissionisti e perché no il resto della sinistra, alle prossime elezioni il PD e i suoi alleati rischierebbero seriamente di arrivare terzi dietro al centrodestra e al Movimento 5 Stelle.

Matteo Renzi anche all’interno del suo partito è sempre più pressato da chi chiede in maniera insistente di fare un’apertura concreta alla sinistra. Il modello da molti evocato è quello del centrodestra: si sostiene lo stesso candidato nei collegi senza però indicare l’eventuale premier.

Un momento di debolezza questo dell’ex premier che ha spinto anche Campo Progressista a fare la voce grossa. Se non ci sarà ampio centrosinistra, alla fine a Pisapia e ai suoi potrebbe convenire di più seguire Grasso piuttosto che Renzi.

Il sentore però è che alla fine CP possa decidere a prescindere di fare squadra con il Partito Democratico, visto che un suo ritorno a sinistra non sarebbe molto gradito ai vari Fratoianni, Civati e Montanari.

Quanto all’idea di un’ampia coalizione di centrosinistra tutto dipenderà da Matteo Renzi. L’ex premier però non ha alcuna intenzione di farsi da parte e parrebbe ancora convinto di poter raggiungere anche da solo il 40% alle prossime elezioni.

Con questi presupposti, ogni ampio accordo elettorale sembrerebbe essere un autentico miraggio. Senza un deciso passo indietro da parte di tutti i principali attori in causa lo strappo non potrà mai essere ricucito, ma al momento nonostante le buone intenzioni non ci sarebbero le condizioni basilari per superare le varie problematiche esistenti.

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