Banche a rischio: chi rischia bail in e fallimento in Italia?

Le banche a rischio in Italia tra bail in, fallimento e crediti deteriorati. La tua banca è tra gli istituti di credito più a rischio?

Banche a rischio: chi rischia bail in e fallimento in Italia?

Quali sonobanche a rischio in Italia e gli istituti di credito a rischio fallimento e bail in? Analizziamo la situazione del comparto bancario italiano e definiamo quali sono le banche che rischiano di far perdere i risparmi di una vita ai propri clienti.

Per definire quali banche sono rischiose in Italia è necessario guardare ai conti economici degli istituti e alla mole di crediti deteriorati (NFP) presenti in bilancio, come ha recentemente fatto Mediobanca in un report che mostra come 1 banca su 5 ha crediti in sofferenza superiori al patrimonio netto tangibile.

Di seguito, oltre all’elenco delle banche a rischio in Italia ad opera di Mediobanca, elenchiamo anche i report di BCE, Banca d’Italia e Financial Times.

Banche a rischio: 1 su 5 ha più crediti deteriorati che patrimonio

Secondo una ricerca condotta dall’Ufficio Studi di Mediobanca applicata sui bilanci di circa 500 banche italiane, il dato è allarmante: sono 114 le banche a rischio (1 su 5), ovvero gli istituti di crediti in cui vi è un eccessivo ammontare di crediti deteriorati, al di sopra del valore del patrimonio netto tangibile.
Tra le banche più a rischio in Italia, secondo il report, sono le Banche di credito cooperativo e le casse rurali.

L’indice utilizzato da Mediobanca per valutare la rischiosità delle banche italiane è noto nel settore come “Texas ratio”: messi in relazione i crediti deteriorati con il patrimonio netto, se il rapporto supera il 100% allora la banca in questione è esposta al rischio fallimento.

Tre le grandi strade da poter prendere, una sola o più: aumento di capitale, vendita dei NPL registrando forti perdite, essere comprata da una banca più grande, o almeno meno malata.
Non dimentichiamo, inoltre, la possibilità da parte delle BCC di chiedere sostegno al Fondo consortile di garanzia, o da parte di tutte le altre banche SpA di richiedere un aiuto allo Stato, come nel caso di MPS, Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Non è un caso che nella classifica delle banche italiane a maggior rischio di default spicchino proprio questi soggetti.

I crediti deteriorati pesano sui conti economici delle banche italiane: la mole di NPL deve essere svalutata di anno in anno, fattore ferisce la redditività della banca più è alto lo stock delle sofferenze.
La banca va avanti con proprio lavoro sapendo comunque che il fatturato sarà in perdita - scenario che vale per quasi la totalità delle banche il cui rapporto sofferenze/patrimonio supera il 100% del capitale.

Elenco banche a rischio - Mediobanca
Ecco le 114 banche italiane con più crediti in sofferenza in rapporto con il patrimonio netto tangibile.

n.BancaCategoriaTotale attivo (’000 €)Texas Ratio (%)Cost Income Ratio (%) (a)
1 BANCA DI TERAMO DI CREDITO COOPERATIVO OOP 207.943 777,2 88,4
2 CASSA DI RISPARMIO DI CESENA BREVE 4.358.538 593,5 75,5
3 UNIPOL BANCA BREVE 11.597.329 380,3 82,6
4 BANCA ATESTINA DI CREDITO COOPERATIVO COOP 439.832 343,1 127,9
5 BANCA DI PISTOIA - CREDITO COOPERATIVO COOP 668.981 306,5 76,3
6 CREDITO SALERNITANO - BANCA POPOLARE DELLA PROVINCIA DI SALERNO POP 99.245 268,4 92,1
7 BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA BREVE 169.011.977 262,6 67,6
8 BANCA DI CREDITO COOPERATIVO «SEN. PIETRO GRAMMATICO» - PACECO COOP 166.822 246,8 75,0
9 CASSA RURALE VALLI DI PRIMIERO E VANOI COOP 360.246 246,3 75,3
10 CASSA RURALE DELLA VALLE DEI LAGHI COOP 459.437 244,7 69,4
11 CASSA DI RISPARMIO DI SAN MINIATO BREVE 3.269.695 240,0 81,1
12 CASSA RURALE MORI-BRENTONICO-VAL DI GRESTA COOP 389.726 239,3 72,1
13 VENETO BANCA POP 33.349.346 238,5 100,1
14 CASSA RURALE DI ROVERETO COOP 1.116.707 234,5 81,5
15 BANCA CARIM - CASSA DI RISPARMIO DI RIMINI BREVE 3.729.084 232,5 87,9
16 BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI CASTEL GOFFREDO COOP 582.289 227,6 103,7
17 BANCA PER LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE DI CREDITO COOP 2.613.326 223,0 94,7
18 BANCASCIANO CREDITO COOPERATIVO COOP 390.860 221,8 91,3
19 BANCO POPOLARE POP 120.509.595 217,9 73,7
20 BANCA POPOLARE DI VICENZA POP 39.783.370 210,9 132,0
21 BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DEL VENEZIANO COOP 1.207.498 207,8 101,3
22 BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI RECANATI E COLMURANO COOP 653.402 204,3 107,9
23 BANCA DEL FUCINO BREVE 1.556.285 201,1 91,6
24 BANCA DI FILOTTRANO - CREDITO COOPERATIVO DI FILOTTRANO E DI CAMERANO COOP 1.079.032 200,3 79,0
25 BANCA DI FORLI’ - CREDITO COOPERATIVO COOP 1.213.295 198,3

Banche a rischio: la paura dei risparmiatori

Presentiamo l’elenco delle banche italiane più a rischio secondo le analisi di fonti molto autorevoli come Banca d’Italia, lo stress test della BCE e del Financial Times.

Le banche a rischio mettono paura ai consumatori italiani, che temono di perdere i risparmi di una vita per colpa del bail in o per un intervento dello stato come quello delle quattro banche salvate lo scorso anno, che si è tradotto in un vero e proprio disastro per i piccoli risparmiatori.

Sapere quali sono le banche a rischio in Italia può aiutare gli italiani a valutare con attenzione a quale istituto bancario rivolgersi, oppure indirizzare gli investitori che vogliono puntare sulla speculazione sui titoli delle banche italiane quotate in borsa.

Dopo aver scoperto quali sono le banche italiane più sicure, ecco le banche più a rischio.

Chiariamo che il presente articolo non intende predire il fallimento o l’applicazione del bail in alle banche qui nominate, ma rappresentare gli istituti bancari che, allo stato attuale, risultano essere più a rischio.

E se tutte le banche fossero rischiose?

Prima di vedere i nomi delle banche a rischio è bene fare alcune specifiche fondamentali. Non dovresti mai fidarti completamente di una banca perché non ci sono delle banche totalmente sicure. Al massimo, è possibile individuare quelle che sono meno rischiose.

In questo contesto storico è altamente sconsigliato di comprare prodotti, servizi e titoli bancari di nessun titolo, anzi - è bene vendere tutto il prima possibile per evitare i guai delle banche a rischio. Perché in fondo tutte le banche, di questi tempi, possono dirsi a rischio.

Il consiglio più grande, che la vostra sia una banca più a rischio di altre o meno, è non avere mai più di 100.000 su un singolo conto. In questo modo si scampa alla normativa del bail in che prevedere che per salvare una banca a rischio si possano utilizzare i soldi dei privati prelevati sui conti della stessa banca con più di 100.000 euro.

L’elenco della BCE

Lo stess test della BCE di questa estate ha bocciato solo MPS (Monte dei Paschi di Siena), promuovendo invece Unicredit (che però arriva quarta tra le peggiori banche in Europa), Ubi, Banco Popolare e Intesa Sanpaolo che, sotto sforzo dell’Eba, ne uscirebbero indenni a differenza dell’istituto senese.

Le valutazioni della BCE sulle banche, e in questo caso sulle banche italiane, aiutano a comprendere la solidità e il grado di rischio degli istituti di credito del nostro Paese.
MPS è la peggiore tra le banche europee, la più rischiosa, e dopo il NO della BCE alla proroga per l’aumento di capitale, la crisi di MPS non conosce fini e prepara all’Italia ad un possibile bail in, dove a pagare per le banche fallite sono direttamente i risparmiatori (azionisti, obbligazionisti e in seguito i correntisti).

Una cosa è certa: le banche italiane a rischio fanno paura, proprio come oggi MPS. Ma quali sono le banche più rischiose in Italia il prossimo anno?

Banche a rischio in Italia

Il metodo più affidabile per comprendere quali sono le banche a rischio in Italia - che rischiano anche il bail in - è guardare all’elenco delle banche sotto commissariamento da parte della Banca d’Italia.

Le banche commissariate in Italia rappresentano un forte rischio poiché protagoniste di forti perdite patrimoniali e vittime di una gestione fallimentare. Basta pensare alle banche commissariate Banca Marche e Banca Etruria e tutto ciò che ne è scaturito dopo.

I rischi per chi ha il conto corrente presso una banca commissariata sono altissimi, per questo gli esperti di risparmio consigliano di rivolgersi a questi istituti esclusivamente per i servizi di conto corrente e non versarci delle alte somme di denaro.

Infatti, secondo il regolamento del bail in, nel processo straordinario del salvataggio di una banca vengono “salvati” i conti correnti con un saldo al di sotto dei 100.000 euro. Specifichiamo che essere commissariate non significa necessariamente rischiare il bail in o il fallimento.

Le banche italiane più a rischio sono:

  • Istituto per il credito sportivo
  • Banca Brutia
  • Cassa di risparmio di Loreto
  • Cassa di risparmio di Chieti
  • Banca popolare dell’Etna
  • Bcc Irpinia di Avellino
  • Banca popolare delle province calabre
  • BCC Banca Romagna Cooperativa
  • BCC Irpina
  • BCC Banca Padovana
  • Cassa rurale di Folgaria
  • Banca di Cascina
  • Banca Brutia
  • BCC di terra d’Otranto

Banche a rischio in Italia secondo il FT

Lo scorso anno, nella lunga attesa per l’arrivo del referendum costituzionale, il Financial Times ha pubblicato un elenco delle banche italiane a rischio nel caso di vittoria del NO alla riforma costituzionale, ciò che poi si è rivelato essere il risultato delle votazioni.

I mercati e le banche soffrono dell’incertezza politica italiana, che potrebbe rallentare il piano di risoluzione di alcuni degli istituti bancari attualmente più in crisi.
Sebbene Padoan sia stato confermato ministro dell’Economia nel nuovo Governo Gentiloni, la crisi senza fine di MPS fa temere per un effetto domino su tutto il comparto bancario italiano.

Secondo il FT, le banche a rischio nel 2017 dopo la vittoria del NO erano:

  • Banca Etruria;
  • CariChieti;
  • Banca delle Marche;
  • Cariferrara.
  • Monte dei Paschi di Siena;
  • Popolare di Vicenza;
  • Veneto Banca;
  • Carige.

Il Financial Times - che già si era schierato a favore del Sì alla riforma voluta dal governo Renzi - a fine novembre è tornato alla carica con un nuovo articolo sulle conseguenze negative per il sistema bancario italiano generate da un’eventuale vittoria del No.

Secondo il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito, con il fallimento del premier Matteo Renzi, sono otto le banche italiane a rischio fallimento.

Il quotidiano britannico ricorda che il presidente del Consiglio

“ha promosso una soluzione di mercato per risolvere i problemi da 4.000 miliardi di euro del sistema bancario italiano”.

Prosegue il Financial Times, che cita banchieri e funzionari di alto livello - una vittoria del No sapventa gli investitori, trattenendoli dal prendere parte agli aumenti di capitale degli istituti più in difficoltà. A questo si aggiunge il clima di incertezza che regna durante la creazione di un governo tecnico, spauracchio evocato anche da Renzi nelle sue ultime uscite.

Sempre sul Financial Times, il senatore a vita ed ex presidente del Consiglio Mario Monti aveva analizzato le possibili conseguenze del voto sul governo Renzi, sottolineando che in caso di vittoria del fronte contrario alla riforma costituzionale non c’è bisogno di un esecutivo tecnico:

“Al contrario, il presidente Sergio Mattarella potrà chiedere a qualcuno del governo in carica di formare un nuovo governo fino alle prossime elezioni nel 2018”.

Il senatore a vita aveva ribadito le ragioni per cui avrebbe votato No il prossimo 4 dicembre:

“Ci sono due diverse questioni: da una parte, i meriti delle riforme proposte, dall’altra quelli del premier stesso. Mischiare i due temi è un abuso di democrazia. Io voterò No al referendum, ma non vedo alcuna ragione perché Renzi si faccia da parte se il No prevarrà [...]. Voterò No perché gli svantaggi delle nuove norme costituzionali superano i vantaggi. Ma per quanto riguarda Renzi, non c’è nulla nella legge o nella prassi consolidata, che gli imponga di dimettersi nel caso che la riforma venga bocciata”.

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