Banche italiane più sicure: la classifica

Claudia Cervi

20/05/2022

21/05/2022 - 14:59

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La classifica delle banche italiane più sicure: gli istituti migliori secondo lo SREP della Bce, per Altroconsumo e per l’Università Bocconi. La guida per scegliere la banca più sicura.

Banche italiane più sicure: la classifica

Quali sono le banche più sicure in Italia? Una domanda che ricorre continuamente nella mente di chi vuole aprire un conto corrente da semplice risparmiatore o di chi vuole investire denaro.

La crisi finanziaria del 2007-2008, il fallimento di Lehman Brothers e altri scandali che hanno coinvolto le banche hanno distrutto la fiducia dei risparmiatori costringendo ad un irrigidimento del sistema di vigilanza per garantire a tutti i correntisti una maggiore trasparenza.

Dopo la crisi del 2008, l’EBA, l’Autorità bancaria europea, sottopone regolarmente le banche a stress test per misurarne il livello di solidità anche in condizioni avverse, progettate dalla Commissione europea.

Un tempo, pensare alla banca significava pensare a un luogo sicuro, ma i fallimenti e i salvataggi di alcuni istituti hanno sollevato la paura che, tramite il bail in o altre pratiche, i propri soldi siano in pericolo.

Attraverso lo studio di particolari parametri è possibile definire quali banche sono più sicure di altre. Tra questi sicuramente la quantità di crediti deteriorati che l’istituto ha in bilancio - parliamo di tutti quei prestiti che le banche hanno concesso ma che i debitori non riescono a ripagare.

Diverse istituzioni ed enti si sono spesso adoperati per sviluppare la propria classifica delle banche italiane più sicure. Di seguito riportiamo le analisi più recenti e anche quelle elaborate nel corso degli ultimi anni, con l’obiettivo di fornire una panoramica completa sull’argomento.

Banche più sicure: gli SREP BCE 2021

Nel febbraio 2022 la Vigilanza bancaria della Banca centrale europea (BCE) ha pubblicato gli esiti dello SREP (Supervisory Review and Evaluation Process) per il 2021. I risultati del test riflettono una valutazione più completa rispetto a quella del ciclo SREP 2020, adottato a causa dello scoppio della pandemia.

Il punteggio SREP medio complessivo per il 2021 è rimasto stabile rispetto a quelli dei cicli precedenti, segnalando che le banche europee hanno conservato solide posizioni patrimoniali e di liquidità.

Da questo test è possibile stilare una classifica delle banche italiane più solide.

Gli istituti sono stati ordinati sulla base della richiesta di capitale supplementare. Maggiore è stata la domanda, minore è risultata la solidità. Prima in classifica tra le italiane (e terza su scala europea) si è posizionata Credem, con una richiesta di solo l’1%.

  • Credem: 1%
  • Mediobanca: 1,58%
  • UniCredit: 1,75%
  • Intesa Sanpaolo: 1,79%
  • Banco BPM: 2,25%
  • BPER Banca: 2,30%
  • Credito Cooperativo Italiano: 2,50%
  • Monte dei Paschi di Siena: 2,75%
  • Banca Popolare di Sondrio: 2,77%
  • Iccrea Banca: 2,83%
  • Banca Carige: 3,25%


Come anticipato, alcune delle classifiche seguenti sono state stilate negli ultimi anni e si sono basate dunque su dati meno recenti. Esse sono state comunque riportate nell’articolo per una panoramica generale degli studi effettuati sul comparto.

La classifica di Altroconsumo.it

Anche Altroconsumo.it ha tentato di stilare una classifica delle banche migliori e peggiori esprimendo il punteggio tramite stelle (1 stella = banca più a rischio; 5 stelle = banca più sicura).

Al centro dell’analisi un campione di circa 300 istituti di credito studiati sia dal punto di vista del Cet1 ratio sia da quello del total capital ratio. La combinazione di questi due indicatori ha portato alla formulazione di un indice sintetico dal quale è derivata la definizione della classifica.

Di seguito quella delle banche migliori (a cinque stelle). Per ottenere il massimo punteggio viene tenuto in considerazione anche il Texas ratio, calcolato come rapporto tra i crediti deteriorati e la somma del patrimonio e degli accantonamenti sui crediti. Un valore inferiore a 1 è da considerare positivo.

  1. Banca Agricola Popolare di Ragusa
  2. Banca Generali (gruppo)
  3. Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni
  4. Banca Malatestiana Credito Cooperativo
  5. Banca Mediolanum (spa)
  6. Banca Profilo (gruppo e spa)
  7. Banca Santa Giulia
  8. Banco di Sardegna
  9. Bcc dell’Alto Tirreno della Calabria - Verbicaro
  10. Bcc di Casalgrasso e Sant’Albano Stura
  11. Bcc di Leverano
  12. Binck Bank
  13. Biver Banca - CR di Biella e Vercelli
  14. CR di Asti (spa)
  15. Cra di Castellana Grotte Credito Cooperativo
  16. Credifriuli Credito Cooperativo
  17. Credito Cooperativo di Brescia
  18. Credito Valtellinese (gruppo)
  19. Credito Valtellinese (spa)
  20. Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking (spa)
  21. Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking (gruppo)
  22. FinecoBank
  23. Iccrea Banca (spa)
  24. Mediocredito del Trentino
  25. MPS Leasing e Factoring
  26. Unicredit (spa)

Di seguito invece la classifica delle banche italiane peggiori (1 stella) secondo l’analisi citata:

  • Bcc di Venezia, Padova e Rovigo - Banca Annia
  • Banca Don Rizzo Credito Cooperativo della Sicilia Occidentale
  • Banca Privata Leasing
  • Banca Valdichiana – CC di Chiusi e Montepulciano
  • Bcc Colli Albani
  • Bcc di Cagliari
  • Bcc di Pisa e Fornacette
  • Bcc di Recanati e Colmurano
  • Bcc Valdostana- Coopérative de Crédit Valdôtaine
  • BTL – Banca del Territorio Lombardo
  • CR di Volterra
  • Crédit Agricole FriulAdria
  • Cru Bcc di Treviglio
  • Cru di Rovereto
  • Solution Bank
  • Banca Farmafactoring spa
  • ViVal banca

Banche solide: gli stress test del 2020

Nell’indagine sulle banche italiane più sicure come non citare l’esito degli stress test compiuti a luglio del 2021. In quell’occasione l’EBA (Autorità Bancaria Europea), ha promosso quattro dei cinque istituti valutati i quali hanno vantato una solidità patrimoniale di poco inferiore alla media europea, tranne Mps che ha registrato il peggior risultato tra le 50 banche esaminate. Nello scenario peggiore, il CET1 del sistema bancario europeo resta sopra il 10%:

  • Unicredit: Cet1 fully loaded ratio al 15,14%
  • Mediobanca: 14,51%
  • Intesa Sanpaolo: 14,04%
  • Banco BPM: 13,23%
  • Banca Mps: 9,86%

Classifica banche sicure Bocconi

Da un’analisi condotta dall’Università Bocconi di Milano nel 2017, risulta una classifica leggermente diversa delle banche più sicure in Italia. In quell’occasione tra i nomi degli istituti più solidi sono figurati:

  1. Intesa Sanpaolo, con un punteggio complessivo di 114 punti;
  2. UBI Banca con 111 punti;
  3. Banco Popolare* con 101 punti;
  4. Credem con 101 punti;
  5. BPM* con 95 punti;
  6. MPS con 85 punti;
  7. BPER con 85 punti;
  8. Credito Valtellinese con 80 punti;
  9. Banca Carige con 71 punti;
  10. UniCredit con 81 punti.

* prima della fusione

Come visibile dall’infografica, Mediolanum è stato l’istituto bancario con il maggiore indice di solidità patrimoniale, ma è stata esclusa dalla classifica delle top 10 banche più sicure d’Italia per l’attività svolta tramite la rete di promotori. Inoltre, dalla lista delle banche più solide è stata esclusa anche Mediobanca, data un’offerta non rivolta direttamente alla clientela privata.

Il punteggio indicato in questa classifica non è stato dato da un indice scientifico, piuttosto si è trattato di un “parametro di buon senso”. Inoltre, i tre coefficienti patrimoniali non hanno esaurito i rischi che una banca sopporta.

Per compilare la citata classifica delle banche più sicure in Italia, l’Università Bocconi di Milano ha utilizzato un metodo analitico e complesso, basandosi su sette indici differenti.

I ricercatori hanno analizzato i primi 20 gruppi bancari italiani utilizzando sette indici differenti per definire le banche migliori. Nel dettaglio, i sette indici utilizzati sono stati:

  • tre indici relativi alla patrimonializzazione: Cet1, Tier 1, Total capital ratio;
  • un indice di redditività sul totale attivo: il margine d’interesse più il saldo da commissioni e altri ricavi
  • uno indice relativo all’andamento in Borsa nell’anno in oggetto;
  • due ISC: l’indicatore sintetico del costo annuo che dà un prezzo di riferimento del conto corrente.

Il team di Stefano Caselli dell’Università Bocconi ha studiato i bilanci delle banche e i risultati del primo trimestre 2018 evidenziando una maggiore solidità degli istituti. Tra le banche tradizionali più solide sono emerse allora:

  • BPER: Cet1 (marzo 2018) al 14,61%
  • MPS: 14,4%
  • Creval: 14,4%
  • Mediobanca: 13,9%
  • Credem: 13,63%
  • Banco BPM: 13,48%
  • Intesa Sanpaolo: 13,3%
  • UniCredit: 13,13%
  • Banca Carige: 12,1%
  • Ubi Banca: 12%
  • Pop. Sondrio: 11,72%
  • Banco Desio: 11,65%
  • Banca Sella Holding: 11,49%

Ancora tra le banche online, dirette e/o altri modelli:

  • Mediolanum: 21,7%
  • Banca Generali: 20,3%
  • FinecoBank: 20,15%
  • Banca Fideuram: 16,8%
  • Ing. Group: 14,3%
  • Banca Farmafactoring: 12,9%
  • Banca Sistema: 11,8%
  • Banca Ifis: 11,1%

Banche italiane più sicure: la vecchia classifica BCE (2017)

Una vecchia valutazione del rating sulle banche italiane effettuata nel 2017 dalla Bce ha individuato cinque istituti bancari più sicuri nel nostro Paese. Tra i criteri utilizzati per realizzare la classifica nell’ambito della procedura Srep (Supervisory Review and Evaluation Process) troviamo:

  • il Cet1 - valore che misura il livello di sicurezza e solidità di una banca;
  • il Cet1 ratio - il rapporto che indica la soglia di capital guidance.

Le indicazioni date in occasione dello stress test della BCE dell’estate 2016 e i dati di bilancio del periodo hanno mostrato il rispetto dei requisiti dell’Eurotower da parte di 5 banche sicure - anche se è opportuno ricordare che entrano in gioco numerosi altri fattori nel definire se effettivamente un istituto è sicuro. Tra quelli individuati dalla BCE:

  1. Intesa Sanpaolo
  2. Unicredit
  3. UBI Banca
  4. Credem
  5. BPER

Come scegliere una banca sicura

Capire se una banca è più o meno sicura si può, eppure ad oggi non esiste ancora un metodo infallibile, soprattutto date le fragili condizioni del nostro sistema bancario. La scelta, ovviamente, non dipende da un unico parametro ma dall’analisi di molteplici elementi.

1) Preferire le grandi dimensioni
Un elemento da tenere in considerazione potrebbe essere la grandezza dell’istituto di credito. La scelta di privilegiare quelli più grandi a scapito di quelli di piccole dimensioni non sottrarrà il risparmiatore dal rischio di fallimento (si pensi soltanto al caso Lehman Brothers) ma potrebbe avere alcuni vantaggi.

Le banche di grossa dimensione sono sotto la lente della Bce con il meccanismo unico di vigilanza attraverso il quale la Banca Centrale Europea monitora l’andamento di circa 200 grandi istituti bancari europei. Grazie a questo meccanismo, il risparmiatore può contare sulla duplice vigilanza della Bce e di Bankitalia.

2) La reperibilità di informazioni
Le banche di grandi dimensioni sono hanno sicuramente una maggiore rilevanza a livello nazionale. Le informazioni sul loro status possono essere più facilmente reperite rispetto a news riguardanti le banche di piccole-medie dimensioni che, invece, non balzano così agli onori della cronaca. Con un facile accesso alle notizie riguardanti la propria banca, il risparmiatore potrà tenere d’occhio tutto ciò che riguarda il proprio istituto di credito.

Le grandi banche, inoltre, contano tra gli azionisti di maggioranza grandi fondi di investimento, fondi pensione e altri intermediari finanziari che vigilano sul patrimonio dell’istituto poiché non sono intenzionati a subire perdite sui propri investimenti.

3) La quotazione in Borsa può essere d’aiuto
Un punto a favore delle grandi banche potrebbe essere la quotazione in Borsa. Poter monitorare personalmente l’andamento del titolo azionario è già un bel vantaggio per il risparmiatore.

L’andamento del titolo azionario, se confrontato con l’andamento di settore, può fornire indicazioni utili sulla situazione economica della banca poiché il mercato azionario tende a prezzare o deprezzare un titolo in base alla situazione finanziaria dell’emittente. La quotazione in Borsa fa in modo che vi sia un altro controllo sulla propria banca, ossia quello della Consob.

4) Analisi di bilancio e CET1 ratio
Una scelta azzeccata potrebbe essere quella quella di valutare personalmente la salute economica della propria banca, attraverso l’analisi di bilancio o dei report finanziari trimestrali e semestrali in uscita periodica durante l’anno.

Per chi non fosse pratico, un parametro utile per la valutazione della salute finanziaria della propria banca è quello rappresentato dal Common Equity Tier 1.

Questo parametro esprime la solidità di una banca che viene calcolato attraverso il rapporto tra il Cet 1 (composto dal capitale ordinario) e le attività ponderate per il rischio.

Tuttavia, è bene fare una somma di questo parametro con tutte le informazioni disponibili sulla propria banca, utilizzando le linee guida esposte in precedenza.

Cosa minaccia la sicurezza di una banca

La classifica delle banche italiane è un buon metodo per capire se una banca è sicura oppure no. Tuttavia, ci sono altri metodi interessanti che potrete utilizzare per capire se una banca è solida. Ecco quali sono.

1) Obbligazioni e azioni
Cosa succede se si fa parte del gruppo di risparmiatori che ha sottoscritto obbligazioni o azioni proposte dalla propria banca? Come si fa a sapere se si tratta di investimenti sicuri? In primo luogo si possono controllare i ratio patrimoniali della propria banca (Cet1 ratio e Total capital ratio) che indicano la solidità patrimoniale dell’istituto.

Essi sono contenuti nelle relazioni trimestrali e semestrali direttamente sul sito ufficiale della banca. Più il ratio è elevato, più essa è solida, più i risparmi dovrebbero essere al sicuro.

Ma non c’è da fidarsi ciecamente di questi indicatori, per almeno due ragioni: in primo luogo perché si rifanno sempre a situazioni del passato, indicano cioè la situazione in cui la banca versava, non quello in cui versa; in secondo luogo perché sono facilmente manipolabili, come dimostrano i casi di Veneto Banca e Popolare di Vicenza costrette dalla Bce a svalutazioni miliardarie.

2) Accantonamenti su crediti deteriorati
Il livello di sofferenze e il loro grado di copertura è un fattore molto importante per capire se i risparmi sono al sicuro. In questo caso è fondamentale che la vigilanza svolga il proprio ruolo, perché solo attraverso essa sarà possibile capire qual è il grado di sofferenza dei crediti, la loro copertura e, soprattutto, la loro corretta valutazione.

In generale la regola vuole, comunque, che più gli accantonamenti sono bassi, più elevato è il rischio dal punto di vista economico-patrimoniale.

3) Le aggregazioni
La tendenza è ora quella di aggregare le banche perché il sistema è estremamente frazionato e debole. Il consolidamento del settore è uno degli obiettivi da raggiungere per ridare sicurezza e fiducia e il metodo perseguito al momento è quello della crescita dimensionale.

Per gli azionisti questa tendenza potrebbe portare dei vantaggi: potrebbe valorizzare il loro capitale e dare loro la possibilità di vendere azioni o esercitare il diritto di recesso.

Per gli obbligazionisti non cambia molto, in particolare per chi possiede titoli a media-lunga scadenza (3-4 anni), mentre per quelli a breve scadenza potrebbero aumentare le probabilità di rivedere i propri soldi.

Una banca più grande non significa in automatico più sicurezza, anzi. Per un banca più grande è più facile rendere meno trasparenti certe manovre e operazioni e inoltre, come dimostra il caso Lehman Brothers, un istituto di credito grande può fallire come chiunque altro.

4) Risparmi in titoli di stato e buoni postali
I titoli di Stato e i buoni fruttiferi postali potrebbero garantire un più elevato tasso di sicurezza per i propri risparmi.
Non sono titoli che assicurano rendite alte, ma sono meglio di una pletora di titoli ad alto rischio che minacciano di far evaporare tutti i vostri risparmi.

Un buon consiglio finale dunque per evitare di mettere a repentaglio i vostri soldi è quello di non investire su titoli di cui si capiscono poco, o per niente, funzionamento e rischi.

Come emerso da questo approfondimento, capire quali sono le banche italiane più e meno sicure è un’analisi decisamente complessa. La classifica infatti può cambiare a seconda dei parametri usati e dell’arco di tempo considerato.

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