Cambiare banca: come trasferire il conto, quanto tempo serve e cosa succede se la banca ritarda.
Cambiare banca costa zero e la procedura di portabilità deve essere completata entro 12 giorni lavorativi dalla ricezione di una richiesta completa. Non è necessario chiudere prima il vecchio conto né avvisare direttamente la vecchia banca, è il nuovo istituto a coordinare il trasferimento dei servizi di pagamento.
Se la banca non rispetta il termine previsto dalla legge, al cliente spetta un indennizzo automatico di 40 euro, al quale si aggiunge una maggiorazione calcolata in base ai giorni di ritardo, al saldo disponibile sul vecchio conto e al tasso soglia antiusura previsto per il periodo di riferimento.
La portabilità del conto corrente è operativa in Italia dal 2015 ed è stata completata nel 2017 con il recepimento della direttiva europea sui conti di pagamento. Sulla carta, quindi, trasferire un conto è relativamente semplice. Nella pratica, però, ci sono alcuni aspetti da controllare, dal conto titoli ai servizi collegati alla carta, passando per mutui, conti cointestati e accrediti ricorrenti.
Vediamo come funziona cambiare banca, cosa viene trasferito automaticamente, quali servizi richiedono un intervento separato, quanto spetta al cliente se la banca fa tardi e quali verifiche conviene fare prima di chiudere il vecchio rapporto.
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Come cambiare banca? Cosa dice la legge
La portabilità del conto corrente consente al consumatore di trasferire presso un nuovo conto il saldo positivo e i servizi di pagamento ricorrenti, come addebiti diretti, bonifici ricorrenti e accrediti di stipendio o pensione. La procedura è gratuita.
La disciplina è stata introdotta con il decreto legge 3/2015, convertito nella legge 33/2015, e successivamente completata dal decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 37, che ha recepito la direttiva europea 2014/92/UE sui conti di pagamento.
Per il consumatore i punti essenziali sono tre:
- il servizio di trasferimento è gratuito;
- la procedura deve essere completata entro 12 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta completa;
- in caso di ritardo imputabile alla banca, è previsto un indennizzo.
Il termine non va però interpretato come un obbligo di chiudere materialmente ogni rapporto bancario entro 12 giorni. La norma riguarda il trasferimento dei servizi di pagamento richiesti dal cliente. La Banca d’Italia chiarisce infatti che la nuova banca deve completare la procedura entro 12 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta completa di tutte le informazioni e i documenti necessari.
Come cambiare banca, passo dopo passo
Confronta le offerte usando l’ICC
Prima di cambiare istituto conviene capire quanto costa realmente il conto attuale e quanto costerebbe quello nuovo. Uno degli strumenti più utili è l’ICC, l’Indicatore dei Costi Complessivi, che permette di confrontare il costo annuo stimato dei diversi conti tenendo conto del profilo di utilizzo.
L’ICC è riportato nel foglio informativo del conto e può essere molto diverso dalla spesa effettivamente sostenuta dal singolo cliente, perché dipende dall’operatività concreta. La Banca d’Italia lo indica proprio come strumento per confrontare più facilmente i costi dei diversi conti correnti.
Non bisogna quindi fermarsi al solo canone mensile o annuale. Un conto apparentemente gratuito può diventare più costoso se prevede commissioni elevate per determinate operazioni, mentre un conto con un canone può risultare conveniente per chi utilizza molti servizi inclusi.
Apri il nuovo conto
Il nuovo conto deve essere aperto prima di avviare la procedura di portabilità. È infatti la banca ricevente a raccogliere la richiesta e a coordinare il trasferimento con l’istituto di origine.
Firma il modulo di trasferimento
Alla nuova banca bisogna compilare il modulo per il trasferimento, indicando i servizi che si intendono spostare. Possono rientrare nella procedura, tra gli altri, gli accrediti dello stipendio o della pensione, gli addebiti diretti delle utenze, i bonifici ricorrenti e il saldo del vecchio conto.
Il conto alla rovescia dei 12 giorni lavorativi parte quando la nuova banca riceve una richiesta completa di tutte le informazioni e dei documenti necessari. Se mancano dati o documenti indispensabili, la procedura può quindi subire uno slittamento.
La richiesta deve inoltre indicare la data dalla quale il trasferimento deve diventare operativo. La Banca d’Italia precisa che questa data deve essere distante almeno 12 giorni lavorativi dalla presentazione della richiesta.
Le due banche dialogano tra loro
A questo punto non devi occuparti personalmente dei rapporti tra i due istituti. È la nuova banca a gestire la procedura.
Durante il trasferimento, i servizi di pagamento devono continuare a funzionare. La vecchia banca rimane responsabile delle operazioni fino al giorno precedente alla data indicata per il trasferimento, mentre da quella data la responsabilità passa alla nuova banca.
Questo significa, per esempio, che una domiciliazione non dovrebbe essere interrotta semplicemente perché il trasferimento è ancora in corso.
Verifica, poi chiudi
Una volta completato il trasferimento, controlla che gli accrediti e gli addebiti siano effettivamente arrivati sul nuovo conto e che non siano rimasti servizi importanti sul vecchio rapporto.
La chiusura del vecchio conto va quindi considerata separatamente dal semplice trasferimento dei servizi: la portabilità riguarda infatti i servizi di pagamento richiesti dal cliente, mentre altri rapporti o prodotti collegati possono seguire procedure proprie.
Il conto titoli ha una procedura separata
Il deposito titoli richiede particolare attenzione perché non rientra nella normale procedura di portabilità dei servizi di pagamento.
Se hai investimenti presso la vecchia banca e vuoi trasferire anche il dossier titoli, devi quindi coordinare separatamente il trasferimento degli strumenti finanziari con il nuovo intermediario. Non bisogna confondere questa operazione con il trasferimento del conto corrente, che segue la procedura dei 12 giorni lavorativi.
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Prima di spostare il dossier è importante verificare anche la corretta trasmissione della documentazione fiscale relativa agli strumenti finanziari, compresi i prezzi di carico e le eventuali minusvalenze.
In particolare, se hai minusvalenze fiscali ancora utilizzabili, è opportuno accertarsi che la relativa documentazione venga correttamente trasferita al nuovo intermediario.
Se il conto è in rosso si può cambiare banca?
Sì. Il saldo negativo del vecchio conto non impedisce di chiedere la portabilità dei servizi di pagamento. La Banca d’Italia chiarisce espressamente che il trasferimento può essere richiesto anche quando il vecchio conto presenta un saldo negativo.
Questo non significa, naturalmente, che il debito verso la vecchia banca venga cancellato. Il saldo negativo rimane un’obbligazione del cliente e dovrà essere regolato secondo le modalità concordate con l’istituto.
Se la banca sfora i 12 giorni
La normativa prevede un indennizzo nel caso in cui la procedura non venga completata nei tempi previsti.
La somma parte da 40 euro e viene maggiorata in funzione del ritardo. La componente aggiuntiva dipende dal numero di giorni di ritardo, dal saldo disponibile sul vecchio conto al momento della richiesta e dal tasso soglia antiusura massimo applicabile nel periodo di riferimento.
In termini semplificati, la maggiorazione tiene conto della formula:
tasso soglia × saldo disponibile × giorni di ritardo / 365
La Banca d’Italia chiarisce inoltre che l’indennizzo non impedisce al cliente di chiedere anche il risarcimento di un eventuale danno ulteriore subito a causa del ritardo.
Un punto importante riguarda l’applicabilità della disciplina ai normali conti correnti bancari. Nel 2024 il Collegio di Coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario ha stabilito che il conto corrente bancario è un conto di pagamento e che, in caso di trasferimento, anche previa chiusura, si applica la disciplina sulla portabilità.
Quanto costa oggi un conto corrente
Il costo del conto corrente è diventato sempre più legato al modo in cui il cliente utilizza i servizi bancari.
Secondo la rilevazione di Altroconsumo aggiornata al 1° febbraio 2026, i conti online restano mediamente più economici, mentre aumentano i costi legati alle operazioni effettuate allo sportello e diventano sempre più importanti le condizioni necessarie per ottenere sconti sul canone.
L’analisi evidenzia inoltre una maggiore differenziazione dei costi in base all’operatività: le banche incentivano l’utilizzo dei canali digitali e possono applicare condizioni meno convenienti per chi utilizza maggiormente la filiale.
Per questo motivo non basta chiedersi quale sia la banca più economica in assoluto, bisogna capire quale conto sia più conveniente per il proprio modo di utilizzarlo.
Un cliente che effettua quasi tutto tramite app può avere convenienza con un conto online, mentre chi utilizza frequentemente lo sportello deve guardare con particolare attenzione alle commissioni applicate alle operazioni fisiche.
Quando conviene davvero cambiare banca
Non esiste una banca migliore per tutti. La convenienza dipende dalle esigenze del cliente, dai servizi utilizzati e dalle condizioni economiche applicate.
Il primo motivo per cambiare è il disallineamento tra costi e utilizzo. Se paghi un conto pensato per chi utilizza frequentemente la filiale ma fai tutto online, potresti trovare un’alternativa più conveniente.
Un’altra situazione frequente riguarda le condizioni agevolate. Alcuni conti prevedono riduzioni o azzeramenti del canone se accrediti lo stipendio o la pensione, oppure se rientri in una determinata fascia d’età. Prima di cambiare banca conviene quindi verificare se hai già diritto a condizioni migliori presso l’istituto attuale.
Infine ci sono le esigenze legate ai servizi. Un conto multivaluta, un dossier titoli, determinate carte o un servizio di assistenza possono avere un valore superiore alla semplice differenza di canone.
Cosa viene trasferito e cosa no
La portabilità può comprendere il saldo positivo, gli addebiti diretti, i bonifici ricorrenti e gli accrediti ricorrenti, come stipendio e pensione.
Ci sono però servizi che richiedono attenzione separata:
- il deposito titoli, che non segue la procedura ordinaria dei servizi di pagamento;
- i pagamenti ricorrenti effettuati tramite carta di credito e non tramite addebito diretto sul conto, che devono essere verificati e, quando necessario, riconfigurati sulla nuova carta;
- i prodotti collegati al rapporto, come alcune polizze, fondi o altri servizi finanziari, che possono avere regole proprie.
Per questo, prima di presentare la richiesta, è utile controllare gli ultimi mesi di movimenti del conto e individuare tutti gli accrediti e gli addebiti ricorrenti.
La checklist prima di chiudere il vecchio conto
Prima di considerare concluso il cambio di banca è utile:
- non azzerare il saldo troppo presto, lasciando la disponibilità necessaria per eventuali operazioni ancora in corso;
- verificare gli accrediti e gli addebiti ricorrenti sul nuovo conto;
- controllare le domiciliazioni delle utenze e degli altri servizi;
- verificare i pagamenti effettuati con carte, che seguono una procedura diversa dagli addebiti diretti;
- controllare eventuali prodotti collegati, come deposito titoli, polizze e finanziamenti;
- conservare la documentazione relativa alla chiusura del vecchio rapporto.
Non è obbligatorio avvisare personalmente la vecchia banca perché la procedura viene coordinata dalla nuova. Tuttavia, per i rapporti esterni alla portabilità, come un datore di lavoro o un fornitore che utilizza coordinate bancarie non correttamente aggiornate, una verifica aggiuntiva può evitare problemi.
Come funziona per i conti cointestati
Se il vecchio conto è cointestato, la richiesta di portabilità deve essere firmata da tutti i cointestatari. È quindi importante che tutte le persone intestatarie del conto forniscano le autorizzazioni richieste.
Una firma mancante o una richiesta incompleta può impedire alla nuova banca di avviare correttamente il conteggio dei 12 giorni lavorativi.
Cambiare banca significa spostare anche il mutuo?
No. Il conto corrente e il mutuo sono rapporti distinti. È quindi possibile chiedere la portabilità dei servizi di pagamento anche quando si ha un mutuo o un altro finanziamento presso la vecchia banca. La Banca d’Italia chiarisce espressamente che la presenza di un mutuo non impedisce la portabilità del conto.
Prima di cambiare, però, bisogna controllare il contratto del mutuo. Alcune condizioni economiche possono essere collegate all’utilizzo di determinati servizi bancari. Se, per esempio, il conto garantisce uno sconto sullo spread o l’azzeramento di alcune spese, bisogna calcolare quanto costerebbe perdere quell’agevolazione.
Il confronto da fare è semplice: quanto risparmi con il nuovo conto e quanto perdi, eventualmente, sulle condizioni del mutuo?
Se qualcosa va storto
Il primo passo è presentare un reclamo scritto alla banca, indicando la data della richiesta di portabilità, la documentazione presentata e il problema riscontrato.
Se la risposta non arriva o non è soddisfacente, il cliente può rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario, il sistema stragiudiziale di risoluzione delle controversie bancarie e finanziarie. È inoltre possibile segnalare alla Banca d’Italia eventuali comportamenti degli intermediari che riguardino profili di vigilanza.
Nel caso di ritardo nella portabilità, è importante conservare la richiesta originale e tutta la documentazione che permetta di stabilire quando la banca ha ricevuto una domanda completa.
Cambiare banca per un conto online
I conti online restano mediamente più economici rispetto a quelli tradizionali, ma non significa che siano automaticamente la scelta migliore per tutti. La rilevazione di Altroconsumo del febbraio 2026 conferma che il costo dipende sempre più dall’operatività del cliente e dalle condizioni necessarie per ottenere gli sconti.
Una delle vecchie raccomandazioni era quella di evitare di collegare troppi servizi al conto per poterlo cambiare più facilmente in futuro. Oggi questa cautela ha molto meno senso: proprio la portabilità è stata introdotta per consentire di trasferire i principali servizi di pagamento ricorrenti senza doverli riconfigurare uno per uno.
Il punto, quindi, non è tenere il conto «vuoto» per poterlo cambiare rapidamente, ma scegliere periodicamente l’offerta più conveniente e verificare che tutti i servizi collegati siano effettivamente trasferibili.