Obbligazioni subordinate: cosa sono, come funzionano e perché sono rischiose. Guida

Obbligazioni subordinate: cosa sono e come funzionano. Di seguito tutte le info per chiarire i dubbi sull’argomento obbligazioni

Obbligazioni subordinate: cosa sono, come funzionano e perché sono rischiose. Guida

Cosa sono le obbligazioni subordinate? Quali rischi si corrono sottoscrivendole? Il mercato obbligazionario è in costante crescita e sono molti i piccoli investitori che ogni giorni ci si avvicinano.

Prima di effettuare un qualsiasi tipo di investimento, anche piccolo, è buona regola conoscere bene lo strumento con cui si vuole operare.

Se il vostro desiderio è quindi quello di investire in obbligazioni vi converrà informarvi sulle varie possibilità di titoli che avete a disposizione. Di seguito potrete conoscere meglio le obbligazioni subordinate, un particolare tipo di investimento che piace a molti Italiani.

Obbligazioni subordinate: cosa sono?

Prima di scoprire i rischi e il tasso di redditività sarà meglio comprendere cosa sono le “obbligazioni subordinate” e come funzionano.

Di seguito illustriamo un vedemecum con le caratteristiche delle obbligazioni subordinate, sotto i riflettori in queste ultime settimane in quanto uno degli strumenti che, per il loro alto grado di rischio e secondo la gerarchia del bail in, che è entrato in vigore dal 2016.

Le obbligazioni subordinate sono un particolare tipo di investimento in cui il pagamento delle cedole ed il rimborso del capitale, in caso di difficoltà finanziarie dell’emittente, dipendono dalla soddisfazione degli altri creditori non subordinati (o subordinati di livello inferiore).

Le obbligazioni subordinate sono spesso denominate “junior” per distinguerle da quelle non subordinate (o “senior”).

In termini di rendimento e di rischio, le obbligazioni subordinate si pongono in una posizione intermedia tra le obbligazioni tradizionali e i titoli azionari.
Le obbligazioni subordinate sono quei titoli che, in caso di inadempienza di pagamento da parte della società emittente, verranno rimborsate per ultime, dopo che saranno soddisfatti gli obbligazionisti ordinari o senior.

Obbligazioni subordinate perché sono rischiose?

Come tutte le obbligazioni (in inglese bond) sono dei titoli di debito emessi che consentono a chi li compra di diventarne creditore e di acquisire il diritto del rimborso del capitale investito più un interesse o cedola periodica.

A differenza delle obbligazioni ordinarie, le subordinate hanno un alto grado di rischio poiché in caso di fallimento dell’emittente, i possessori di bond subordinati saranno risarciti solo dopo altre tipologie di creditori.

In alcuni casi l’investitore può subire perdite irrecuperabili. Secondo le nuove norme europee con l’introduzione del Bail in, che dal 1° gennaio 2016 è diventato operativo, dopo le azioni sono proprio le obbligazioni subordinate a concorrere al salvataggio di una banca in grave dissesto finanziario.

Obbligazioni subordinate: livello di rischio e redditività

Chi decide di investire in obbligazioni subordinate è sottoposto ad un livello di rischio superiore rispetto a chi investe in obbligazioni ordinarie.

A far da contraltare a questa maggiore dose di rischio, c’è una maggiore redditività. E, in un epoca in cui i rendimenti sono compressi dalle politiche monetarie accomodanti, le obbligazioni subordinate riscuotono molto successo tra gli operatori.

In caso di fallimento o di liquidazione dell’emittente, le obbligazioni subordinate vengono risarcite per ultime. Per primi sono rimborsati i titolari di obbligazioni ordinarie, e successivamente i titolari di obbligazioni subordinate.

Obbligazioni subordinate: caratteristiche
A questo punto, è utile conoscere alcune importanti caratteristiche che contraddistinguono le obbligazioni subordinate:

1) Sono strumenti molto complessi

Sono strumenti “intrinsecamente” molto complessi. per la natura stessa del rendimento legato all’alto grado di rischio. Non sempre si evince il grado di rischio a cui si è esposti dalla relativa documentazione.

Per capire bene il loro funzionamento bisogna conoscere bene le logiche di funzionamento delle banche centrali e degli intermediari creditizi. Ad esempio, nel caso di bond subordinati Tier 3, (che vedremo più avanti) il rimborso del capitale alla scadenza dello strumento deve essere autorizzato dalla banca centrale da cui dipende l’emittente.

2) Non hanno sempre una data certa di rimborso del capitale: “extension risk”

Molte obbligazioni subordinate non hanno una vera e propria scadenza dal momento che la scadenza a volte non esiste oppure è troppo lontana. Quando non è esplicitata la scadenza, è prevista una procedura chiamata call, che consente alle società emittenti un’opzione di rimborso anticipato a partire da una certa data.

Negli ultimi anni si è diffusa la pratica dell’extension risk ossia dell’incertezza sull’effettiva scadenza dell’investimento che rende difficile stimare il suo rendimento.

3) La maggior parte dei bond subordinati sono “illiquidi”

Spesso questi tipi di bond sono illiquidi, questo significa che i risparmiatori che hanno difficoltà a rivenderli nel momento del bisogno.
Un problema che non si deve in nessun caso sottovalutare!

4) Hanno un alto grado di rischio difficile da diversificare

Il rischio di credito è molto alto. In caso di dissesto o di fallimento l’investitore può perdere il 100% del capitale investito.
Infatti il rischio che comporta questo tipo di strumento è molto simile a quello di un portafoglio azionario.

Obbligazioni subordinate: le tipologie

Con le ultime regole di Basilea 3 sui requisiti minimi di capitale le tipologie di obbligazioni subordinate sono diventate due Tier 1 e Tier 2. Precedentemente le tipologie erano 4 e poiché sono ancora in circolazione, in quanto presenti nei portafogli di molti risparmiatori ne spieghiamo brevemente le tipologie:

  • Obbligazioni subordinate Tier 1: sono le più rischiose. Spesso non sono previste scadenze e in particolari situazioni l’emittente può posticipare o addirittura cancellare una cedola.
  • Obbligazioni subordinate Upper Tier 2: Dopo i bond tier 1 sono quelli più rischiosi. Nei casi più particolari l’emittente può decidere di posticipare una cedola ma non cancellarla. Non è sempre prevista una scadenza finale tuttavia quasi mai si rischia di perdere il capitale.
  • Obbligazioni subordinate Lower Tier 2: Rientrano tra i bond più comuni. Spesso hanno una durata decennale e gli interessi vengono sospesi solo in gravi casi di insolvenza. Hanno una scadenza fissa oppure prevedono una clausola di rimborso anticipato alla prima data consentita che la banca ha l’obbligo di praticare.
  • Obbligazioni subordinateTier 3: Sono i bond meno rischiosi e meno remunerativi in quanto non considerati dalle banche quale parte del capitale di vigilanza. Hanno una scadenza breve che va dai 2 ai 4 anni

Obbligazioni subordinate: società emittenti

Il tasso di rischio è legato anche alla qualità della società emittente; è ovvio che se la società rappresenta una realtà economica piccola o di recente debutto nel settore obbligazionario, le obbligazioni subordinate saranno più rischiose, e di conseguenza anche più remunerative.

Quindi prima di comprare delle obbligazioni subordinate vi consigliamo di conoscere attentamente la società nella quale si sta investendo e in che modo opera. Scoprite soprattutto qual è il sentiment degli investitori verso quella società e fate in modo di capire quali sono le reali possibilità che essa fallisca.

Le principali emittenti di questo tipo di obbligazioni sono le banche, queste infatti ricorrono spesso a tali titoli perché rientrano nel computo del loro patrimonio supplementare , consentendo così di accrescere il patrimonio di vigilanza senza ricorrere ad aumenti di capitale.

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