Banche italiane: a maggio sofferenze in calo, migliora qualità del credito

I tassi d’interesse ai minimi storici favoriscono l’erogazione di prestiti di qualità superiore. Rispetto al picco della crisi NPL (novembre 2015) lo stock si è ridotto del 63,3%

Banche italiane: a maggio sofferenze in calo, migliora qualità del credito

A maggio lo stock di crediti deteriorati in pancia alle banche italiane è sceso.

Lo certifica l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) nel consueto Rapporto mensile dove viene spiegato che le sofferenze nette, cioè quelle cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, si attestano a 32,6 miliardi di euro.

L’attestazione ABI di fatto va nella stessa direzione indicata venerdì dall’agenzia di rating Dbrs, che ha motivato la conferma del rating e del relativo outlook citando i progressi fatti dalle banche nel miglioramento della qualità del credito.

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E infatti migliora anche la qualità dei prestiti erogati, con il tasso medio sulle nuove erogazioni – scrive l’associazione guidata da Antonio Patuelli – che è sceso all’1,36% contro l’1,43 del mese precedente.

Meno sofferenze per le banche italiane: i dettagli di ABI

Rispetto ad un anno fa le sofferenze contenute nei bilanci delle banche italiane sono in forte calo rispetto ai 50,8 miliardi registrati un anno fa (-18 mld rispetto a maggio 2018, pari al -36%) e ai 76,8 miliardi di due anni prima (-44,1 mld rispetto a maggio 2017, pari al -57%). ABI sottolinea che:

«A confronto con il livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015, quando era pari a 88,8 miliardi, la riduzione è di oltre 56 miliardi, a -63,3%».

Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali invece, continua l’Abi, si è attestato all’1,88% a maggio 2019 (era 2,93% a maggio 2018, 4,39% a maggio 2017 e 4,89% a novembre 2015).

Tassi sui prestiti a famiglie e imprese ai minimi storici

Nel rapporto mensile l’associazione guidata da Antonio Patuelli fa il punto anche sui prestiti, mutui e i tassi di interesse. Dai dati al 30 giugno 2019, emerge che i prestiti a famiglie e imprese registrano una crescita su base annua pari all’1%, mentre l’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +2,5% su base annua. Segno opposto invece per i prestiti alle imprese che, nonostante i tassi ai minimi storici, scendono dello 0,2% su base annua.

Proprio in merito ai tassi, a giugno 2019 sottolinea l’Abi, si raggiungono nuovi minimi storici. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è pari a 1,78% dopo l’1,85% registrato a maggio 2019 e il 5,72% di fine 2007. Anche il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso, risultando pari a 1,36% contro l’1,43% del mese precedente e il 5,48% a fine 2007.

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