BCE: gli spread sui bond italiani scesi ai minimi prima del Governo Draghi

Pierandrea Ferrari

25 Marzo 2021 - 16:57

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Secondo i calcoli della BCE, prima dell’avvento del nuovo Governo Draghi, gli spread sui bond italiani sono scesi verso nuovi minimi pluriennali.

BCE: gli spread sui bond italiani scesi ai minimi prima del Governo Draghi

Tra dicembre e marzo gli spread sui bond italiani sono scesi verso nuovi minimi pluriennali, per poi tornare a crescere. Questa la risultante dei calcoli effettuati dalla BCE, che ha preso in esame il trimestre precedente alla formazione del nuovo Governo Draghi.

Il bollettino dell’Eurotower vede l’Italia staccare, in termini di riduzione dei differenziali di rendimento, le prime due economie dell’Eurozona, Germania e Francia.

Calano gli spread sui bond italiani

In attesa di misurare l’impatto del nuovo corso Draghi sulla fiducia degli investitori sul sistema Italia, dunque, gli spread sui bond nostrani toccano nuovi minimi. Nel dettaglio, i differenziali di rendimento del Btp a dieci anni si sono ridotti di 12 punti base tra il 10 dicembre e il 10 marzo, attestandosi a quota 0,73%.

Per fare un raffronto con i partner dell’Area Euro, nello stesso periodo il board di Francoforte ha stimato che gli spread sui titoli di pari durata tedeschi e francesi sono aumentati di 1 pb, a quota 0,26% i primi e 0,01% i secondi.

L’Italia vince il confronto soprattutto con la Spagna, che nel trimestre sotto osservazione ha visto gli spread sul benchmark a dieci anni salire di 6pb, con tassi a 0,41%, mentre il Portogallo segue la scia con una contrazione dei differenziali di rendimento di 1pb e tassi a quota 0,30%.

Pil europeo in contrazione nel primo trimestre 2021

Sul fronte del Pil europeo, invece, la BCE ha evidenziato la possibilità che “in termini reali segni un’ulteriore contrazione nel primo trimestre dell’anno”. Dietro le previsioni dell’Eurotower il passo ancora incerto della campagna vaccinale nel continente, che potrebbe allontanare l’atteso rimbalzo economico e portare ad una estensione dei provvedimenti restrittivi negli Stati membri.

Misure, queste, che “gravano sull’attività economica dell’area nel breve periodo”, ma la banca centrale ha sottolineato anche come gli andamenti economici continuano ad essere disomogenei in base ai paesi e ai comparti.

Una situazione di prolungata incertezza che sta condizionando i consumatori e producendo marcati effetti sul tasso di occupazione e sui volumi di reddito. Occhi puntanti anche sul fronte imprese, con il deterioramento della situazione patrimoniale che potrebbe continuare a gravare sugli investimenti.

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