Allarme BCE: il nuovo piano di Quantitative Easing è già sotto attacco

Nuove grane per Christine Lagarde: aumentano i contrari al piano di Quantitative Easing della BCE.

Allarme BCE: il nuovo piano di Quantitative Easing è già sotto attacco

Il nuovo round di Quantitative Easing (QE) finisce già sotto accusa. Varato nel corso della riunione del 12 settembre, il nuovo piano di acquisto asset da 20 miliardi mensili della Banca Centrale Europea è sotto attacco (Riunione BCE: Draghi annuncia il QE a tempo indeterminato).

Lo shopping della BCE, che ha sin dalle prime battute stupito per gli operatori per quanto riguarda la composizione degli acquisti (La BCE stupisce tutti: i bond acquistati nella prima settimana di QE), sta già alimentando le prime polemiche.

E, guarda caso, le voci contrarie al nuovo piano di allentamento monetario della BCE arrivano dalla Germania.

BCE: un nuovo falco nel board

“Non sono certa che fosse assolutamente necessario far ripartire il piano di acquisto asset in quel momento”.

È quanto ha detto Isabel Schnabel, prossima rappresentante tedesca al board della BCE, nel corso dell’udienza convocata per la sua conferma davanti al parlamento europeo.

“Se avessi votato –ha proseguito Schnabel- avrei rimarcato la possibilità di aspettare con il piano di acquisto asset della BCE, anche se alla fine la decisione sarebbe stata la stessa”.

BCE: ecco perché Schnabel avrebbe votato contro

La posizione del neo membro del Consiglio della BCE non sarebbe comunque rimasta isolata, visto che la votazione che ha dato il la al nuovo piano di shopping è stata presa con un terzo di voti contrari.

Schnabel ha detto che i recenti dati macroeconomici, rivelatisi migliori delle stime, hanno allontanato i timori di una recessione per l’area euro.

BCE: Schnabel, banche tedesche? Non brillano

Recentemente abbiamo sentito parlare di Isabel Schnabel, che nel board della BCE prenderà il posto della dimissionaria Sabine Lautenschläger, per le posizioni assunte sulla questione relativa l’assicurazione sui depositi.

A fronte delle polemiche sorte in patria, dove (anche) questa misura è vista come un regalo alle nostre banche, Schnabel ha rimarcato che si tratta di affermazioni che si fondano sul presupposto che “le banche tedesche stanno andando molto bene e che invece quelle italiane si trovano in cattive acque, e questo non è vero”.

“Anche nel nostro Paese (la Germania ndr) ci sono istituti che non paiono molto brillanti”.

L’assicurazione europea dei depositi è destinata a funzionare come polizza di riassicurazione. “Le garanzie di deposito nazionali dovrebbero essere le prime a intervenire e solo se i fondi nazionali fossero esauriti, allora la liquidità arriverebbe dal fondo europeo, ma solo come prestito”.

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