Azioni in volo, comparto bancario da record. E se il mercato stesse sbagliando tutto?

Tommaso Scarpellini

23 Novembre 2022 - 16:15

condividi

Continuano gli acquisti in Borsa, soprattutto sui titoli bancari. Perché il mercato azionario sta ignorando il rischio di recessione?

Azioni in volo, comparto bancario da record. E se il mercato stesse sbagliando tutto?

Il comparto bancario europeo risulta fra i settori borsistici più performanti delle ultime settimane. Lo STOXX 600 Banks si posiziona in cima alla classifica dei rendimenti settimanali e nella parte alta di quelli mensili. Più nel dettaglio, sebbene presenti un andamento YTD negativo, l’andamento annuale è fra i migliori degli indici di borsa europei.

Questa evidenza viene confermata dai titoli bancari, che da ottobre regalano ottime performance ai propri investitori. Il timore di una recessione economica causata da un eccessivo aumento dei tassi d’interesse della Federal Reserve si fa sempre più vivo, come espresso dall’andamento del mercato obbligazionario, quello delle commodities e valutario. All’appello manca il comparto azionario, che al momento non prezza il rischio recessione, creando ancora più hype per il tanto atteso «rally natalizio». Nello specifico, il settore bancario ad oggi non dà affatto peso a questa situazione, creando dei dubbi riguardo al tipo di recessione a cui i mercati occidentali potrebbero andare in contro.

Il comparto bancario non intende fermarsi

Fra i settori più in crescita del comparto azionario europeo vi è quello bancario. Sebbene nella settimana del 21 novembre vi sia stata una leggera flessione, i titoli bancari arrivano da una lunga serie di settimane positive. Fra i più scambiati vi Intesa Sanpaolo, che da ottobre mostra un andamento positivo maggiore del 30%. Lo stesso vale per gli altri titoli appartenenti allo stesso settore, come confermato dall’andamento dell’indice europeo.

L’azionario ignora il rischio recessione

Il mercato azionario sta probabilmente scontando l’aspettativa di un allentamento della politica monetaria delle banche centrali vista la riduzione del dato sull’inflazione uscito nel mese di novembre. I più attenti osservatori si saranno però resi conto di una certa discrepanza esistente fra i timori recessivi e l’andamento dei titoli azionari, nello specifico il comparto bancario. Non è logico infatti aspettarsi una recessione e in contemporanea assistere a un massiccio incremento dei volumi di acquisto sui titoli appartenenti a questo settore. Questa evidenza rappresenta un’importante anomalia e crea il presupposto per ipotizzare uno scenario recessivo diverso rispetto a quelli passati, primo su tutti quello del 2008. Alcuni analisti si aspettano piuttosto un panorama inflattivo e allo stesso modo recessivo , molto più simile a quanto successo in occasione della crisi degli anni ’70.

Il mercato si sbaglia?

Una famosa massima che si avvicina quasi a un dogma per molti trader e analisti è «il mercato non si sbaglia mai». Il mercato infatti non è un interlocutore con il quale poter avviare una discussione, è così e basta. Però rappresenta anche l’espressione dell’aspettativa degli operatori di borsa. È quindi possibile che questa ripartenza del mercato sia un errore di valutazione di quest’ultimi?

Guardando i fatti, potrebbe anche darsi: le aziende tech, e non solo, hanno iniziato importanti ridimensionamenti della propria forza lavoro in previsione di una rilevante correzione dei propri fondamentali. Questo potrebbe essere un segnale di cambiamento rispetto al passato e rispetto ai dati fuoriusciti sul fatturato e l’utile del terzo trimestre (stranamente positivi e promettenti).

Iscriviti a Money.it

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.