Mediaset accelera sul progetto paneuropeo e il mercato apprezza

Alessio Trappolini

18/04/2019

Pier Silvio Berlusconi ha due certezze: l’esclusione di Vivendi da qualsiasi ruolo attivo nel progetto e la data limite del 27 luglio prossimo. Ecco perché

Mediaset accelera sul progetto paneuropeo e il mercato apprezza

Mediaset pensa in grande per il proprio futuro e si fa promotrice del progetto di aggregatore paneuropeo delle tv generaliste.

Per il momento ancora nessuna indiscrezione su quali saranno i partner di Mediaset in questo progetto, ma l’amministratore delegato Pier Silvio ha due certezze. La prima che i francesi di Vivendi, che detengono il 29,9% dei diritti di voto di Mediaset, non avranno alcun ruolo attivo nel futuro del Biscione; la seconda riguarda le tempistiche: Berlusconi ha fissato al 27 luglio, quando si terrà il prossimo Cda dell’azienda, la data limite per decidere se distribuire o meno il dividendo sul bilancio 2018 che dipenderà proprio dal buon fine o meno della creazione di questa alleanza paneuropea.

«Stiamo lavorando con impegno per trovare una quadra industriale. Prima di decidere su come farlo e con chi, vogliamo essere convinti di un progetto che abbia un senso industriale e che possa stare in piedi; le possibilità sono tante», ha dichiarato Pier Silvio Berlusconi alla stampa a margine dell’assemblea.

Azioni Mediaset mettono il turbo a Piazza Affari

Le parole del numero uno di Mediaset hanno letteralmente messo le ali alle azioni del Biscione quotate a Piazza Affari. Al momento della scrittura il titolo Mediaset si muove in rialzo del +3,3% e tenta di smarcarsi definitivamente dalla quota psicologica a 2,80 euro.

La Borsa apprezza anche l’approvazione da parte dei soci del provvedimento sul voto maggiorato che «blinderà ancora di più la Fininvest della famiglia Berlusconi nel capitale della società televisiva».

Il secondo azionista Vivendi viene rilegato sempre più ad un ruolo passivo dopo la decisione di non partecipare ai lavori assembleari.

Ne abbiamo trattato questa mattina, sulla notizia che il Cda di Mediaset aveva deliberato l’esclusione dal diritto di voto sia a Vivendi che a Simon Fiduciaria, a cui i francesi hanno girato il 19,19% del capitale di Mediaset per ottemperare alla richiesta dell’Agcom a seguito della doppia partecipazione anche in Tim (clicca qui per approfondire). Nonostante al rappresentante di Vivendi, il capo ufficio legale Caroline Le Masne de Chermont, è stato concesso l’ingresso in assemblea, i francesi hanno deciso di non intervenire.

«Non è una forzatura. Si tratta di una questione tecnico legale, non hanno diritto di voto, potevano entrare ma hanno scelto di non farlo», ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi.

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