Avigan, dal Giappone un farmaco contro il Coronavirus: funziona veramente?

Avigan/Favipiravir: in Giappone esiste un farmaco anti-influenzale che potrebbe avere effetti positivi anche sul Coronavirus. I primi test lo confermano, ma è ancora presto per vederlo in Italia.

Avigan, dal Giappone un farmaco contro il Coronavirus: funziona veramente?

Coronavirus: mentre in tutto il mondo si cerca un vaccino, in Giappone e in Cina è si stanno effettuando i test clinici su di un farmaco, l’Avigan, utilizzato in alcuni casi di pazienti affetti da Coronavirus SARS-COV-2 e da COVID-19.

Come noto, in Cina la situazione sta tornando alla normalità, così come in Giappone dove però - nonostante la vicinanza - l’epidemia sembra aver colpito in maniera molto meno pesante.

Ebbene, sembra che proprio in Giappone sia stato utilizzato un farmaco in grado di guarire il maggior numero di pazienti affetti da Coronavirus: l’Avigan. A confermare la notizia è stato Zhang Xinmin, funzionario del ministero cinese della Scienze e della Tecnologia che - come riportato dal The Guardian - ha illustrato gli effetti positivi di questo farmaco anti-influenzale nel trattamento del Coronavirus SARS-COV-2 e di COVID-19.

Ma cos’è questo farmaco e quali sono i risultati dei test effettuati? E soprattutto: è possibile che presto l’Avigan venga utilizzato anche in Italia per la cura da Coronavirus?

Avigan, il farmaco giapponese contro il Coronavirus

L’Avigan è un farmaco contro l’influenza sviluppato (nel 2014) e commercializzato dai giapponesi di Fujifilm Holdongs. Il vero nome (Avigan è quello commerciale) è Favipiravir e sembra avere conseguenze molto positive nel trattamento da Coronavirus (tant’è che nell’ultimo periodo le azioni di Fujifilm sono cresciute del 15%). È per questo che in Giappone sembra lo abbiano utilizzato già nei primi casi positivi accertati a febbraio.

Come anticipato, la conferma della bontà del farmaco è arrivata dalla Cina che adesso ne ha raccomandato ufficialmente l’utilizzo nella profilassi per Coronavirus.

Nel dettaglio, Zhang Xinmin, direttore del Centro nazionale cinese per lo sviluppo della biotecnologia (che fa parte del Ministero delle Scienze), ha confermato che i primi studi clinici effettuati a Wuhan e Shenzhen - su un totale di 340 pazienti - hanno dato risultati molto incoraggianti.

Il farmaco ha un “livello elevato di sicurezza ed è chiaramente efficace nel trattamento”, ha spiegato Xinmin. Nel dettaglio, nei pazienti che hanno contratto il Coronavirus, l’utilizzo dell’Avigan ha portato ad una negativizzazione in soli quattro giorni; senza questo farmaco, invece, per la guarigione ci sono voluti undici giorni.

Vantaggi importanti anche sull’apparato respiratorio. Le radiografie effettuate sulla totalità dei pazienti a cui è stato somministrato l’Avigan hanno accertato un miglioramento delle condizioni polmonari nel 91% dei casi, mentre per quelli che non lo hanno preso solamente nel 62%.

È per questo motivo che adesso l’Avigan sarà prodotto in serie anche in Cina (ma con licenza giapponese). E in Italia?

Quando l’Avigan verrà utilizzato anche in Italia?

Da parte dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) c’è tutta l’intenzione di utilizzare qualsiasi farmaco che si riveli utile per la cura da Coronavirus.

Tuttavia, l’ok per farmaci come l’Avigan/Favipiravir arriverà solamente dopo che studi clinici saranno in grado di dimostrare l’efficacia reale di questo farmaco.

Perché effettivamente è troppo presto parlare di efficacia della cura, visto che il test effettuato in Cina ha interessato poco più di 300 pazienti. Inoltre, come svelato dal giornale giapponese Mainichi Shimbun, una fonte anonima del Ministero della Salute giapponese avrebbe dichiarato che l’Avigan è stato somministrato solamente su un numero esiguo di pazienti, “circa 70-80 persone”. E che questo non si è neppure rivelato “così efficiente per i casi in cui il virus si è già moltiplicato”.

Senza dimenticare poi che Fujifilm, proprietaria di Fapiravir, solamente in queste settimane ha autorizzato la ricerca clinica da parte degli ospedali giapponesi.

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