Mario Draghi al Parlamento Europeo conferma: il QE aumenterà se necessario sulla scia delle condizioni economiche mondiali. I dettagli dell’intervento.
Il presidente delle Banca Centrale Europea (BCE) Mario Draghi, nel suo intervento introduttivo all’udienza al Parlamento Europeo, ha ribadito che la banca è pronta a modificare la dimensione, la durata o la composizione del suo programma di quantitative easing (QE) attuale se necessario.
L’aspettativa del mercato sulle parole di Mario Draghi era molto alta: dopo la decisione della Federal Reserve - banca centrale degli Stati Uniti - di lasciare i tassi di interesse invariati a seguito della riunione del FOMC della scorsa settimana, si fanno più gravi le pressioni sulla BCE di Mario Draghi affinché apporti delle modifiche al programma di quantitative easing (QE).
Tuttavia, Mario Draghi si è limitato a ripetere quanto già espresso nella conferenza stampa della BCE del 3 settembre.
«La crisi greca ed ora quella dei migranti, dimostrano che l’Europa può essere forte solo se agisce unita sulla base della solidarietà e cooperazione»
E’ questa una delle prime frasi che il presidente Mario Draghi ha voluto pronunciare alla Commissione economica e monetaria del Parlamento europeo.
Sul fronte dell’inflazione, Draghi specifica che rimarrà vicina allo 0 nel breve termine, per poi tornare a salire verso la fine dell’anno, la stessa previsione data ad inizio mese; il presidente della BCE ammette che ci vorrà più tempo del previsto affinché l’inflazione torni a livelli accettabili.
Riguardo alla possibile estensione ed aumento dell’attuale QE, Mario Draghi dichiara:
«La BCE non esiterà ad agire per far fronte a cambiamenti sulle prospettive d’inflazione, a causa di rischi al ribasso».
I punti salienti del discorso di Mario Draghi
- Il presidente della BCE ha parlato di «percorsi divergenti» della politica monetaria, dicendo che alcuni paesi sono in fase di recupero molto più avanzata rispetto all’Eurozona. Draghi ha anche detto che la BCE è pronta e disposta a prendere ulteriori provvedimenti e che, se la volatilità e l’incertezza nei mercati causeranno una stretta finanziaria, ad agire;
- Il commento di Draghi dà un’idea chiara su cosa stia monitorando ora la BCE. cA differenza degli Stati Uniti, dove le condizioni finanziarie hanno registrato una notevole ripresa, nell’Eurozona sono ancora deboli;
- Rispondendo alla domanda di un europarlamentare greco, Draghi ha confermato che la BCE lascerà la Troika , ma ha aggiunto che «sta a voi» (in riferimento alla Grecia) la tempistica.
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