Assegno unico: perché si perdono i soldi dopo il 30 giugno

Teresa Maddonni

08/04/2022

14/04/2022 - 06:50

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Assegno unico e universale per i figli a carico: la data del 30 giugno 2022 è fondamentale per non rinunciare ai soldi. Ecco come non perdere le mensilità e il conguaglio.

Assegno unico: perché si perdono i soldi dopo il 30 giugno

L’assegno unico e universale per i figli a carico è in vigore dal 2022, ma dopo il 30 giugno si potrebbero avere meno soldi: perché? La risposta è semplice e a ricordarlo è stato anche l’INPS in un recente comunicato.

Il riferimento ai meno soldi per l’assegno unico dopo il 30 giugno riguarda il numero delle mensilità e non l’ammontare dell’importo cui il nucleo familiare ha diritto salvo ovviamente i singoli casi in cui si produce una variazione dell’ISEE o del numero dei figli a carico.

L’assegno unico e universale viene riconosciuto dal settimo mese di gravidanza della madre e fino a 21 anni del figlio a carico a determinate condizioni.

Chi farà domanda entro il 30 giugno riceverà tutte le mensilità dell’assegno unico, mentre la procedura cambia dal 1° luglio. Anche chi non ha presentato l’ISEE e riceve la quota minima perde il conguaglio dopo il 30 giugno. I dettagli.

Assegno unico: chi e perché perde i soldi dopo il 30 giugno

Vediamo allora chi e perché perde i soldi dell’assegno unico per i figli dopo la scadenza del 30 giugno 2022. La questione interessa non tanto coloro che avranno diritto all’assegno unico dopo quella data - si pensi alle future neo mamme che sono oggi ai primi mesi di gravidanza - ma coloro che pur avendone i requisiti ancora non hanno provveduto a fare domanda per ottenere il sussidio.

L’assegno unico per i figli 2022, che ha sostituito la misura temporanea introdotta per la seconda parte del 2021, è possibile richiederlo dal 1° gennaio sebbene le prime mensilità siano state erogate dal mese di marzo.

A breve verrà pagato, lo ricordiamo, anche l’assegno unico di aprile. Chi fra i ritardatari aventi diritto al sussidio fa domanda per ottenere l’assegno unico entro il 30 giugno 2022 riceverà anche gli arretrati a partire dal mese di marzo. Non vale lo stesso per chi fa domanda a partire dal giorno successivo, quindi dal 1° luglio. Nel recente comunicato di cui abbiamo detto sopra, l’INPS ha ricordato infatti:

“Fino al 30 giugno sarà possibile inoltrare la domanda con il riconoscimento di tutti gli arretrati, calcolati a partire dal mese di marzo 2022. Dopo il 30 giugno l’assegno decorrerà dal mese successivo a quello di presentazione e il pagamento è effettuato dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.”

Assegno unico: anche per l’ISEE scadenza del 30 giugno

La scadenza del 30 giugno riguarda anche la presentazione dell’ISEE per avere l’importo realmente spettante dell’assegno unico per i figli.

Per avere l’assegno unico, lo ricordiamo, l’ISEE non è obbligatorio. Come ricorda anche l’INPS nelle FAQ dedicate sulla pagina web della prestazione, la stessa “ha carattere universalistico e può essere richiesta anche in assenza di ISEE.” Non presentando l’ISEE i richiedenti otterranno l’importo minimo di assegno unico per figlio vale a dire 50 euro al mese.

L’importo dell’assegno unico infatti, lo ricordiamo, va da un massimo di 175 euro a figlio per chi ha l’ISEE inferiore a 15mila euro a un minimo di 50 euro a figlio per tutte le famiglie con ISEE pari o sopra i 40mila euro o per quelle che appunto non presentano l’ISEE.

Ma cosa c’entra allora la scadenza del 30 giugno con l’ISEE per l’assegno unico? Risponde sempre l’INPS nelle FAQ:

“Se il richiedente, o comunque il nucleo familiare del richiedente, non ha un ISEE valido al momento di presentazione della domanda, l’assegno sarà calcolato con l’importo minimo previsto dalla normativa. Per coloro che presentano ISEE successivamente alla domanda, entro il 30 giugno 2022, comunque, verranno riconosciuti gli importi arretrati spettanti, a decorrere dal mese di marzo 2022, in base al valore dell’ ISEE presentato.”

La data del 30 giugno quindi è importante non solo per avere l’assegno unico con gli arretrati da marzo, ma anche per la presentazione dell’ISEE che permette di ottenere le mensilità per gli importi realmente spettanti e non il minimo.

L’INPS ricorda anche che è obbligatorio comunicare eventuali variazioni del nucleo familiare.

Ancora l’Istituto in un’altra FAQ aggiunge:

“Il conguaglio degli importi dovuti in base all ISEE rispetto alla quota minima a decorrere da marzo 2022 avverrà a luglio per gli ISEE presentati entro giugno.”

Quindi i beneficiari che non vogliono perdere i soldi dell’assegno unico, che sia per ottenere una quota maggiore della minima o per non perdere le mensilità arretrate, devono presentare la domanda con l’ISEE, o a seconda dei casi il solo ISEE, entro il 30 giugno 2022.

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