Assegno di divorzio, dipende dalla città in cui si vive: la decisione della Cassazione

La cifra dell’assegno di divorzio dipende anche dalla città in cui i coniugi vivono. L’elevato costo delle vita può incidere sulla riduzione dell’assegno, ma occorre sempre la valutazione del giudice. Novità dalla Cassazione sul mantenimento di figli ed ex coniuge.

Assegno di divorzio, dipende dalla città in cui si vive: la decisione della Cassazione

L’assegno di divorzio è l’aspetto più controverso della fine di un matrimonio. Spesso le condizioni imposte ad un coniuge nei confronti dell’altro possono rivelarsi inique, gettando chi è obbligato a versare l’assegno in gravi difficoltà economiche. Per evitare che ciò accada, la Cassazione si esprime di frequente sull’argomento cercando con le proprie massime di assicurare il trattamento economico più giusto.

Ultima in ordine cronologico la decisione di dare rilievo anche alla città in cui abita il coniuge che è tenuto a versare l’assegno verso l’ex. Infatti se la città dove vive stabilmente ha un costo molto elevato questo dovrà essere tenuto in considerazione, di conseguenza l’ammontare dell’assegno sarà diminuito in modo tale da permettergli una vita dignitosa.

La sentenza in esame riguarda Roma, ma per analogia lo stesso discorso può essere esteso a molte altre città italiane.

Assegno di divorzio, l’importo cambia da città a città

Recentemente la Cassazione ha detto addio al criterio dello stile di vita nella dell’assegno di divorzio; adesso la Cassazione torna sul tema e precisa che l’ammontare dell’assegno in favore dell’ex coniuge deve essere stabilito anche in base alla città in cui si ha la residenza.

Difatti l’elevato costo della vita di alcune città italiane, in primis Roma e Milano, influisce enormemente sulle possibilità economiche dei coniugi e, dopo la separazione e il divorzio, rendono ancor più difficile provvedere al proprio sostentamento e a quello dell’ex che ha diritto all’assegno. La spesa che influisce maggiormente nella determinazione dell’assegno è senza dubbio quella per l’affitto, che nelle metropoli raggiunge prezzi molto più alti rispetto ad altre realtà urbane più piccole.

Per questa ragione i giudici della Cassazione (sentenza numero 174/2020) hanno ritenuto di dover ridurre l’assegno di divorzio che un uomo doveva nei confronti dell’ex moglie in ragione dei costi che è costretto ad affrontare vivendo a Roma. A nulla è servito l’opposizione della donna.

Corte di Cassazione, VI sez. civile, sentenza n. 174/2020

Il caso di specie ha coinvolto la Capitale ma il medesimo ragionamento logico dovrebbe essere fatto anche per moltissime altre città. Questa sentenza, quindi, probabilmente aprirà le porte a nuovi criteri di valutazione dell’assegno divorzile che sarà sempre più vicino alle concrete esigenze di ex marito e moglie, senza pesare eccessivamente da una parte e garantendo il necessario per vivere ad entrambi.

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