Arretrati assegni familiari: come non perdere 5 anni di bonus, ecco cosa serve sapere

Simone Micocci

05/11/2021

05/11/2021 - 10:46

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Arretrati assegni al nucleo familiare: chi non li ha mai richiesti potrebbe avere diritto a un tesoretto accumulato in cinque anni. Ecco a chi presentare la richiesta.

Arretrati assegni familiari: come non perdere 5 anni di bonus, ecco cosa serve sapere

Come noto è possibile richiedere gli arretrati degli assegni al nucleo familiare, conosciuti anche come assegni familiari, per tutti i periodi non goduti, fino a un massimo di 5 anni.

Nel dettaglio, il periodo di percezione dei cosiddetti ANF va da luglio a giugno dell’anno successivo: per esempio, in questo momento è possibile fare domanda per il periodo compreso tra luglio 2021 e giugno 2022, fermo restando comunque che dal 1° gennaio 2022 dovrebbe esserci il passaggio all’assegno unico universale.

Se non avete mai beneficiato degli assegni al nucleo familiare, pur soddisfandone i requisiti (che ricorderemo di seguito) potete fare richiesta di arretrati. Nel dettaglio, è possibile andare indietro di cinque anni e richiedere il sostegno per i seguenti periodi:

  • da luglio 2020 a giugno 2021
  • da luglio 2019 a giugno 2020
  • da luglio 2018 a giugno 2019
  • da luglio 2017 a giugno 2018
  • da luglio 2016 a giugno 2017

Ma chi paga gli arretrati degli assegni al nucleo familiare? Essendo passato molto tempo dal periodo per il quale si fa richiesta, infatti, potrebbero essersi verificate diverse condizioni. Ad esempio, potrebbe succedere che nel frattempo stiate lavorando per un altro datore di lavoro, o persino che l’azienda in cui eravate impiegati in quel periodo sia cessata o fallita.

Chiedersi chi paga gli arretrati degli assegni familiari, dunque, è lecito e di seguito ve ne daremo la risposta. D’altronde, trattandosi di cinque anni di arretrati, potreste avere diritto a una bella somma e sarebbe un peccato rinunciarci.

A tal proposito, ecco tutte le informazioni utili sulla richiesta di arretrati degli assegni al nucleo familiare a seconda delle casistiche.

Arretrati assegni al nucleo familiare: chi deve pagarli?

Chiedersi chi paga gli arretrati degli assegni familiari è molto frequente tra i lavoratori, visto che può accadere che il datore di lavoro del periodo di riferimento si rifiuti di pagare, specialmente nel caso in cui il loro importo sia molto elevato.

Come prima cosa è bene sottolineare che richiedere gli assegni familiari arretrati è un diritto del lavoratore, così come è un dovere del datore di lavoro pagarli. È questo, infatti, a dover pagare - o meglio “anticipare” - gli arretrati degli assegni familiari ai lavoratori che ne fanno richiesta.

Può capitare, ad esempio, che un lavoratore non sia a conoscenza del suo diritto di percepire gli assegni al nucleo familiare e che pur avendone i requisiti (qui le tabelle con i limiti di reddito aggiornati al 2021) non ne abbia presentato la domanda (ricordiamo che di regola il periodo di riferimento per la corresponsione degli assegni familiari va dal 1° luglio di ogni anno al 30 giugno dell’anno successivo).

Ebbene, il fatto di non presentare domanda entro il termine previsto non comporta la perdita degli assegni familiari, visto che per il dipendente vi è comunque la possibilità di richiederli. Questo vale per gli assegni familiari degli ultimi cinque anni, dopodiché questi cadono in prescrizione.

Come anticipato per gli arretrati vale la stessa regola prevista annualmente per gli assegni al nucleo familiare: è il datore di lavoro a pagarli, salvo determinate occasioni che vedremo di seguito. Prima, però, ricordiamo quali sono i requisiti per avere diritto di questo strumento per il sostegno del reddito familiare.

Assegni al nucleo familiare: requisiti

Per avere diritto agli assegni al nucleo familiare bisogna soddisfare determinati requisiti. Per gli arretrati, ovviamente, è necessario che i requisiti fossero soddisfatti anche per il periodo a cui questi riferiscono.

Nel dettaglio, questi spettano a:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • lavoratori dipendenti agricoli;
  • lavoratori domestici e somministrati;
  • lavoratori iscritti alla Gestione Separata;
  • lavoratori dipendenti di ditte cessate e fallite;
  • titolari di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, dei fondi speciali ed ex ENPALS;
  • titolari di prestazioni previdenziali;
  • lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

Altro requisito da soddisfare è quello per cui il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto per almeno il 70% da reddito derivante da lavoro dipendente o assimilato.

Domanda assegni al nucleo familiare arretrati

Per la domanda degli arretrati valgono le stesse regole previste per l’attuale periodo. La domanda va fatta telematicamente e ci si può rivolgere anche a un patronato.

Importante: non va presentata una sola domanda ma tante quanti sono i periodi per i quali si chiedono gli arretrati.

Ecco chi deve pagare gli arretrati degli assegni familiari

Fatta chiarezza su alcuni aspetti fondamentali possiamo rispondere alla domanda su chi deve pagare gli arretrati. Ebbene, è il datore di lavoro del periodo a cui fanno riferimento gli assegni al nucleo familiare che ha l’obbligo di farsi carico di eventuali arretrati.

Questo significa che qualora la richiesta riferisca a periodi in cui l’avente diritto ha lavorato presso un datore di lavoro differente da quello attuale, sarà il vecchio datore di lavoro a farsi carico degli assegni familiari per la parte riferita a quello stesso periodo.

Nel caso in cui invece gli arretrati facciano riferimento a un periodo in cui questo era sotto contratto con l’attuale datore di lavoro, allora sarà quest’ultimo a doverli corrispondere.

È importante sottolineare, però, che gli arretrati degli assegni familiari, così come gli ANF stessi, vengono solamente anticipati dal datore di lavoro; è l’INPS, infatti, a farsi carico dell’onere previsto, ed è per questo che in un secondo momento sarà interesse del datore di lavoro chiedere il rimborso di quanto corrisposto ai propri dipendenti (o ex dipendenti).

Ci sono dei casi, però, in cui gli assegni al nucleo familiare, nonché i relativi arretrati, vengono pagati direttamente dall’INPS; vediamo quando.

Arretrati assegni familiari: quando li paga l’INPS

Generalmente degli assegni al nucleo familiari si fa carico anticipatamente il datore di lavoro, tuttavia ci sono dei casi in cui è l’INPS a pagarne direttamente l’importo.

Ad esempio, è il caso degli ANF erogati sulla pensione, o anche quando il richiedente è:

  • addetto ai servizi domestici;
  • iscritto alla Gestione Separata;
  • operaio agricolo dipendente a tempo determinato;
  • lavoratore di ditte cessate o fallite;
  • beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

Questi sono gli unici casi in cui a pagare gli assegni al nucleo familiare è l’INPS stessa.

Arretrati assegni familiari nel caso di aziende cessate o fallite

Piccolo appunto finale per coloro che chiedono il pagamento diretto all’INPS degli arretrati degli assegni familiari nel caso di aziende che nel frattempo sono cessate o fallite. In questo caso, il richiedente che presenta apposita istanza all’INPS attraverso i servizi telematici messi a disposizione del cittadino deve anche allegare una documentazione aggiuntiva, quale:

  • nel caso di cessazione dell’attività bisogna allegare la dichiarazione della ditta da cui risulti la data di fine attività, nonché i motivi della mancata erogazione dell’assegno e l’impegno a non effettuare il pagamento della prestazione successivamente al rilascio della dichiarazione;
  • nel caso di ditte fallite, invece, all’INPS va inviata anche la dichiarazione del curatore fallimentare, con gli estremi del fallimento e l’esistenza del rapporto di lavoro. Il lavoratore da parte sua si impegna a non inserire nel passivo fallimentare gli arretrati degli assegni al nucleo familiare non percepiti.

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