Aquarius ancora bloccata in mare aperto: chi deve accogliere i migranti?

La nave Ong Aquarius è ancora una volta bloccata in mare; l’Italia è intenzionata a fare solamente da spettatrice alla vicenda, rimandando la gestione dei migranti al Regno Unito.

Aquarius ancora bloccata in mare aperto: chi deve accogliere i migranti?

Aquarius ancora una volta bloccata in mare: così come due mesi fa, anche questa volta nessun Paese si sta rendendo disponibile per far attraccare la nave della Ong con a bordo 141 persone salvate lo scorso 10 agosto in due diverse operazioni.

Da tre giorni quindi 141 migranti sono bloccati in mare in attesa di saperne di più sul loro destino; dall’Italia non c’è nessuna apertura in tal senso così come da parte della Libia e di Malta, contattate dal personale a bordo di Aquarius per chiedere loro la possibilità di attraccare.

A tal proposito Matteo Salvini ha dichiarato che “Aquarius può andare dove vuole ma non in Italia”, chiudendo quindi di fatto la possibilità che i 141 migranti possano sbarcare nel nostro Paese. D’altronde Salvini ha ricordato che la Aquarius altro non è che una nave di proprietà tedesca noleggiata da una Ong francese con equipaggio straniero che tra l’altro batte bandiera di Gibilterra; insomma, secondo il Ministro dell’Interno - nonché vicepremier - non ci sono motivi per cui l’Italia dovrebbe aprire i propri porti.

Dello stesso parere il pentastellato Danilo Toninelli, il quale pubblicando un tweet sul famoso social network ha indicato il Paese che si dovrà prendere cura dei migranti a bordo della nave Ong: secondo Toninelli, infatti, al momento la Aquarius - che si trova nelle acque maltesi - batte bandiera Gibilterra e di conseguenza è il Regno Unito che dovrebbe prendersi la responsabilità per la salvaguardia dei profughi.

L’Italia nega anche l’assistenza in mare

Dopo soli due mesi dalla crisi diplomatica scoppiata per i 630 migranti a bordo della Aquarius, quindi, la scena si ripete con l’Italia che questa volta è intenzionata a fare da spettatrice alla vicenda.

Due mesi fa, infatti, la nave è stata costretta a navigare per giorni nelle acque tra Lampedusa e Malta, fino a quando questa non è stata fatta attraccare al porto di Valencia. In quell’occasione però Aquarius ha beneficiato dell’assistenza in mare da parte della Marina Militare e delle Guardia Costiera italiana, ed è stato solamente grazie alla scorta da parte delle navi italiane Orione e Dattino che è riuscita a navigare in sicurezza fino a Valencia.

Questa volta però l’Italia non sembra essere disposta a fare altrimenti: il nostro Paese, infatti, non sta negando solamente l’approdo ma anche qualsiasi tipo di assistenza, suscitando tra l’altro le polemiche da parte della sinistra italiana.

Le reazioni

Ad esempio Civati di Possibile ha definito le parole di Toninelli come un qualcosa che va “oltre il senso del ridicolo”, aggiungendo che la situazione “sembra essere sfuggita di mano” al Governo.

Non tutti però sono contrari alla linea dura adottata da Salvini e dal Governo Conte; ad esempio il senatore di Forza Italia Francesco Giro ha messo in risalto il fatto che ad essere soccorsi sono prettamente uomini sui 18-30 anni in perfetto stato di salute, tra l’altro provenienti da Paesi - come Etiopia e Eritrea - dove la guerra si è ormai conclusa da anni.

Profughi che - sempre secondo quanto dichiarato da Francesco Giro - una volta giunti in Italia ed aver “combinato guai sul nostro territorio” spariscono per andare in Francia e in Germania. Insomma, parole che non fanno altro che alimentare la tensione in un momento in cui il clima nazionale e internazionale sul tema dell’immigrazione è già abbastanza teso.

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