Anticipo TFR: limite importo, motivazioni e modalità per la richiesta

Simone Micocci

25 Marzo 2022 - 16:27

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Anticipo del TFR: quando spetta? Quali sono i requisiti per i lavoratori dipendenti del settore privato e le motivazioni che ne rendono legittima la richiesta.

Anticipo TFR: limite importo, motivazioni e modalità per la richiesta

Grazie all’anticipo del TFR - trattamento di fine rapporto - il lavoratore dipendente può ottenere subito una parte della cosiddetta liquidazione fino a quel momento maturata in azienda. Chi ha urgente bisogno di liquidità può dunque contare sulla possibilità offerta dall’anticipo del TFR, a patto che se ne soddisfino le regole previste dalla normativa.

È bene sottolineare, ad esempio, che la possibilità di ottenere il TFR anticipato è riservata ai lavoratori del settore privato: non ne può dunque fare richiesta il dipendente pubblico. Altro aspetto da considerare è quello per cui l’anticipo del TFR non può essere concesso prima degli 8 anni di servizio presso la stessa azienda. E ancora: non si può richiedere l’anticipo del TFR senza motivazione, in quanto l’accesso a questo strumento è legato al verificarsi di alcune situazioni.

Dunque, è necessario che la richiesta di anticipo del TFR rispetti una serie di requisiti affinché si possa ottenere una parte dell’importo fino ad allora maturato in un’unica soluzione. Importo al quale ovviamente andranno applicate le regole sulla tassazione come previsto per gli altri emolumenti della retribuzione.

Fatte le dovute premesse, possiamo vedere come funziona oggi lo strumento che consente di anticipare il pagamento di una parte del TFR.

Anticipo TFR: chi può richiederlo

Come anticipato, per richiedere l’anticipo del TFR oggi è necessario soddisfare una serie di requisiti. La richiesta può essere avanzata da tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, a patto che siano in azienda da almeno 8 anni. Non esiste alcuna deroga alla suddetta norma: non è mai possibile, dunque, richiedere l’anticipo prima che siano decorsi almeno 8 anni dall’assunzione.

Attenzione poi a non fare confusione con l’anticipo del TFR nel pubblico impiego. Questo, infatti, è uno strumento introdotto dal decreto 4/2019 che consente ai dipendenti pubblici che hanno appena cessato il servizio di sottoscrivere un accordo con una banca al fine di ottenere l’importo del trattamento di fine servizio in anticipo rispetto a quelli che sono i tempi di liquidazione dell’Inps, facendosi però carico di un piccolo tasso d’interesse. Ai dipendenti pubblici non è invece consentito richiedere l’anticipo del TFR in costanza di rapporto di lavoro.

Anticipo del TFR: quanto spetta e quante volte si può richiedere

È il Codice Civile, all’articolo 2120, commi 6-11, a stabilire nel dettaglio quelli che sono i casi in cui è possibile fare richiesta di anticipo del TFR. Il lavoratore può presentare richiesta nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • avere maturato almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro (art. 2120 c.c., c. 6);
  • l’anticipo TFR deve essere contenuto nei limiti del 70% del trattamento spettante nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta (art. 2120 c.c., c. 6);
  • l’anticipo TFR deve essere altresì contenuto nei limiti del 10% degli aventi titolo e, comunque, del 4 % del numero totale dei dipendenti (art. 2120 c.c., c. 7);
  • l’anticipo TFR può essere ottenuto una sola volta nel corso del rapporto di lavoro (art. 2120 c.c., c. 9).

Dunque, il dipendente può chiedere - una sola volta e mai più di una - l’anticipo fino a un massimo del 70% dell’importo fino ad allora maturato. Da parte sua l’azienda è chiamata a soddisfare annualmente le richieste entro il limite del 10% degli aventi titolo, e comunque del 4% del numero totale di dipendenti.

Quando richiedere l’anticipo del TFR: le motivazioni

La legge inoltre ha disposto che il lavoratore ha diritto a chiedere il trattamento di fine rapporto in anticipo soltanto in determinate situazioni e qualora si trovi nella condizione di dover affrontare spese improvvise e inderogabili. In sostanza la richiesta del lavoratore deve essere “giustificata” e deve avere dei motivi ben precisi, ovvero:

  • sostenere eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche (art. 2120 c.c., c. 8 lett. a);
  • provvedere all’acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile (art. 2120 c.c., c. 8 lett. b);
  • sostenere eventuali spese da sostenere durante i periodi di fruizione dei congedi parentali e per formazione del lavoratore (art. 5 D.Lgs. 151/2001 e art. 7 Legge 53/2000), come nei periodi di congedo facoltativo a seguito della nascita di un figlio o di conseguimento titolo e partecipazione ad attività di formazione.

In più, i CCNL di categoria possono intervenire a disciplinare casi in cui è ammessa la richiesta di anticipo TFR, anche in situazioni diverse da quanto disposto dal Codice Civile.

Anticipo TFR per ristrutturazione

Una delle domande che i lavoratori che devono sostenere spese straordinarie si pongono è se si può richiedere anticipo del trattamento di fine rapporto in caso di ristrutturazione della propria casa. Bisogna specificare che nel Codice Civile tale possibilità non è ammessa ma che la facoltà di erogare l’importo al lavoratore è determinata dalla scelta finale del proprio datore di lavoro.

Negli anni la giurisprudenza ha affrontato in più di un’occasione tale questione, stabilendo che l’anticipo del TFR può essere richiesto per le spese di ristrutturazione della prima casa - sia propria che dei figli - ma solo quando l’intervento è necessario per rendere abitabile l’edificio. Sono dunque esclusi i normali interventi di manutenzione, di ampliamento e di semplice abbellimento.

Pertanto, chi vuole richiedere l’anticipo del TFR per far fronte a delle spese di ristrutturazione dovrà allegare la documentazione necessaria per certificare quelli che sono effettivamente i motivi per cui si procede con gli interventi. Sarà l’azienda comunque a decidere se concedere o meno l’anticipo in base alle motivazioni indicate.

Quando non è possibile chiedere l’anticipo del TFR?

Come abbiamo visto la legge italiana prevede dei casi ben precisi e specifici per la richiesta del TFR, che devono essere rispettati dal lavoratore. Inoltre, ad alcune categorie di lavoratori la richiesta non è concessa pur avendo le caratteristiche e le motivazioni per avanzare la domanda. Non possono infatti presentare richiesta di TFR:

  • dipendenti pubblici;
  • dipendenti private di aziende in crisi;
  • dipendenti che hanno una cessione del quinto in corso.

Inoltre, come abbiamo accennato, la legge per tutelare le imprese di piccole dimensioni ha stabilito che il datore di lavoro ogni anno può erogare anticipi nella misura massima del 10% dei richiedenti, nel limite del 4% dei dipendenti.
Quindi, anche se il dipendente soddisfa i requisiti sopra indicati non può ottenere l’anticipo del TFR nel caso in cui l’impresa abbia già sforato i limiti annuali.

Come chiedere l’anticipo del TFR

Il dipendente che è in possesso di tutti i requisiti necessari per ottenere anticipatamente una parte di liquidazione, deve farne richiesta per iscritto al datore di lavoro.

Nel dettaglio, questo deve compilare un modello come il Fac-Simile che trovate di seguito, allegando una copia di un documento valido di riconoscimento e tutti i documenti che certificano la motivazione per la quale si richiede l’anticipo. Ad esempio se si richiede l’anticipo della liquidazione per l’acquisto della prima casa, per sé o per i propri figli, sarà necessario presentare l’atto notarile che lo dimostri. Per le spese mediche invece è necessario un documento rilasciato da una struttura sanitaria pubblica con il quale si attesta la straordinarietà degli interventi.

FAC-SIMILE Richiesta anticipo TFR
Clicca qui per scaricare il modello per la richiesta, da presentare per iscritto al datore di lavoro, per l’anticipo del Trattamento di Fine Rapporto.

Il datore di lavoro a sua volta fa sottoscrivere al dipendente una dichiarazione liberatoria con la quale il dipendente conferma di aver ricevuto una parte di liquidazione.

Naturalmente anche l’importo anticipato è soggetto a tassazione; per farvi un’idea di quanto vi spetta e di qual è il TFR netto vi consigliamo di leggere la nostra guida dedicata al calcolo della liquidazione.

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