Analisi BTP Future: il trend rimane in mano alle forze ribassiste

La candela disegnata oggi dal derivato sul BTP decennale denota ulteriore debolezza, con le quotazioni che danno l’idea di voler arrivare al supporto chiave posto a 122,05 euro per il terzo test in tre mesi

Analisi BTP Future: il trend rimane in mano alle forze ribassiste

Il mercato secondario dei titoli di Stato italiani rimane sotto pressione, con lo spread fra BTP e Bund che anche oggi è rimasto su di un livello di allerta presso area 277 punti base. Il rendimento del BTP a 10 anni ha toccato un massimo a quota 3,15%, un livello che non vedeva dal maggio 2014.

A riflesso di una peggiore performance della carta italiana anche il future sul BTP decennale ha perso terreno. La struttura del BTP Future infatti è ancora negativa, con i corsi che non sono riusciti a recuperare dopo la rottura della trendline ribassista di breve periodo che accompagnava i corsi negli ultimi due mesi.


BTP Future, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

La seduta del 21 agosto scorso aveva visto una rottura della trendline già richiamata. A quel punto ci si poteva aspettare una ripresa delle forze rialziste sul BTP Future, idea smentita la seduta successiva che ha quasi disegnato un pattern Engulfing ribassista ed ha riportato le quotazioni in area 123 euro.

La candela odierna denota ancora debolezza e le quotazioni, che si trovano al di sotto della media mobile a 8 giorni (livello dinamico resistenziale che ha accompagnato molto bene il recente impulso), danno l’idea di voler arrivare all’area supportiva chiave posta a 122,05 euro per il terzo test in tre mesi.

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Strategie operative sul BTP Future


Elaborazione Ufficio studi Money.it

Alla luce dell’analisi tecnica condotta sul BTP Future, si potrebbe privilegiare un’operatività di tipo rialzista su questo strumento solo nel caso dovesse verificarsi un pattern di inversione con implicazioni rialziste a ridosso del livello statico a 122,05 euro.

Nel caso il livello supportivo dovesse essere rotto, nel migliore dei casi con una chiusura sui minimi, allora si potrebbero implementare strategie di natura ribassista con obiettivo il minimo pluriennale segnato il 29 maggio scorso a 118,34 euro. Superato questo il derivato sul titolo di Stato italiano avrebbe spazio di manovra fino a 117,87 euro livello ereditato dal massimo segnato con la seduta del 3 maggio 2013.

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