Alexei Navalny: chi è e cosa ha fatto il principale oppositore di Putin in Russia

Fiammetta Rubini - Alessandro Cipolla

25/01/2021

22/03/2022 - 15:42

condividi

La biografia di Alexei Navalny, da tempo in carcere e ora condannato ad altri nove anni di reclusione: cosa ha fatto e perché in Russia è considerato come il principale oppositore di Vladimir Putin.

Alexei Navalny: chi è e cosa ha fatto il principale oppositore di Putin in Russia

Alexei Navalny è stato condannato ad altri nove anni di carcere. L’attivista considerato in Russia come il principale oppositore di Vladimir Putin, si trova già in carcere dall’estate del 2021 dopo aver subito anche un avvelenamento.

Nel pieno della guerra in Ucraina, Navalny è stato ritenuto colpevole secondo il giudice del Tribunale che lo ha nuovamente condannato di “frode, ovvero ha rubato la proprietà di altre persone con l’inganno e violato la fiducia”.

A gennaio 2021 Navalny è stato condannato a 3 anni e 6 mesi per appropriazione indebita di 30 milioni di rubli ai danni dell’azienda Yves Rocher, mentre in passato è stato più volte fermato per aver partecipato in Russia a manifestazioni di protesta contro Putin per denunciare la corruzione dilagante nel suo Paese.

Ma chi è Alexei Navalny? Vediamo allora la biografia e la storia di questo avvocato e attivista russo che negli anni scorsi è stato descritto dal Wall Street Journal come “l’uomo che Vladimir Putin teme di più”.

Chi è Alexei Navalny: carriera politica e biografia

Navalny, 45 anni, è un avvocato, attivista anti-corruzione, membro del Consiglio di coordinamento dell’opposizione russa, leader e fondatore del Partito Democratico del Progresso - Russia del futuro, nonché il più accanito critico di Putin e del suo Governo.

Cresciuto in Ucraina in una famiglia di imprenditori (i suoi genitori possiedono una fabbrica di tessitura di cesti), si è laureato in giurisprudenza alla Peoples Friendship University of Russia, si è specializzato in mercati finanziari e ha perfezionato i suoi studi anche grazie a una borsa si studio a Yale.

Navalny si è sempre esposto senza timore: attivissimo su Twitter e YouTube - dove in totale ha quasi 10 milioni di seguaci - pubblica inchieste e materiali sulla corruzione in Russia, organizza manifestazioni politiche e promuove le sue campagne. Da parte sua il Cremlino si comporta come se il signor Navalny non fosse un elemento di fastidio o disturbo: Putin non lo nomina mai, e i media statali ne parlano come un blogger senza importanza.

Nella sua carriera ha pubblicato decine e decine di report che provano in modo schiacciante la corruzione nella Russia di Putin. Nel 2011 in un’intervista radiofonica ha descritto il governo di Putin come un “partito di truffatori e ladri”.

È stato una figura galvanizzante nelle proteste di massa, comprese le manifestazioni del 2011-12 innescate dalle notizie di brogli diffusi nelle elezioni parlamentari.

Tutto ciò gli ha portato svariati arresti, condanne sospese con motivi politici (in modo da impedirgli di candidarsi a future elezioni), ma ha anche vinto 6 cause contro le autorità russe per un totale di 225.000 euro.

Nel 2013 si è candidato a sindaco di Mosca arrivando secondo contro il sindaco nominato da Putin; nel 2018 ha cercato di candidarsi alle presidenziali russe ma è stato escluso sia dalla Commissione elettorale centrale russa sia dalla Corte suprema russa a causa di una condanna penale.

Nell’agosto 2020 è stato ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato avvelenato con un agente nervino durante un volo da Tomsk a Mosca. Trasferito poi a Berlino per ricevere cure mediche adeguate, a gennaio è tornato in Russia e immediatamente arrestato a Mosca con l’accusa di violazione dei termini di una pena detentiva sospesa.

Non era la prima volta che qualcuno attentava alla vita dell’oppositore: nel 2017, un aggressore gli ha lanciato un liquido antisettico in faccia, danneggiandogli la vista. Nel 2019 è stato ricoverato in ospedale dopo un sospetto avvelenamento mentre era in prigione.

Una volta che è ristabilito dall’avvelenamento l’attivista è stato condotto in carcere dove si trova dal giugno 2021: dopo la condanna ad altri nove anni di detenzione, i tempi per un suo rilascio si sono ulteriormente allungati.

L’ultima inchiesta pubblicata da Navalny e dalla FBK riguarda l’accusa a Putin di utilizzare fondi ottenuti in modo fraudolento per costruirsi la lussuosissima villa sul mar Nero in quella che è stata definita la più grande tangente al mondo.

Argomenti

# Russia

Iscriviti a Money.it