Alexandra Ocasio-Cortez: chi è la nuova speranza della sinistra americana?

Giovane, agguerrita e sandersiana, Alexandra Ocasio-Cortez ha trionfato nelle primarie dem per il Senato a New York, ridando vigore alla sinistra americana.

Alexandra Ocasio-Cortez: chi è la nuova speranza della sinistra americana?

La storia di Alexandra Ocasio-Cortez sembrerebbe essere uscita da un film, specie nella patria di Hollywood, invece la ribalta di questa giovane attivista può essere presa a modello di come stia cambiando il modo di far politica soprattutto negli Stati Uniti.

Con i Democratici già attivi nel cercare di trovare lo sfidante di Donald Trump per il 2020, ecco emergere questa giovane donna del Bronx vicina a Bernie Sanders, capace di trionfare alle primarie del suo partito per il Senato a New York.

La biografia di Alexandra Ocasio-Cortez

Quella di Alexandra Ocasio-Cortez può essere definita una moderna storia americana. Nata nel Bronx il 13 ottobre 1989, suo padre era un architetto nato e cresciuto nel celebre quartiere newyorchese mentre la mamma viene dal Porto Rico.

La carriera scolastica è più che brillante, laureandosi all’Università di Boston in Economia e Relazioni Internazionali dopo aver vinto numerosi premi e riconoscimenti anche durante il periodo dell’high school.

La morte del padre a causa di una malattia nel 2008 ha però messo la famiglia in difficoltà economica. Per aiutare così la madre che lavora come donna delle pulizie, finito il college è tornata nel Bronx dividendosi tra due lavori in un bar e in una taqueria.

Grazie all’aiuto finanziario del Sunshine Bronx Business Incubator, è riuscita poi a fondare una casa editrice la Brook Avenue Press che è specializzata in libri per bambini per dare un’immagine positiva del Bronx.

Alexandra Ocasio-Cortez ha anche lavorato come educatrice presso il no profit National Hispanic Institute, non tralasciando però mai l’interesse per la politica che iniziò ai tempi dell’università quando lavorò per il senatore democratico Ted Kennedy.

La carriera politica

Da sempre vicina alle posizioni della parte più a sinistra dei Democratici, nel 2016 ha lavorato nella campagna di Bernie Sanders per le primarie del partito che poi vennero vinte da Hillary Clinton.

Dopo questa esperienza dietro le quinte, Alexandra Ocasio-Cortez ha poi deciso di scendere in campo in prima persona annunciando la sua candidatura, sostenuta da molte associazioni, alle primarie dei Democratici per il Senato del XIV° distretto di New York ovvero quello del Bronx e del Queens.

Contro di lei alle primarie dem c’era Joseph Crowley, una sorta di leader dei dem a New York e che dal 2013 rappresenta quel distretto. Dal 1999 al 2013 invece aveva rappresentato il XII° distretto sempre della Grande Mela.

In teoria quindi non doveva esserci partita vista anche la differente potenza economica: Joseph Crowley per la sua campagna ha raccolto fondi per 3,4 milioni di dollari, Alexandra Ocasio-Cortez invece ha potuto contare soltanto su 194.000 dollari.

Lo scorso 26 giugno però è avvenuto una sorta di miracolo alle primarie, con la Ocasio-Cortez che con il 57,1% (15.897 voti) ha sconfitto Crowley che si è fermato invece al 42,2% (11.761 voti).

La notizia del clamoroso successo ha subito fatto il giro non solo degli Stati Uniti, ma del mondo intero. A soli 28 anni infatti sarà una delle più giovani di sempre in corsa per il Congresso e, nel caso venisse eletta, diventerebbe la donna più giovane di sempre.

In poco tempo Alexandra Ocasio-Cortez è diventata già una sorta di icona, non solo politica. Da una parte il suo impegno per una sanità gratuita per tutti, per l’abolizione del dipartimento per l’immigrazione e le frontiere e per un sistema di finanziamento alle campagne elettorali più trasparente, ha senza dubbio infiammato l’anima più a sinistra dei Democratici che da sempre si riconosce in Bernie Sanders.

Anche dal punto di vista mediatico però ha “bucato” lo schermo, diventando anche di tendenza tanto che il rossetto che ha ammesso di usare ha subito fatto registrare una impennate nelle vendite.

Partendo praticamente dal nulla e potendo contare soltanto sulle proprie forze, Alexandra Ocasio-Cortez è così pronta a raccogliere il testimone di Sanders. Una sorta di favola moderna che potrebbe trovare il suo lieto fine alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti che si terranno il prossimo 6 novembre.

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